Salò, speculazione Tavina: il sindaco non molla «Andrò alla conta in aula»

Salò: l’area sog­getto della spe­cu­la­zione Tavina

«An­diamo alla conta in Con­si­glio co­mu­nale, poi trar­remo le no­stre con­clu­sioni», dice il sin­daco di Salò, Bar­bara Botti, che con­ti­nua a reg­gere il ti­mone senza po­ter con­tare sulla mag­gio­ranza, es­sendo ri­ma­sta con soli 9 con­si­glieri su 21 a so­ste­nere la sua Giunta, dopo l’uscita di 5 «dissidenti».

La «conta» è un pas­sag­gio cru­ciale, per­chè in aula ser­virà la mag­gio­ranza dei voti dei con­si­glieri per ap­pro­vare, in­nan­zi­tutto, il bilancio.

Il pros­simo ap­pun­ta­mento sarà il com­ple­ta­mento dell’ordine del giorno del 9 di­cem­bre (se­duta rin­viata e non più ri­presa), con la mo­zione sulla spe­cu­la­zione Ta­vina e il rin­novo della con­ven­zione col Garda Uno per il ser­vi­zio rifiuti.

Il pre­si­dente dell’assemblea, Gual­tiero Co­mini, ram­menta di avere con­vo­cato (per sta­sera) i ca­pi­gruppo, allo scopo di sta­bi­lire la data del con­si­glio, en­tro la fine di febbraio.

Non rie­sco a ca­pire come i cin­que au­to­nomi, gui­dati da Al­berto Pe­liz­zari, pos­sano de­fi­nirsi del Pdl

SUI RISVOLTI POLITICI, il sin­daco Botti manda la prima stoc­cata ai cin­que che le hanno vol­tato le spalle: «Non rie­sco a ca­pire come i cin­que au­to­nomi, gui­dati da Al­berto Pe­liz­zari, pos­sano de­fi­nirsi del Pdl. Per­chè io — ri­vela Bar­bara Botti — ho par­lato con nu­me­rosi espo­nenti di alto li­vello del Pdl, dalla coor­di­na­trice Vi­viana Bec­ca­lossi al Mi­ni­stro Ma­ria Stella Gel­mini, da Mauro Pa­ro­lini a Bruno Fau­stini, da Adriano Pa­roli a Giu­seppe Ro­mele a Gian Fran­ce­sco To­ma­soni, e tutti mi hanno in­vi­tato a pro­se­guire. Gli stessi cit­ta­dini con­ti­nuano a farci sen­tire la loro so­li­da­rietà. Per­chè mai do­vremmo dimetterci?».

L’importante è rag­giun­gere la con­di­vi­sione sui due temi più importanti

C’È SEMPRE la pos­si­bi­lità di cer­care un’intesa con i due am­bien­ta­li­sti (Fa­bio Fras­soni, Li­liana Aimo) o con i quat­tro del Par­tito De­mo­cra­tico. «Di trat­ta­tive non né ab­biamo con­dotte –ag­giunge il sindaco-, ma io in­con­tro quo­ti­dia­na­mente le per­sone. L’importante è rag­giun­gere la con­di­vi­sione sui due temi più im­por­tanti: la spe­cu­la­zione Fonte Ta­vina, per la quale pun­tiamo alla ri­du­zione della vo­lu­me­tria re­si­den­ziale a van­tag­gio di quella al­ber­ghiera (nei giorni scorsi, du­rante la con­fe­renza dei ser­vizi, la So­prin­ten­denza si è ri­ser­vata di farci avere le sue in­di­ca­zioni), e l’apertura del mu­seo civico».

Vo­gliono farci pas­sare per ci­nici, ir­re­spon­sa­bili e ri­bal­to­ni­sti. Niente di più falso.

POI L’AFFONDO. «Vo­gliono farci pas­sare per ci­nici, ir­re­spon­sa­bili e ri­bal­to­ni­sti. Niente di più falso. Noi stiamo la­vo­rando nel ri­spetto del pro­gramma con­di­viso alle ele­zioni del giu­gno 2009. E con le mi­no­ranze ab­biamo già vo­tato le mo­zioni sull’ospedale e sull’acqua», ri­ba­di­sce Botti. E Ste­fa­nia Zam­belli, vi­ce­sin­daco, della Lega: «Di­cono che io vo­glia con­ser­vare il po­sto, e ab­bia sti­lato da sola il co­mu­ni­cato di so­ste­gno alla giunta. Ci tengo a far sa­pere che il sì è ar­ri­vato dal se­gre­ta­rio pro­vin­ciale Ste­fano Borghesi».

Fatte le pre­ci­sa­zioni po­li­ti­che, non si sente, però, aria di ele­zioni an­ti­ci­pate: Bar­bara Botti non in­tende ar­ren­dersi, al­meno per ora. E co­mun­que vada la «conta», è or­mai pres­so­ché certo che non vi siano più i tempi tec­nici per tor­nare alle ele­zioni in primavera.

Se il sin­daco fi­nisse per get­tare la spu­gna, Salò po­trebbe do­ver af­fron­tare un anno di commissariamento.

[Fonte e co­py­right: bresciaoggi.it — au­tore S. Zanca]


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