Wikileaks rivela i segreti della guerra in Afghanistan — archivio completo di 91000 rapporti classificati del Pentagono

La ve­rita’ sulla guerra più’ lunga della sto­ria americana

Si tratta della mag­giore fuga di no­ti­zie della sto­ria mi­li­tare ame­ri­cana: una quan­tità enorme di do­cu­menti da cui emerge un’immagine de­va­stante di quello che è ef­fet­ti­va­mente suc­cesso in Afghanistan.

  • Truppe che uc­ci­dono cen­ti­naia di ci­vili in scon­tri te­nuti se­greti, at­tac­chi dei ta­le­bani che raf­for­zano la Nato e ali­men­tano la guer­ri­glia nei vi­cini Pa­ki­stan e Iran. Sono solo al­cuni dei dati scioc­canti che si tro­vano nei rapporti.

  • Ci­vili morti di cui non si è mai sa­puto nulla, un’unità se­greta in­ca­ri­cata di «uc­ci­dere o cat­tu­rare» ogni ta­le­bano senza al­cun pro­cesso, i droni Rea­per te­le­co­man­dati a di­stanza da una base del Ne­vada, la col­la­bo­ra­zione tra i ser­vizi se­greti pa­ki­stani (Isi) e i talebani.

  • Tra le carte emerge, tra l’altro, che il Pa­ki­stan, uf­fi­cial­mente al­leato de­gli Stati Uniti, ha per­messo a fun­zio­nari dei suoi ser­vizi se­greti di in­con­trare di­ret­ta­mente i capi ta­le­bani in riu­nioni se­grete per or­ga­niz­zare reti di gruppi mi­li­tanti con­tro i sol­dati ame­ri­cani, e met­tere a punto com­plotti per eli­mi­nare lea­der afghani.

  • Viene ri­ve­lato inol­tre che l’intelligence pa­ki­stana (Di­rec­to­rate for Inter-Services-Intelligence) fa­ceva il dop­pio gioco la­vo­rando an­che al fianco di Al Qaeda per pro­get­tare attacchi.

  • Per la prima volta emerge che i ta­le­bani usano mis­sili por­ta­tili a ri­cerca di ca­lore con­tro gli ae­rei della Nato, come gli Stin­ger che la Cia fornì ai mu­ja­hee­din di Osama bin La­den per com­bat­tere con­tro i so­vie­tici ne­gli anni ’80.

  • Dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca le truppe Usa usano molti più droni (ae­rei senza pi­loti) mal­grado le loro per­for­mance siano meno ap­prez­za­bili di quanto af­fer­mato uf­fi­cial­mente. Al­cuni si sono in­fatti schian­tati al suolo o scon­trati in volo, co­strin­gendo le truppe ame­ri­cane ad in­tra­pren­dere ri­schio­sis­sime ope­ra­zioni di re­cu­pero prima che i ta­le­bani riu­scis­sero ad im­pa­dro­nirsi dell’armamento e della tecnologia.

  • La Cia ha al­lar­gato le ope­ra­zioni pa­ra­mi­li­tari in Af­gha­ni­stan e, dal 2001 al 2008, ha fi­nan­ziato l’intelligence af­ghana, trat­tan­dola come una sua af­fi­liata virtuale.

  • La coa­li­zione sta usando sem­pre più le armi le­tali Rea­per per ful­mi­nare gli obiet­tivi ta­le­bani in modo te­le­di­retto da una base del Nevada.

  • Wa­shing­ton vuole igno­rare il dop­pio gioco di Islam­bad. Se­condo i do­cu­menti ci­tati, an­che l’amministrazione Obama, mal­grado le nu­me­rose mi­nacce di in­ter­vento di­retto, non ha cam­biato nulla. Que­sto mese il se­gre­ta­rio di Stato, Hil­lary Clin­ton, ha an­nun­ciato al­tri 500 mi­lioni di dol­lari in aiuti a Isla­ma­bad, de­fi­nendo Usa e Pa­ki­stan «part­ner uniti da una causa comune».

Amara la con­si­de­ra­zione fi­nale: «dopo aver speso 300 mi­liardi di dol­lari in Af­gha­ni­stan, gli stu­denti co­ra­nici sono più forti ora di quanto non lo fos­sero nel 2001».

Sul sito web dell «New York Ti­mes» — che in­sieme al bri­tan­nico «The Guar­dian» e al te­de­sco «Der Spie­gel» ha avuto ac­cesso ai do­cu­menti for­niti da Wi­ki­Leaks di­verse set­ti­mane fa — sono pub­bli­cati i rap­porti più in­te­res­santi. Il quo­ti­diano new­yor­chese ha co­min­ciato a fare uscire, a par­tire da lu­nedì scorso, un’inchiesta a pun­tate frutto di due anni di la­voro di due gior­na­li­sti sui le­gami tra le agen­zie di in­tel­li­gence Usa e le so­cietà di con­trac­tors, a cui ve­ni­vano af­fi­date le ope­ra­zioni più sporche.

http://wikileaks.org/wiki/Afghan_War_Diary,_2004-2010


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