Salò (speculazione Tavina) e Garda: la Chiesa condanna il cemento

Il Garda vi­sto da S. Mi­chele: il pae­sag­gio be­na­cense è minacciato.

Spe­cu­la­zione Ta­vina, — Sal­vare il pae­sag­gio del Garda

Con­tro la di­stru­zione del pae­sag­gio del Garda scen­dono in campo non più solo i co­mi­tati, con rac­colte di firme e pro­po­ste di legge per nuove norme di tu­tela del ter­ri­to­rio. Ora ar­riva an­che una con­danna mo­rale che uni­sce i più emi­nenti in­tel­let­tuali gar­de­sani, men­tre pure la Chiesa alza la voce per di­fen­dere la bel­lezza del lago dalle brut­ture di cemento.

Ad ascol­tare que­ste voci c’erano quasi 150 per­sone l’altra sera a Salò [2009], all’incontro or­ga­niz­zato da­gli «Amici del Golfo», dal Co­mi­tato per il Parco delle Col­line Mo­re­ni­che e dall’assessorato alla Cultura.

Ospiti di ri­guardo lo scrit­tore Vit­to­rio Mes­sori, il gior­na­li­sta At­ti­lio Mazza e don Ga­briele Scal­mana, re­spon­sa­bile Dio­ce­sano della Pa­sto­rale del Creato. Tema del di­bat­tito, al quale ha par­te­ci­pato an­che il sin­daco Bar­bara Botti, «Vi­vere il Garda, il pri­vi­le­gio della bel­lezza: né siamo consapevoli?».

È un er­rore spo­stare la Fonte Ta­vina a Pra­to­mag­giore di Villa

DALLA DIOCESI, è ar­ri­vata ine­qui­vo­ca­bile la con­danna di in­ter­venti spe­cu­la­tivi. «È un er­rore spo­stare la Fonte Ta­vina a Pra­to­mag­giore di Villa — ha so­ste­nuto don Scal­mana, tra l’altro pro­fes­sore di etica all’Università di Pavia-, ed è an­cora peg­gio so­sti­tuire lo sta­bi­li­mento con 400 ap­par­ta­menti. Sull’Alto lago, per rea­liz­zare l’ecomostro di Tre­mo­sine, hanno ad­di­rit­tura ta­gliato il pro­filo della montagna».

Ma quale po­si­zione deve pren­dere un cat­to­lico? «I cre­denti non pos­sono ri­ma­nere in­dif­fe­renti di­nanzi all’ambiente e alle sue ma­ni­po­la­zioni — ha detto don Scal­mana– . La bel­lezza è emo­zione, in­canto, tur­ba­mento di fronte a un’opera d’arte o a un pae­sag­gio. Sa­bato il Papa ha in­con­trato gli ar­ti­sti, af­fer­mando che il mondo ri­schia di cam­biare a causa di chi sfrutta le ri­sorse a van­tag­gio di po­chi, e né sfre­gia le me­ra­vi­glie na­tu­rali. Io giro nelle par­roc­chie, e in­vito cia­scuno ad as­su­mere le pro­prie re­spon­sa­bi­lità. Con le no­stre scelte pos­siamo con­di­zio­nare il futuro».

A Salò c’è l’operazione Spe­cu­la­zione Tavina

IL GIORNALISTA At­ti­lio Mazza, col­la­bo­ra­tore di Bre­sciaoggi e da sem­pre in prima li­nea nel de­nun­ciare gli sfregi al ter­ri­to­rio, ha ram­men­tato le tante co­stru­zioni che hanno im­po­ve­rito il pae­sag­gio: «Dai ca­pan­noni con­ti­nui su tutta la strada Desenzano-Salò, alla tra­sfor­ma­zione di edi­fici sto­rici. È ne­ces­sa­rio dire ba­sta ai po­chi che vo­gliono ar­ric­chirsi a danno della col­let­ti­vità — ha detto-. Non è pos­si­bile con­ti­nuare ad ac­cet­tare un si­mile de­grado. A Pue­gnago, ad esempo, il Piano di go­verno del ter­ri­to­rio pre­vede la tra­sfor­ma­zione di 27 et­tari. A Salò c’è l’operazione della Fonte Ta­vina, col tra­sloco dello sta­bi­li­mento e la co­stru­zione di 400 ap­par­ta­menti. Per ta­cere dei vo­lumi con­cessi a fianco del Mo­na­stero della Vi­si­ta­zione. Oc­corre una ri­vo­lu­zione cul­tu­rale. I veri va­lori non sono rap­pre­sen­tati dai soldi».

La tesi di fondo è: un ter­reno, o un edi­fi­cio, pos­sono cer­ta­mente es­sere pro­prietà pri­vata. Ma il pae­sag­gio è un bene che ap­par­tiene all’intera co­mu­nità. So­prat­tutto un pae­sag­gio unico come quello del Garda, che una volta sna­tu­rato non si può ricostruire.

VITTORIO MESSORI, in­tel­let­tuale tra i più pre­sti­giosi e ri­spet­tati d’Italia, ha rac­con­tato le mi­nacce su­bite per sua bat­ta­glia in di­fesa dell’abbazia di Ma­guz­zano. «Ho ri­ce­vuto let­tere ano­nime e te­le­fo­nate not­turne — ha detto-. Mi hanno rotto due volte i ve­tri dell’automobile. Il Que­store vo­leva darmi una scorta. Ma credo che die­tro le co­late di ce­mento ci sia so­prat­tutto man­canza di cul­tura. Cer­chiamo di non spre­care gli ul­timi spic­cioli ri­ma­sti di una grande patrimonio».

[Fonte e co­py­right: bresciaoggi.it — au­tore S. Zanca]


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