Una scheda completa sui quattro quesiti referendari del 12 e 13 Giugno 2011, che riguardano: il legittimo impedimento, la privatizzazione di fatto dell’acqua previsto dal decreto «Ronchi» (due quesiti) e il ritorno all’energia nucleare.
Cosa sono i referendum
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo. Sono quattro le tipologie di referendum contemplate dalla Costituzione italiana:
- il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge,
- quello sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale,
- quello riguardante la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni,
- quello riguardante il passaggio da una Regione ad un’altra di Province o Comuni.
Il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (articolo 75) si utilizza come soluzione per abolire una legge già esistente o parte di questa.
Descrizione breve dei referendum del 12 e 13 giugno 2011
- Il 12 e 13 giugno 2011 i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto su 4 quesiti referendari.
- L’elettore, per votare, deve esibire al presidente del seggio la tessera elettorale ed un documento di riconoscimento.
- L’elettore riceve da un componente del seggio 4 schede di diverso colore:
- Il voto «SI», tracciato sulla scheda, indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito referendario.
- Il voto «NO», tracciato sulla scheda, indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito referendario.
Quando si vota
Le operazioni di voto si svolgono:
Domenica 12 giugno 2011, dalle 8:00 alle 22:00
e
Lunedì 13 giugno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.
Secondo legge potevano essere svolti tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma i referendum abrogativi sono stati infine fissati per il 12 e 13 giugno, quindi senza unire il voto con le elezioni amministrative del 15–16 maggio.
Tale scelta è stata criticata quale enorme spreco di denaro pubblico e come tentativo di non far raggiungere il quorum ai referendum. Un tentativo di boicottaggio. Infatti se non andranno a votare il 50% + 1 degli aventi diritto i referendum non saranno validi.
Il Ministro degli Interni Roberto Maroni (della Lega di «Roma ladrona») ha scelto per la divisione delle due consultazioni. Di fatto questa decisione costerà alle casse dello stato, come evidenziano alcune stime riportate dalla stampa, uno spreco di 400 milioni di euro in più rispetto ad un ipotetico accorpamento delle elezioni amministrative col referendum.
Dove si vota
Gli elettori devono votare nel proprio Comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla prima facciata della tessera elettorale.
Referendum, in campo la società civile: Quattro sì per cambiare l’Italia
È importante – il 12–13 giugno – raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti. È un voto che può porre alcuni limiti a un modello di sviluppo insostenibile, che ignora i costi ambientali, sociali e i beni comuni, e a un potere politico che calpesta giustizia e democrazia.
Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo.
Quesito n. 1 — referendum acqua pubblica — abrogazione affidamento servizio ad operatori privati
[box title=«Referendum popolare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO» color=»#CA005D»] «Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante «Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia» e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea» convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?».
Nota: Il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Si deve votare SÌ se si è contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale.
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Quesito n. 2 — referendum acqua pubblica — abrogazione calcolo tariffa secondo logiche di «mercato»
[box title=«Referendum popolare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO» color=»#F9E814»] «Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito»?».
Nota: Il secondo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.
Si deve votare SÌ se si è contro la norma che permettere il profitto (non il recupero dei costi di gestione e di investimento, ma il guadagno d’impresa) nell’erogazione del bene Acqua potabile.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che ammette tale guadagno.
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Quesito n. 3 — referendum energia nucleare
[box title=«Referendum popolare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO» color=»#AFAAA3»] «Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?».
Nota: Lungo e articolato il quesito referendario per abrogare la norma per la «realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare». Si tratta di una parte del decreto legge recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge «con modificazioni» il 6 agosto dello stesso anno. Anche questo quesito è stato presentato dall’Idv.
Si deve votare SÌ se si è contro la costruzione di Centrali Nucleari in Italia.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che le prevede.
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Quesito n. 4 — referendum legittimo impedimento
[box title=«Referendum popolare n. 4 — SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO» color=»#8CD600»]
«Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante «disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?».
Nota: Questo quesito, per abrogare la legge sul legittimo impedimento, è quello dalle possibili ripercussioni politiche più forti. A proporre il referendum è stata l’Italia dei Valori. Dopo la dichiarazione di parziale incostituzionale della legge sul legittimo impedimento, la Corte di Cassazione ha autorizzato, con ordinanza, lo svolgimento del referendum.
Si deve votare SÌ se si è contrari al principio che Presidente del consiglio o ministro possano decidere di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano.
Si deve votate NO se si è a favore della legislazione attuale che prevede questo «scudo» nei confronti del sistema giudiziario.
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Le posizioni
Difficile parlare delle posizioni raccolte da Forum Civico, senza cadere nell’espressione di pareri. Ci proviamo qui. Invitiamo i lettori ad esprimere la loro posizione/parere nella sezioni contributi dei lettori a fondo pagina.
Per i «NO» si schiera chi accetta, soprattutto per coerenza ad una «logica» di mercato, sia la speculazione sull’acqua (pur sapendo che sia un bene pubblico essenziale per la vita); sia la speculazione sul nucleare (pur sapendo che questo sia giocare d’azzardo con il disastro nucleare a spese del pianeta e delle tasche dei contribuenti); sia la «libertà» di farla sempre franca, in quanto potenti, nei palazzi di giustizia.
Per i 4 «SI» voteranno quei cittadini intervistati che credono in un’Italia pulita, solidale, giusta e libera dai tentacoli anche politici della malavita. Che credono che la giustizia, per essere tale, deve essere assolutamente uguale per tutti, anche per i ricchi e i potenti, e soprattutto per i propri amministratori (presidenti del consiglio inclusi). Cittadini che, previdenti se non per sé, per i propri figli, vogliono vivere in un’Italia al sicuro dai disastri nucleari (la «peste radioattiva»), al riparo delle speculazioni dei pochi sulla vita dei molti. E che reclamano l’acqua come un bene inestimabile, proprietà irrinunciabile di ogni italiano.
Il referendum sul nucleare
Nonostante l’approvazione della moratoria di un anno sul nucleare in Italia, il referendum non si ferma. Anche per questo si voterà a giugno.
Ed è assai probabile che con il referendum del prossimo giugno gli italiani diranno ‘no’ al nucleare. Secondo alcuni sondaggi, infatti, il 90 per cento circa degli italiani preferisce le fonti rinnovabili al nucleare. Non solo. A quanto pare, dopo il disastro in Giappone il 17 per cento della popolazione ha cambiato idea sulla sicurezza delle centrali nucleari, ora è pari al 69 per cento il numero di persone contrarie a questa misura.
[Si noti che il governo giapponese ha mantenuti segreti i dati su livelli di radiazioni molto maggiori a quelli rivelati sinora. Si veda: Giappone: disastro nucleare di Fukushima peggio di Chernobyl]
Si legga anche:Disastro Fukushima: essere mamma e dover misurare le radiazioni ai propri bimbi (video e testo: D. Mastrogiacomo)
Per i Sì, o per i No, ma votiamo tutti
Non votare, adesso che tanto è stato fatto per garantire una scelta democratica del popolo, vorrebbe dire perdere un’occasione importantissima per affermare con chiarezza che i cittadini devono essere ascoltati. Votiamo tutti. Per i Sì o per i No, ciascuno voti a seconda della propria coscienza. Ma votiamo tutti. Non lasciamo la democrazia nelle mani dei pochi.
Ricordiamo inoltre, per correttezza, che è possibile scegliere quali referendum votare, ritirando solo le schede che interessano. Il quorum infatti viene calcolato per ogni singolo quesito.
Si veda anche il video «Io voto» in fondo a questa pagina.
Il voto dei cittadini italiani residenti all’estero
I cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali e residenti all’estero votano, di norma, per corrispondenza, a meno che non abbiano esercitato il diritto di opzione per il voto in Italia, dandone comunicazione alla rappresentanza diplomatica o consolare competente entro il decimo giorno successivo alla indizione dei referendum. Il termine per i referendum 2011 è scaduto il 14 aprile 2011. Coloro che non hanno esercitato tale opzione, anche se in Italia nei giorni delle votazioni, non possono in alcun modo essere ammessi al voto.
Il voto per corrispondenza non è possibile, comunque, per i cittadini che risiedono in stati che non hanno sottoscritto con l’Italia una apposita convenzione (c.d. «stati senza intesa»). In questo caso, quindi, per esercitare il loro diritto di voto, devono rientrare in Italia.
I cittadini italiani residenti all’estero, che votano per corrispondenza, ricevono, al proprio domicilio estero, un plico contenente le quattro schede relative ai quattro quesiti referendari, un certificato elettorale, una busta bianca, una busta preaffrancata (Business Reply Envelope) con l’indirizzo del Consolato ed un libretto contenente il testo della Legge recante “Norme sul diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”.
I cittadini italiani temporaneamente all’estero che appartengono alle seguenti categorie:
- militari o appartenenti a forze di polizia in missione internazionale;
- dipendenti di amministrazioni pubbliche per motivi di servizio qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero sia superiore a tre mesi, e loro familiari conviventi;
- professori e ricercatori universitari, e i rispettivi familiari conviventi, che si trovano all’estero per una durata di almeno sei mesi e che alla data del decreto di indizione delle consultazioni si trovano all’estero da almeno tre mesi,
possono esprimere il voto per corrispondenza.
Gli appartenenti alle categorie di cui ai punti 1 e 2 (militari o appartenenti a forze di polizia, dipendenti di amministrazioni pubbliche in servizio e loro familiari conviventi) devono far richiesta al comando a alla amministrazione di appartenenza entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la votazione in Italia (ossia entro il giorno 8 maggio 2011).
I cittadini appartenenti alla categoria di cui al punto 3 (professori o ricercatori universitari, e loro familiari) devono fare richiesta direttamente al Consolato di appartenenza, sempre entro e non oltre il trentacinquestimo giorno antecedente la votazione (ossia sempre entro il giorno 8 maggio 2011).
Questi elettori ricevono a domicilio, da parte dell’Ufficio consolare competente, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. In ogni caso, entro il ventitreesimo giorno dalle votazioni (ossia entro 20 maggio 2011), la richiesta di voto per corrispondenza può essere revocata tramite espressa dichiarazione da inviare al proprio Consolato .
Chi si trova temporaneamente all’estero e non appartiene alle categorie sopra indicate, può votare per i referendum solamente rientrando in Italia, nelle liste elettorali del Comune presso cui sono iscritti.
L’elettore che non ricevesse il plico elettorale entro il 29 maggio 2011, può recarsi di persona all’Ufficio consolare competente per verificare la sua posizione elettorale.
Concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero pervenute ai Consolati entro le ore 16:00 del 9 giugno 2011 vengono trasmesse in Italia, dove ha luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio centrale per la circoscrizione estero istituito presso la Corte di Appello di Roma.
Votare per i referendum dall’estero, oppure non nel comune di residenza
Per informazioni se e come sia possibile votare per gli italiani residenti all’estero, si veda anche (nella sezioni commenti): Come votare ai referendum dall’estero (n. 6); si notino anche le precisazioni al commento n. 19 e al n. 34.
Per informazioni se sia possibile votare in un comune che non sia quello di residenza, si veda anche (nella sezione commenti): Per le elezioni o referendum, posso votare in una città diversa dalla mia città di residenza? (n. 32)
Per informazioni se sia possibile votare per chi, come la signora Maddalena (commento n. 42), ha fatto la richiesta per la cittadinanza italiana, ma è ancora in attesa di responso finale, si veda: Votare senza cittadinanza italiana si può? (n. 43).
In caso di malattia che comporti l’intrasportabilità del malato al seggio si veda anche il commento n. 78
Agevolazioni di viaggio
Gli elettori che devono recarsi nel Comune nelle cui liste sono iscritti hanno diritto, in alcuni casi, ad alcune agevolazioni di viaggio. Sono previste riduzioni del 60% per l’acquisto di biglietto ferroviario e sui traghetti. Inoltre, sono previste anche alcune agevolazioni per l’acquisto del biglietto aereo di andata alla sede elettorale di iscrizione e ritorno. Per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale, la legge introduce un’agevolazione di viaggio nella misura del 40 per cento del prezzo del biglietto. L’importo massimo rimborsabile, comunque, non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e di ritorno per ogni elettore (Legge 26 maggio 1969, n. 241 e successive modifiche).
Altre notizie sui rimborsi di viaggio possono essere reperite sul sito di Trenitalia www.trenitalia.com, della società di navigazione Tirrenia www.tirrenia.it e su Alitalia www.alitalia.it.
Voto assistito
Gli elettori che soffrono di una menomazione fisica tale da impedire loro di votare autonomamente (ad esempio i ciechi, gli amputati di entrambe le mani, ecc.) possono farsi assistere in cabina da un altro elettore.
Per usufruire di questo diritto è sufficiente presentare al presidente del seggio un certificato rilasciato da un medico dirigente dell’Ulss o, per i non vedenti, il libretto nominativo rilasciato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), oppure richiedere all’Ufficio Elettorale l’apposizione di un timbro speciale sulla tessera elettorale, presentando la seguente documentazione:
- la carta di identità o altro documento di riconoscimento (patente, passaporto, ecc.)
- la tessera elettorale rilasciata dal Comune
- certificato medico che attesti l’invalidità fisica permanente. Gli elettori non vedenti, per essere ammessi al voto assistito, è sufficiente che esibiscano il libretto nominativo rilasciato dall’Inps.
La tessera con il timbro del Comune esonera l’elettore dall’esibire al presidente di seggio il certificato medico in tutte le elezioni.
La richiesta del certificato medico per avere diritto ad essere accompagnati in cabina va fatta presso una delle sedi degli ambulatori medici, senza bisogno di appuntamento.
Durante le giornate di sabato 11 giugno e di domenica 12 giugno non sono aperti gli ambulatori; in caso di assoluta necessità la richiesta della certificazione deve essere rivolta direttamente al medico reperibile di pronta disponibilità — tramite il centralino dell’Azienda Ospedaliera della propria città.
L’accompagnatore deve essere in possesso della tessera elettorale, e non può svolgere questa funzione di sostegno per più di una persona.
Sulla tessera elettorale, all’interno dei uno degli spazi per la certificazione del voto, il presidente del seggio vi appone una apposita annotazione («accompagnatore», con data e firma del presidente, senza apporre il timbro della sezione elettorale).
Voto domiciliare
Per gli elettori che soffrono di grave infermità e che si trovano in dipendenza vitale da speciali macchinari medici (chiamate «apparecchiature elettromedicali») o che soffrono di una malattia che rende loro impossibile l’allontanamento dall’abitazione, è possibile votare a casa. Per poterlo fare bisogna far pervenire all’ufficio elettorale almeno venti giorni prima della data delle elezioni (quindi entro il 23 maggio 2011) la dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso la propria abitazione. La dichiarazione va redatta in carta semplice e deve contenere i dati esatti del proprio domicilio e il recapito telefonico. Alla dichiarazione deve essere allegato il certificato sanitario rilasciato dal funzionario medico designato dall’Azienda sanitaria locale nel quale è attestato che l’elettore, per il suo stato di salute, ha il diritto di votare presso la propria abitazione e, se necessario, che ha diritto a essere assistito da un altro elettore per poter esprimere il suo voto.
Il certificato deve essere rilasciato in una data non anteriore al quarantacinquesimo giorno prima delle elezioni (quindi non prima del 29 aprile 2011).
ATTENZIONE: I CERTIFICATI PER IL VOTO ASSISTITO E PER IL VOTO DOMICILIARE NON POSSONO ESSERE RILASCIATI DAL MEDICO DI GUARDIA MEDICA, NÈ DAL MEDICO DI MEDICINA GENERALE.
Io voto [Il video]
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«Io voto», lo spot per i referendum» [ 3 min 09 s | 19,87 MB ]
Scarica e diffondi il video «Io voto» formato mp4 — formato flv
Normativa di riferimento
- Decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37 «Disposizioni urgenti per le commissioni elettorali circondariali e per il voto dei cittadini temporaneamente all’estero in occasione delle consultazioni referendarie che si svolgono nei giorni 12 e 13 giugno 2011″.
- Legge n. 40 del 28 aprile 2009 «Disciplina transitoria per lo svolgimento dei referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione da tenersi nell’anno 2009″.
- Legge n. 173 del 17 maggio 1995 «Indicazione sulle schede di votazione della denominazione di referendum popolari».
- Decreto del Ministero dell’Interno del 9 maggio 1995 «Caratteristiche essenziali della parte esterna della scheda di votazione in caso di svolgimento di più referendum popolari previsti dall’art. 75 della Costituzione».
- Decreto-legge n. 67 del 9 marzo 1995 «Modifiche urgenti alla legge 352 del 1970, recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo».
- Legge n. 199 del 22 maggio 1978 «Modificazioni alla legge 352 del 1970 sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo».
- Legge n. 352 del 25 maggio 1970 «Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo».
- Costituzione della Repubblica Italiana: articoli 48, 71, 75, 132 e 138.


Per chiarificare ulteriormente il referendum di giugno…
È un referendum abrogativo. Quindi per dire NO, sulle schede bisogna segnare SÌ!
In dettaglio:
Quesito 1 e 2
Se sei contrario alla privatizzazione dell’acqua, sulle schede vota «sì».
Se non si raggiunge il quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto), la privatizzazione si farà.
Quesito 3
Se sei contrario al nucleare, sulla scheda vota «sì».
Se non si raggiunge il quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto), il nucleare si farà.
Quesito 4
Legittimo impedimento
«Il legittimo impedimento è l’istituto che permette all’imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata bisogna distinguere se si tratta della prima udienza o di una successiva…»
Votare si o no??? Ma chi potrebbe servirsi di una legge del genere per evadere la giustizia ;)))))) ????
Se sei contrario al legittimo impedimento, sulla scheda vota «sì».
Se non si raggiunge il quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto), il legittimo impedimento resterà, permettendo a quei pochi, ma recidivi, criminali di farla franca nonstante tutto.
«Da una parte, per i NO, c’è chi gioca con le regole e le parole per ingannare i cittadini. Fare soldi con l’acqua (bene essenziale per la vita), fare i soldi giocando con l’apocalisse nucleare a spese del pianeta e delle tasche dei contribuenti, farla sempre franca, in quanto potenti, nei palazzi di giustizia.
Dall’altra, per i 4 SI, chi vuole vivere in un’Italia onesta. Chi crede in un’Italia pulita, solidale, libera dai tentacoli anche politici della malavita. Chi, previdente e premuroso, se non per sé, per i propri figli, vuole vivere in un’Italia al sicuro dalla «peste radioattiva», al riparo delle speculazioni dei pochi sulla pelle dei molti.»
Ma questo è un’ esempio di senso civico, di discussione seria e di rispetto per i cittadini? Belle argomentazioni, complimenti! Se questo è il vostro concetto di informazione e di discussione non siete migliori di legaioli, pidiellini etc…
@cicciopasticcio
Mi pare che questo redazionale sia invece serio. Leggendo altri articoli da questa testata online, non mi pare di leggere alcunché di pidiellino, o leghista, anzi il contrario. Lei dice: «Belle argomentazioni, complimenti!»
Non potrebbe invece portare qualcosa di più costruttivo alla discussione? Sono sinceramente interessato al suo punto di vista.
@CICCIOPASTICCIO
Caro Ciccio, l’articolo è redazionale, cioè è la posizione della redazione.
La parte finale dell’articolo, anche se molto sintetica, è una presa di posizione, sicuramente non buonista, e come tale non pretende di sostituire una discussione. Il tuo commento invece non esprime alcuna opinione in merito, quindi NON fa parte della discussione. Sei per il SI … per il NO .… cerchi conferme?
Sui contenuti: condivido la sintesi dell’articolo. Sono temi talmente chiari e univoci, che non ci possono essere tante disquisizioni.
Esempio: Chi afferma che una soluzione sicura e definitiva per le scorie nucleari esista (forse interrandole come cercano di fare da più di 30 anni in America senza mai arrivare al dunque?) dice semplicemente il falso. Non vi è attualmente alcuna soluzione sicura al 100% e quindi definitiva.
Così come chi afferma che la gestione privata del servizio idrico non voglia dire «privatizzare» l’acqua, gioca con le parole. «Proprietà» di un bene vuol dire «controllare» e «godere» di quel bene. Quindi non ha senso separare il bene «acqua» dalla sua gestione… E via dicendo.
Vorrei invece che chi argomenta per il NO abbia il coraggio delle proprie scelte: sono a favore della privatizzazione dell’acqua, sono a favore del «gioco d’azzardo» atomico, sono a favore del superamento del principio «La legge è uguale per tutti» perché è così che deve andare, che desidero che vada, … per altri motivi … senza volerci convincere che lo si fa perchè in quel modo si garantisce un bene pubblico, perché il nucleare è sicuro e costa poco, perchè i cittadini comuni potranno godere di maggiori tutele giudiziarie.
Qualcuno mi saprebbe dire se é possibile votare dall’estero, nei consolati, per gli italiani residenti all’estero?
@Stella:
Votare per i referendum giugno 2011 dall’estero
Gli elettori italiani residenti all’estero possono votare per ogni referendum come anche in caso di rinnovo del Parlamento italiano. Il voto avviene tramite posta.
Nel caso dei referendum di giugno 2011, la busta con le schede va spedita in modo che arrivi al Consolato entro e non oltre le ore 16 di giovedì 18 giugno (ma sarebbe bene chiamare il Consolato italiano del Paese ove si risiede per certezza).
Per votare all’estero occorre essere iscritti all’AIRE (l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero).
Se sei un elettore residente all’estero (iscritto all’AIRE) riceverai a domicilio, da parte del Consolato, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Segui attentamente le istruzioni e ricorda di osservare le date indicate per spedire all’Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate.
Se non si riceve il plico elettorale, potrai recarti di persona al Consolato per verificare la tua posizione elettorale: se il tuo nominativo già figura nell’elenco degli elettori in possesso dell’Ufficio consolare potrai ottenere un duplicato del plico elettorale, mentre in caso contrario potrai chiedere al Consolato di attivare le procedure per essere aggiunto all’elenco degli elettori.
Meglio quindi essere prudenti, e accertare la propria posizione adesso!
[Fonte: esteri.it]
[NdR: si notino anche le precisazione al commento n. 19 e al n. 34.]
Grazie mille!
Sono contrario alla costruzione di nuove centrali nucleari in quanto penso che la tecnologia delle stesse non sia molto sicura. Inoltre. dove le costruiamo e da chi le facciamo costruire? Non sarebbe meglio finanziare la ricerca sulle tecnologie dell’energia rinnovabile?
Abbiamo già votato un referendum ma no….non conta nulla.Ed ecco che ci tocca andare a rivotare.E allora facciamo in modo che ricevano un’altra sonora batosta.Non esiste il nucleare sicuro e per di più non è nemmeno più conveniente.
In questo momento serve solo a delle lobby, alle Corporation per fare affari sulla pelle e i soldi dei contribuenti.Sono sciacalli,sanguisughe che si nutrono della vita e della morte altrui.
BASTA !
Piuttosto di rischiare di avere centrali nucleari, io sono disposto a pagare l’elettricità il 20% in più. E comprarla dall’estero.
Come un’assicurazione… Pago un po’ di più, ma se succede qualcosa, io almeno sono distante.
Ed in Italia, poi…stiamo ancora pagando i pedaggi autostradali che dovevano essere aboliti una volta pagati i costi della costruzione.
Figuriamoci se il nucleare ci farà risparmiare…
@Andrea (#10)
Se scoppia in Francia non è che ci salviamo in Italia con le radiazioni!
L’unica cosa è che i morti diretti dello scoppio saranno lì!il fatto è che non dovrebbero rompere le scatole e finirla con le storie che se non paghi chi devi l’impianto eolico e solare non si fa!
L’Italia è piena di risorse alternative! il problema è lo stato che non è presente perché è pilotato da mafiosi!
Sono stufa di sentir dire che visto che in Francia ci sono 50 centrali nucleari e se c’è un incidente in Francia è come se fosse in Italia.
Deve essere chiaro a tutti gli italiani che bisogna dire no al ritorno al nucleare perché bisogna puntare sulle energie rinnovabili!
Che le centrali nucleari che ci propina la Francia sono costosissime e non è detto che siano sicure come farfuglia la papy-girl Prestigiacomo!
Inoltre a quali imprese sarebbe affidata la loro costruzione?
Ai vari Balducci con la sovrintendenza delle mafie???
Bene, mi auguro che il referendum confermi i sondaggi! Per i pochi pro comprerei un biglietto per il Giappone!
Certo che potevano presentare il quesito referendario in modo più semplice per tutti, il fatto che se non voglio il nucleare devo marcare il Si mentre se sono pro devo marcare NO, spero non tragga in inganno!!
Sono contrario al ritorno nel nucleare. Ma il 90% degli italiani dovrebbe capire che se vogliono condizionatore, TV LCD, microonde e altri elettrodomestici che consumano quantità altissime di energia allora siamo costretti a tornare al nucleare…
La Francia è il paese europeo più nuclearizzato, se esplode una delle loro centrali noi ci cadiamo dentro lo stesso.
@Nello S. (#14)
Non è proprio così.
Se si verificasse in una centrale francese prossima al confine un grave incidente con perdita di materiale radioattivo, indubbiamente l’Italia verrebbe interessata da una nube di vapori radioattivi che avrebbe negli anni grave conseguenze per la popolazione italiana.
Ma gli elementi radioattivi più pericolosi, ricadrebbero comunque solo nelle immediatezze della centrale. In parole povere, si avrebbe la speranza di un relativo ritorno alla normalità nel giro di qualche anno, pur con tutte le morti del caso, nelle aree interessate dalla nube radioattiva, mentre ogni forma di vita sarebbe preclusa per millenni nelle aree limitrofe alla centrale.
Dire: “Costruiamole anche noi che tanto se succede qualcosa in Francia né paghiamo le conseguenze pure da noi” non è un discorso che tiene.
Egoisticamente potrei rispondere che, vivendo in Sicilia, un eventuale incidente in Francia difficilmente raggiungerebbe la mia isola. Ma tutti gli italiani sempre e comunque devono essere contrari al nucleare!
Hanno detto: «I paesi che non hanno il nucleare devono tornare all’età della pietra. E dato che quando piove ti bagni lo stesso, perché usare l’ombrello.»
Ma io dico, sì, se esplode va in malora tutta l’Europa. Ma nel caso di incidenti “minori”, vanno in malora solo quelli che vivono nel raggio di 30-70km.
Ma una pala eolica che si rompe e cade, che danno può fare? E dei pannelli solari inghiottiti dal terremoto?
Io sono per l’energia, ma cerchiamo di crearne con 0 rischi, volete?
Ma un italiano che si trovi all’estero solo per un breve periodo che (mannaggia) coincida con i giorni del referendum e che dunque non sia iscritto all’AIRE, questa persona può votare? Se sì, come? Grazie.
@Edo (#18)
In sostanza, no. Purtroppo, solo chi è iscritto all’AIRE può votare dall’estero. Se un cittadino italiano è all’estero da meno di dodici mesi, e quindi non ha diritto di iscriversi all’AIRE, non può votare. Nella categoria rientrano per esempio le decine di migliaia di studenti Erasmus.
Per alcune eccezioni, vedi anche pagina su questo sito: ITALIA: COME VOTARE DALL’ESTERO
@G. Zanardi
Grazie per l’informazione.
Caspita che fregatura! Effettivamente non avevo neanche pensato agli studenti Erasmus, è veramente una cosa grave alla quale si dovrebbe rimediare.
Per favore, qualcuno mi sa dire se gli stranieri, residenti in Italia ma non cittadini, possono votare per questo referendum? Grazie!
@Elzbieta
Possono votare i cittadini italiani — ovunque siano nati – che risiedono entro o fuori dal territorio nazionale.
Nel caso di un discendente di Italiani, deve prima essere presentata la documentazione per il riconoscimento della cittadinanza italiana, che il Consolato trasmette al Comune italiano competente.
Diventare cittadini italiani purtroppo non è né facile né veloce.
Gli anni richiesti di presenza in Italia (con tutti i requisiti necessari) oggi sono 10. Un dato in controtendenza con quelli del resto dell’Europa.
In Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia e Francia, i tempi di residenza per la naturalizzazione dei cittadini extracomunitari sono 5, in Danimarca 7, in Germania 8.
I dieci anni stabiliti dalla legislatura italiana (e da quella spagnola) rappresentano il limite massimo previsto dalla Convenzione europea sulla cittadinanza del 1997.
Non puoi votare, per adesso almeno, ma se vuoi puoi sempre aiutare le associazioni che si battono per i 4 Sì. In questo modo il tuo aiuto varrà ancora più di un semplice voto.
Ciao! Io sono iscritta all’AIRE e ricevo i plichi con le schede ad ogni elezione. Ma mi hanno detto che non contiamo per il QUORUM…nel caso del REFERENDUM NON é GIUSTO!
@Alice
Cosaaaaaa???? Ma sei sicura?
Che senso avrebbe allora votare? Tutti quei soldi che i Consolati italiani spenderanno per mandare i plichi, sarebbero gettati?
Salve! In merito ai referendum del 11–12 giugno, volevo sapere se sia possible votare dall’estero (nello specifico da Malta) pur non essendo ivi residente, ma solo per una vacanza studio (quindi temporaneamente, da fine maggio a fine giugno…); grazie mille per l’informazione!
Come non detto… ho letto — tardivamente — le precisazioni al n. 19 e n. 23… Assurdo, come al solito le cose all’italiana! Ma provvedo immediatamente a fare il tkt a/r, dovesse anche essere in giornata! Grazie comunque!
Sul fatto che gli italiani all’estero –iscritti all’AIRE– NON facciamo QUORUM me l’ha detto un’amico avvocato…se qualcuno conosce la legge e ha novità che lo faccia sapere… ciao!
@Riccardo (n. 27)
Grazie per quello che hai scritto, ispira molto che qualcuno compri un biglietto per un volo andata e ritorno in giornata solo per votare. Grazie veramente.
Ricordiamo che con Chernobyl la nube radioattiva ci aveva completamente invasi.
Non si potevano mangiare gli ortaggi, i frutti del bosco, non si potevano stendere i panni all’aria aperta. Mia moglie era incinta (il bimbo nacque 2 mesi dopo) ed avevamo veramente paura. Fu una situazione veramente tremenda.
Ciao a tutti, Ho bisogno del vostro aiuto: vivo a Torino ma non sono ancora residente e non potrò recarmi nella mia città di residenza per votare. Esiste un modo per votare a Torino da non residente?
Grazie a tutti Laura
@Laura Esposito (n. 31)
In sostanza si chiede: Per le elezioni o i referendum, posso votare in una città diversa dalla mia città di residenza?
Risposta:
No, di regola si vota nel comune di residenza. È fatta eccezione solo per le seguenti categorie di elettori:
1) Coloro che si presentino muniti di una sentenza della Corte d’appello o della Corte di Cassazione che li dichiari elettori del Comune. tali elettori sono ammessi a votare, di regola, nella sezione indicata dal sindaco nel manifesto di convocazione dei comizi;
2) Coloro che si presentino muniti dell’attestazione del sindaco di ammissione al voto;
3) I membri del seggio, i rappresentanti presso la sezione dei gruppi dei candidati per le elezioni provinciali, i rappresentanti presso la sezione medesima delle liste dei candidati per le elezioni comunali, gli ufficiali e gli agenti della Forza pubblica in servizio di ordine pubblico, anche se siano iscritti nelle liste di altre sezioni del Comune, purché muniti della tessera elettorale. Queste persone, nel caso di svolgimento delle elezioni provinciali, possono essere ammesse a votare, limitatamente alle stesse elezioni provinciali, anche se non siano elettori del Comune, purché, però, siano elettori di altro Comune della provincia ed in possesso della relativa tessera elettorale;
4) Gli elettori non deambulanti, i quali sono ammessi al voto, purché muniti della tessera elettorale e di un’attestazione medica rilasciata dall’unità sanitaria locale attestante l’impedimento, in una sezione appartenente, nell’ambito territoriale comunale, al medesimo collegio provinciale nel quale è compresa la sezione nelle cui liste l’elettore stesso è;
5) Gli ammessi al voto domiciliare, iscritti in altra sezione dello stesso Comune o, nel caso di elezioni provinciali, di altri comuni della provincia, che abbiano indicato, quale loro dimora, un indirizzo di abitazione ricompreso nell’ambito territoriale della sezione;
6) Limitatamente alla elezione del consiglio provinciale, i militari delle Forze armate e gli appartenenti a Corpi organizzati militarmente per servizio dello Stato nonché gli appartenenti alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sempre che gli stessi siano elettori di un Comune della provincia. Essi sono ammessi a votare con precedenza sugli altri elettori, previa esibizione della tessera elettorale. Si tenga presente che le infermiere volontarie della Croce Rossa italiana fanno parte di Corpi militarmente organizzati;
7) Limitatamente alla elezione del consiglio provinciale, i naviganti che né abbiano fatto richiesta ai sensi dell’art. 50 del testo unico n. 361/1957 e dell’art. 1, lettera f, del decreto-legge n. 161/1976, sempre che gli stessi siano elettori di un Comune della provincia. Essi sono ammessi a votare esibendo, insieme alla tessera elettorale:
a) Il certificato del comandante del porto o del direttore dell’aeroporto attestante che il marittimo o l’aviatore si trova nell’impossibilità di recarsi a votare nel Comune di residenza per motivi di imbarco; limitatamente a questi fini il direttore dell’aeroporto viene considerato autorità certificante;
b) Il certificato del sindaco del Comune di imbarco attestante l’avvenuta notifica telegrafica, al sindaco del Comune che ha rilasciato la tessera elettorale, della volontà espressa dal navigante di votare nel Comune in cui si trova per motivi di imbarco.
[Si veda anche pag. 52–53 del volume: Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione edito dal Ministero dell’Interno.]
Ciao a tutti.
Alice ha scritto:
«Sul fatto che gli italiani all’estero –iscritti all’AIRE– NON facciamo QUORUM me l’ha detto un’amico avvocato…se qualcuno conosce la legge e ha novità che lo faccia sapere… ciao!»
Questa cosa mi interessa moltissimo, c’è qualcuno che né sa di più? Grazie!!!
@Edo (n. 33):
I voti raccolti e regolarmente fatti recepire dai Consolati italiani al Ministero degli Interni in data utile prendono parte al conteggio del quorum. Questa è la legge, e non ci possono essere cavilli o interpretazioni al riguardo.
Quell’avvocato avrà inteso che, nel passato, è successo che alcuni consolati, per inefficienza o problemi tecnici avessero avuto problemi nel spedire in tempo i voti raccolti, invalidando così quegli stessi voti e quindi non facendoli partecipare al quorum.
Oppure, a volte per esempio, alcuni plichi inviati non sono giunti a destinazione perché non c’era l’aggiornamento dell’indirizzario.
Per questo è importante chiamare il proprio consolato nel paese ove si risiede, ed accertarsi che i propri dati siano aggiornati.
Questo referendum si gioca sul quorum e, a quanto si sa, la possibilità di raggiungerlo c’è. Non vorremmo che mancassero proprio i voti degli italiani residenti all’estero aventi diritto.
Con l’emergenza nucleare, non si parla molto dei referendum sull’acqua pubblica.
Roberto Fumagalli spiega i due quesiti con due slogan semplicissimi: «Fuori i mercanti dall’acqua» e «Fuori i profitti dall’acqua».
Io direi che sti incapaci non sanno più cosa pensare per SPRECARE SOLDI PUBBLICI… Da mandare a casa… A pedate!
Quindi dovremmo raddoppiare il rischio? Le centrali nucleari andavano fatte 30 anni fa, non ora che fortunatamente disponiamo di tecnologie che ci permettono di produrre energia pulita senza inquinare e senza mettere a rischio la salute dei cittadini.
Come tutte le questioni italiane siamo in ritardo e mentre le altre potenze pensano a smantellarle, noi pensiamo a costruirle. Considerando poi tutti i problemi che né deriverebbero, dato che sono sicuro che ci saranno infiltrazioni criminali circa la gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali e magari faranno delle discariche colme di scorie direttamente riversate nel terreno.
È un film già visto. Poi vorrei proprio vedere se chiunque sarà contento di avere una centrale dietro casa. Ma smettiamola…
Quorum dall’estero: ¡¡BENE!! Visto che i plichi li mandano in anticipo, normalmente, li spediró appena arrivano. Grazie mille per la risposta, diffonderó.
Spero vivamente che fra poco più di due mesi non ci si scordi di tutto ciò e si vada tutti in massa a votare!
Proprio in quei giorni mi troverò all’estero per un viaggio prenotato prima che fossero diffuse le date del referendum. Qualcuno sa se c’è modo di votare? grazie Fulvia
@fulvia:
Vedi commento di Riccardo ai n. 26 e n. 27
Buonasera! Ho letto la risposta data ad una signora che voleva votare ma non poteva, non avendo la cittadinanza italiana!
Neanche chi ha già fatto la richiesta per la cittadinanza (la mia richiesta a maggio fa un anno da quando ho inoltrato la pratica) ed è in attesa di responso finale può partecipare al referendum?
Purtroppo anche i tempi per l’approvazione delle cittadinanze sono lunghi e tribolati (minimo 2 anni) e non mi sembra giusto che durante tutto questo tempo una persona non possa partecipare attivamente alla vita politica perchè la burocrazia è inconcepibilmente lenta! ;(
Grazie per l’attenzione. Ciao
@Maddalena:
No, il certificato elettorale viene rilasciato solo dopo l’ottenimento della cittadinanza.
Ma c’è da augurarsi che tutti quelli che cittadini lo sono già abbiano la sua solerzia e impegno il 12 e 13 giugno.
Auguri per la richiesta di cittadinanza.
Sembrerà una richiesta stupida. Ma si può votare per il referendum anche fuori dal proprio comune di residenza per esempio abito a Roma e voto a Torino? grazie per la risposta
@E. Quaglia:
Mi pare che la risposta sia ai commenti n. 31 e n. 32
Infatti, Maroni poteva decidere di farli il giorno di Ferragosto, sarebbero state più chiare le sue intenzioni…
E da che pulpito viene un tale enorme spreco…
Tutti coloro che sostengono il ritorno del nucleare, riflettano su alcune cose:
L’investimento necessario per la costruzione e l’apertura e il funzionamento delle presunte centrali nucleari non sarebbe mai compensato dai risparmi energetici.
Nessun consumatore beneficerebbe di un calo dei prezzi.
Attualmente (almeno in Italia), a differenza di come la pensano molti, la domanda di energia è inferiore all’offerta, in parte dovuto all’utilizzo e all’incentivazione delle rinnovabili.
Questo determinerà inevitabilmente lo scendere dei prezzi. Questa la strada da percorrere. Le manovre dell’attuale governo sono realizzate al solo scopo di favorire i grandi monopolisti a scapito delle piccole società di distribuzione che stanno nascendo a migliaia e determinano una sana concorrenza che fa scendere prezzi e quote di mercato delle oligopoliste.
Si ricordino di Wikileaks, dei cablogrammi sui gasdotti in collaborazione con la Russia. La stessa vicenda libica dovrebbe nutrire in loro il sospetto.
Un’ultima cosa: i giapponesi sono uno tra i popoli più disciplinati, efficienti, e all’avanguardia nella tecnologia. Eppure si rischia comunque una catastrofe nucleare!!!
Immaginate la stessa situazione in Italia:
Politica Energetica del Governo Italiano 2010/2011: 2010 Baciamano a Gheddafi ed al suo petrolio e gas; 02–2011 taglio alle rinnovabili, 03–2011 di corsa verso il nucleare, senza ripensamenti. C’è bisogno di dire altro?
Riassumendo:
…
Questo, ovviamente se abbiamo dalla nostra lo stellone e non succede niente altro di imprevisto
E allora, che facciamo, votiamo o no?
Ma tutta questa gente che è contraria poi il 12 andrà a votare? O prevarrà il consueto menefreghismo italiano? A me fa paura la gente che non andrà a votare…
Ormai sembra che sarà il referendum ad avere l’ultima parola sul nucleare, il quesito posto nel sondaggio però usa un gergo un po’ troppo tecnico.
È molto probabile che anche al referendum del 12 Giugno, si farà uso di termini simili che a tutto servono tranne che a fare chiarezza.
A mio avviso bisognerebbe porre attenzione alla forma con cui verrà posto il quesito ai cittadini, un gergo troppo elaborato rischia di appesantire il testo, con il rischio che non tutti i cittadini siano in grado di comprenderne il senso.
Mi si può obbiettare che guardo il pelo nell’uovo, ma nel referendum che arriva, si decidono questioni troppo importanti per trascurare questi particolari, del resto gli interessi privati fanno largamente uso di questi espedienti al fine di rendere la legge poco chiara e comprensibile, il solo fatto di proporre l’iniziativa in termini abrogativi, dove per dire no al nucleare bisogna votare sì, rende conto della cosa, del resto non si dice che il diavolo si nasconde nei dettagli?
Anche la forma con cui si esplica la comunicazione tra istituzioni e cittadini è importante, e un sistema democratico dovrebbe tenere conto che non tutti hanno avuto la fortuna di accedere ad una istruzione completa e di qualità, in ambito generale ma soprattutto politico.
Il sig. Berlusconi è un vecchio di 75 anni che sa benissimo che le centrali vedrebbero la luce solo tra 15, 20 anni quando la grande falciatrice l’avrà già da tempo spedito in tutti i gironi disponibili degli inferi. Per lo stesso motivo ai nostri politici frega poco anche del debito pubblico fuori controllo e tutto quel che riguarda il lungo periodo…
Per Berlusconi e tutta la marmaglia che lo circonda non è importante sapere se le centrali sono antieconomiche, se sono sicure, dove smaltire le scorie ecc… L’importante è: «A noi, quanti soldi ci rimangono in tasca?» Vi immaginate le infiltrazioni mafiose negli appalti per la costruzione delle centrali? Immaginatevi una centrale costruita come la Salerno – Reggio. Roba da brividi.
E’ possibile votare per il referendum fuori dal comune di residenza?
@Giusi:
Per informazioni se sia possibile votare in un comune che non sia quello di residenza, veda il commento n. 32: Per le elezioni o referendum, posso votare in una città diversa dalla mia città di residenza?
Anche quando si tratta di un referendum?
@Giusi:
Sì, vale per ogni tipo di voto ove sia richiesta l’esibizione del proprio certificato elettorale, che è rilasciato e strettamente dipendente dal comune di residenza. Quindi include anche i referendum.
Niente fino ad ora è stato più importante di quanto trattato in questi quesiti legati al prossimo referendum.
Quello dell’acqua è quello da me più sentito perché vivo a Formia (LT) e qui quando piove non ci si può lavare, non si può lavare la verdura, non si può pulire casa: dai rubinetti esce un’acqua sozza inqualificabile che paghiamo manco fosse champagne.
Abbiamo reso noto tutto questo alle autorità ed alla classe politica, ma mai nulla è stato fatto: la sorgente è a cielo aperto, e ho detto tutto.
@Andrea:
distante? pensi di esserne così distante, VERAMENTE? e cernobyl era distante? la slovenia, è distante?le centrali nucleari dell’est Europa pensi abbiano le sicurezze dovute? ci sei mai stato, hai mai parlato con un loro e un nostro tecnico, che ci lavora con il nucleare? la francia, è distante? compriamo all’estero, paghiamo di più, se succede qualcosa alle LORO centrali nucleari noi ci becchiamo tutto.…un affare, un affare VERAMENTE
D’accordissimo con Barbara!
Ho appena letto su questo stesso sito che il governo giapponese ha probabilmente mantenuti segreti i dati su livelli di radiazioni molto maggiori a quelli rivelati sinora:
http://www.forumcivico.it/giappone-disastro-nucleare-fukushima-pari-chernobyl-398.html
PAZZESCO! Se fanno queste cose la, qui in Italia che inferno diventerebbe?
Ho scoperto il vostro sito tramite una persona conosciuta e che è iscritta a Facebook. Mi piaccionio i siti di informazione. Senza entrare nei particolari, volevo suggerire un approccio più distaccato delle notizie. Mi spiego, il vostro web ha un bellissimo titolo, l’approccio del metodo di informazione è semplice e di facile lettura e quindi una sintesi di comunicazione molto rilevante. Ma perché allora sulle «posizioni» inserite i vostri commenti. Le posizioni devono essere neutrali, piuttosto inserite «come la penso» e fate i commenti. Nelle posizioni avete inserito «Da una parte, per i NO, c’è chi vuole accettare la speculazione sull’acqua (bene pubblico essenziale per la vita); la speculazione sul nucleare, giocando d’azzardo con il disastro nucleare a spese del pianeta e delle tasche dei contribuenti; il farla sempre franca, in quanto potenti, nei palazzi di giustizia». Questa non è una POSIZIONE ma un parere. Da una parte i cattivi dall’altra i buoni. Io ho un pensiero che è in sintonia con i vostri, ma ritengo che per aprire un confronto non bisogna avere pregiudizi, bisogna ascoltare e non è detto che le posizioni possono cambiare. Chi non la pensa come me non ritengo sia una persona che specula, e che vuole farla sempre franca, non la pensa come me. Punto.
Bisogna avere menti aperte e non essere condizionati, farsi delle opinioni e sulle diversità arricchire la mente.
Buon lavoro
Sono contraria a prescindere a che si continui a usare il nucleare nel mondo e si continui a definire energia futuristica. Il nucleare è un energia non rinnovabile che produce scorie che non si possono in nessun modo smaltire. Se si aggiunge a questo il fatto che è altamente pericoloso e che è ingestibile, come i fatti in Giappone stanno dimostrando, non posso che ribadire il mio dissenso.
In Italia poi, costruire delle centrali nucleari… è l’ennesima dimostrazione di inciviltà del nostro paese, o meglio di coloro che lo “governano”. Nel nostro paese non riusciamo a mantenere pulita una stazione ferroviaria, far arrivare in orario un treno, garantire i servizi fondamentali della persona. Come si può anche solo pensare che nel nostro paese (che è comunque altamente sismico) possiamo costruire centrali nucleari?
Ma vogliamo iniziare a pensare ai nostri figli? Alle generazioni che verranno, ai paesi che ci stanno a fianco? Non saremo i soli a essere coinvolti se qualcosa succedesse nelle “nostre” centrali. Sono totalmente contraria e penso che continuerò a esserlo fino alla fine. Ci sono altre tipologie di energia che si possono utilizzare, pulite e rinnovabili, perché non iniziamo a usare quelle, invece che impelagarci in imprese assurde che sono più grandi di noi?
@Giovanni:
Apprezzo molto la sua differenza tra «posizione» e «parere» e la ringrazio per il suo apprezzamento per Forum Civico. Il suo commento è molto interessante ed utile, non solo per questa discussione. Questo articolo è nato come un’editoriale (veda anche questa mia risposta), e forse in quel caso l’aspetto del «parere», od opinione, è giustificato, ma valuteremo in redazione come accogliere la sua critica (in senso positivo) che ci è parsa tanto garbata quanto intelligente.
La ringrazio a nome della redazione.
Antonio Bontempi
@G. Zanardi:
Salve, io avrei un dubbio!
Vorrei davvero votare quest’anno..ma davvero VORREI. Ma sono in inghilterra per un master di un anno per cui nn ho ritenuto opportuno iscirvermi all’AIRE! come devo fare? Non essendo iscritta alla’AIRE non avrò il diritto di votare?
Grazie
@daniela7067:
Ahimè, purtroppo no. Per poter usufruire della possibilità del cosiddetto «voto postale» (per le Camere o referendum è lo stesso) occorre essere iscritti presso l’AIRE.
E per poter iscriversi all’AIRE, occorre essere ufficialmente residenti all’estero. Neppure molti degli studenti «Erasmus» cadono in questa categoria (veda mio commento al n. 19).
Inoltre, dall’introduzione del «voto postale» per i residenti all’estero, tutte le agevolazioni tariffarie di viaggio in tali occasioni sono usufruibili solo per gli elettori provenienti da Paesi ove non sia organizzato il voto per corrispondenza (in pratica pochissimi).
Tuttavia per chi risiede in Italia, ma non nel comune di residenza, tali agevolazioni rimangono (sconti ferroviari e autostradali), basta presentare l’apposita «cartolina elettorale».
[Fonte: Ministero dell’Interno — http://www.interno.it
daniela7067 ha scritto:
La Ryan Air offre voli a prezzi bassissimi, basta comprare in tempo il biglietto, e verso molti aeroporti italiani.
(vedi http://www.ryanair.com/it)
Io farò così! Ho già il biglietto!!! :)
PS: Grazie mille per questo forum. Utilissimo!
Ciao a tutti, al commento 32 c’è scritto (tra le altre cose) che possono votare fuori dal proprio comune di residenza anche coloro che si presentino muniti dell’attestazione del sindaco di ammissione al voto. Mi chiedevo, di quale sindaco serve l’attestazione? di quello della città di residenza o di quello della città dove si vuole votare? E come si ottiene questo documento? Grazie
Il Sindaco di una città qualsiasi. Questa comunque è un’evenienza dovuta a motivi eccezionali.
In realtà, limitare la capacità di voto alla sola circoscrizione di residenza sembra una norma desunta in contrasto con il principio della costituzione: «art.48. Il diritto al voto non può essere limitato se non per incapacità civile o nei casi di indegnità morale»…«la legge stabilisce il diritto di voto dei cittadini residenti all’estero per l’elezione delle camere»
Pensate a chi, lavorando nel settore turismo, difficilmente avrà la possibilità di votare se al momento delle votazioni non si trovano nel comune di residenza. Vi sembra giusto?
Ciao, è possibile astenersi da un quesito e votare per gli altri 3?
Ad esempio, se sono d’accordo con la privatizzazione dell’acqua non voglio votare quel quesito per non far raggiungere il quorum.
Ma allo stesso tempo sono d’accordo con gli altri 3 e vorrei votare in modo da raggiungere il quorum (è ovviamente il SI).
Grazie ma non ho trovato info da nessuna parte…
@Mattia:
Certamente è possibile! Per ogni referendum c’è una scheda separata (di colore diverso).
È possibile votare (per il sì, no, o astensione (scheda bianca)) indipendentemente per ogni quesito.
E’ vero che per raggiungere il quorum (50% + 1) degli aventi diritto bisogna raggiungere, in relazione alla popolazione nazionale, quota 24.891.813 +1 milioni di persone? Se è così sarà molto difficile raggiungere un tale numero il 12 giugno. Bisognerà puntare molto su informazione web.
Per il calcolo del quorum si intende il 50%+1 degli aventi diritto al voto … non conosco questo numero. Inoltre di questi vi è una percentuale che non vota mai (anziani, i malati, persone disinteressate + le persone impossibilitate, ecc) pari almeno al 15% — 20%. Quindi il nostro quorum non è il 50%+1, ma almeno il 60% di quelli che normalmente vanno a votare. E’ certamente dura, ma il passa parola inizia ad esserci, anche in ambienti di solito più «distratti». Io sono fiducioso. Abbiamo ancora un mese. Coinvolgiamo amici e parenti.
@A. Badoino: Amen!
Farò quello che la mia coscienza mi detta e mi dettò da quando ho cognizione di me stesso.
Non mi interessa la vostra corsa al progresso (?) e la vostra gara con gli altri paesi, mi interessa il bene mio e del mio paese (quell’Italia che dovremmo ‘…imparare a conoscere e amare’) che probabilmente troppi non conoscono dal punto di vista morfologico e geologico.
Il DISASTRO del Giappone potrà essere anche ricondotto ai capricci della natura, ma sta di fatto che l’assenza di centrali nucleari avrebbe molto ridotto le conseguenze del terremoto e dello tsunami.
Per voi poca cosa ma né riparleremo fra qualche anno, quando cominceranno a nascere bambini con deformazioni e problemi, quando i beni dell’agricoltura torneranno commestibili e quando la zona potrà essere di nuovo accessibile.
Se tanto volete le centrali trasferitevi in Francia o in Svizzera o proponete la vostra città come sito in cui installarle. Io sono contrario e lo resterò sempre e lotterò affinché questo non possa mai accadere.
Che lo stop al nucleare sia una manovra politica per bloccare il referendum ed evitare che si raggiunga il quorum sugli altri quesiti, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento, è scontato.
Ma forse non è del tutto scontato che dietro si nasconda una pura truffa che invece di allontanare il nucleare lo avvicina. Lo avvicina anche di più di quanto non fosse pochi giorni fa, quando era in vigore la moratoria di un anno. Adesso non ci sono più moratorie. A un’agenzia di stampa francese il ministro Romani ha fatto sostenuto che il nuovo piano energetico, verrà riformulato «dopo l’estate» e nulla vieta di far ritornare subito in gioco la questione delle centrali.
Finalmente un’argomentazione razionale.
Il nucleare è soprattutto ANTIECONOMICO!
Solo per questo motivo non andrebbe sostenuto e solo per questo motivo (cioè per rubare più denaro pubblico) i nostri governanti e lobby associate lo vogliono.
Salve a tutti,volevo sapere per chi è malato e non può recarsi fisicamente al seggio,se c’è la possibilità di votare da casa,se sì come? Grazie a tutti.
Matteo
@Matteo:
Sì, si può, occorre però richiedere il voto domiciliare.
Ecco Le modalità per gli elettori affetti da gravissime infermità spiegate in una circolare della Direzione centrale per i servizi elettorali del ministero degli interni
L’elettore deve far pervenire al sindaco del Comune nelle cui liste elettorali è iscritto una dichiarazione dove si attesta la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimora, corredata dalla certificazione sanitaria rilasciata dall’ASL. È quanto prevede la legge 46/2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, in materia di ammissione al voto domiciliare di elettori intrasportabili al seggio elettorale in quanto affetti da gravi infermità che né rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione.
Su questi aspetti la Direzione Centrale per i servizi elettorali ha diramato una circolare, la n. 28/2009, a tutti i prefetti con oggetto ‘L’estensione del diritto di voto domiciliare ad altre categorie di elettori intrasportabili’
Per essere sicuri, fare la domanda al più presto.
Ecco cosa è consigliato fare:
Investire la ASL di residenza per la visita domiciliare del medico ASL, mediante richiesta recapitata a mano alla ASL, ovvero mediante telegramma. Entrambi queste mezzi, dovranno evidenziare che la visita richiesta subordina la possibilità o meno di esercitare il diritto costituzionale primario di voto ai cittadini intrasportabili, ora garantito specificamente dalla Legge 46/2009.
Inoltrare, recapitandola a mano al Sindaco del Comune di iscrizione nelle liste elettorali la domanda di voto a domicilio in quanto cittadino intrasportabile. La stessa andrà presentata anche se non si ottenesse la certificazione ASL, facendo riserva di presentarla non appena il medico della ASL la rilascerà, in questo caso è cautelativo allegare alla domanda al Sindaco, anche la copia del telegramma di richiesta di visita inviato alla ASL, ovvero documento equivalente da cui si evinca la data di presentazione alla ASL All’atto di consegna di quanto sopra si dovrà richiedere il rilascio di una ricevuta del Comune.
Ma qualcuno di voi ha capito che NON SI VOTA SOLO PRO/CONTRO NUCLEARE?
L’acqua e il legittimo impedimento vi dicono qualcosa?
Certo, piuttosto che rinunciare ad una giornata in spiaggia probabilmente preferite bere l’acqua desalinizzata del mare giapponese e sapere che chi eleggerete nei prossimi decenni sarà stato «autorizzato» a delinquere proprio da voi…
Inutile votare perché tanto il referendum sarà ignorato? Già, nel dubbio è proprio meglio starsene sotto all’ombrellone… Ma siccome mi costa più il noleggio dell’ombrellone che fare un paio di crocette su un foglio, nel dubbio io vado.
Un’appunto: In Germania usano l’energia elettrica prodotta con le centrali nucleari, quindi non inquinano? Scusa, ma quest’estate vai a fare immersioni in Giappone con Veronesi? Le scorie nucleari sono fertilizzanti? Le energie rinnovabili non funzionano? «Nonostante» i pannelli fotovoltaici, a me sembra che tutti gli elettrodomestici di casa mia funzionino esattamente come prima… Coi pannelli abbiamo sempre alimentato anche il frigorifero della barca a vela durante le traversate (discorso che vale anche per l’eolico, utile soprattutto in caso di brutto tempo), cosa che è difficile fare coi cavi dell’Enel…
Mi dispiace che nonostante Chernobyl ci siano ancora spesse fette di prosciutto davanti agli occhi di qualcuno e mi dispiace soprattutto per coloro che hanno perso la vita, per coloro che la perderanno e per tutti coloro che stanno vivendo questo incubo in Giappone. Qualche volontario tra voi potrebbe andare là a tranquillizzare tutta la popolazione che questa è solo un’emergenza e che Chernobyl non c’entra nulla? Che almeno possano vivere sereni, senza inutili ansie…
Se riuscite, spiegate loro anche le immagini dei bambini colpiti dal disastro del 1986…
A me sono bastati i libri di medicina.
visti i tentativi di posticipazione dei referendum sul nucleare e sull’acqua, volevo sapere: sono rimasti invariati, alla fine? si vota (ovviamente «si» ) per tutti e quattro o né hanno tolti alcuni? grazie
@d.berti:
Da alcuni commenti di stampa ho capito che prima di cancellare il quesito sul nucleare, in seguito alla mossa del governo di approvare la cancellazione dell’attuale programma nucleare (non vuol dire un suo definitivo abbandono), gli uffici che si sono occupati dell’ammissibilità dei referendum dovranno verificare se il quesito è stato realmente «superato» oppure no.
Questo verdetto ci sarà probabilmente all’ultimo minuto.
Comunque l’effetto desiderato è stato raggiunto: si da per morto il referendum sul nucleare .…. e quasi quasi i due sull’acqua.
Però allo stato attuale i 4 quesiti sono ancora validi e rimangono inalterati.
Se qualcuno ha notizie differenti lo segnali.
Facendo raggiungere il quorum sarebbe, da parte del popolo, un segnale di volersi riappropriare degli strumenti e degli spazi di democrazia diretta, verso i quali la casta mostra palesi segni di insofferenza, praticamente senza distinzioni fra maggioranza e opposizione; basti ricordare che nell’opposizione l’IDV ha contribuito alla raccolta delle firme per questi referendum, raccolta che invece è stata disertata dal PD.
Quando si parla di strumenti di democrazia diretta il discorso va allargato anche alle leggi di iniziativa popolare, si veda ad esempio l’iniziativa Parlamento pulito lanciata da Beppe Grillo, accantonata dolosamente dal Senato e dal suo presidente.
Nel periodo elettorale dei referendum sarò con mia moglie e la nostra nipotina nella riviera adriatica come migliaia di altre persone con bambini: è il loro mese del mare. Non ho la possibilità di votare in remoto dal mare? Perdo il mio diritto di votare avendo prenotato prina della fissazione dei referendum? Grazie e Cordiali Saluti MM
@Marco Montanari:
Stessa mia situazione…
Ho trovato questo commento (al n. 3 e n.4) che spiega qualcosa, su un’altra pagina in questo stesso sito:
http://www.forumcivico.it/italia-come-votare-dall-estero-referendum-elezioni-369.html#comment-840
Visto quello che costa agli Italiani (300 Mni di Euro + i vari altri disservizi) disgiungere le elezioni con quelle Amministrative, non sarebbe possibile richiedere i danni a chi ha scelto per suoi interessi personali tale disgiunzione? Che cosa lo impedisce?
In un altro articolo di questo sito un ex poliziotto vittima di ingiuste accuse poneva il problema «chi sbaglia deve pagare?» riferito ai giudici.
Nel nostro caso dovrebbe intervenire la Corte dei Conti, ma mi risultano rarissimi casi di richiesta di risarcimento … tanto meno di condanne per sperpero di denaro pubblico. La malafede nel nostro caso è evidente.
Il problema, anche nel caso del poliziotto sopra citato, è che per un semplice cittadino accedere al sistema giudiziario (per accusare o per difendersi) è estremamente costoso, problematico, difficoltoso e pieno di insidie.
A volte impossibile, come far ricorso al TAR contro scelte ritenute sbagliate. Se non c’è un danno diretto e dimostrabile un cittadino non può ricorrere contro una decisione dell’amministrazione. Molto spesso neppure le associazioni.
Di fatto i potenti l’hanno quasi sempre vinta. I cittadini persa.
Nonché la legislazione, per gli amministratori o i politici, non prevede neppure «spreco di denaro in malafede» o «decisioni prese in malafede».
I reati in questi casi sono difficilmente dimostrabili … e non c’è voglia di dimostrarli. L’opposizione non è combattiva. Tanto meno l’elettorato. Indigniamoci .… ma attenti alle ulcere.
I bocconi amari e indigesti non sono ancora finiti … e non finiranno presto … forse mai.
@Stella: se sei residente all’estero, dovresti essere iscritto all’AIRE. Dovrebbe arrivare al tuo indirizzo di residenza i documenti necessari al voto. Suggerisco di contattare il consolato italiano del paese di residenza e verificare che abbiano l’ultimo indirizzo di residenza, specialmente se ti sei trasferito negli ultimi tempi; se non sei a conoscenza dell’AIRE contatta il consolato e chiedi infomazioni al riguardo, e come votare.
È assurdo che gli studenti Erasmus non possano votare.
Io e i miei amici (circa 10) siamo studenti Erasmus in Spagna,senza possibilità di poter tornare in italia per il voto. Dovremmo avere anche noi il diritto di espressione sul referendum. Non c’è nessuna alternativa???
@Sevi:
Il diritto c’è, ma non la legge che lo permette (vedi anche i commenti su questa pagina: http://www.forumcivico.it/italia-come-votare-dall-estero-referendum-elezioni-369.html).
Il problema non è tanto essere stundeti Earsmus o meno, ma quello che chi, come loro appunto, non hanno residenza ufficiale all’estero, non possono essere iscritti all’AIRE, e quindi non riceveranno i famosi plichi elettorali.
Fortunatamente un volo Ryan Air (o altri) Spagna-Italia costa poche decine di euri oggiogiorno. Perché non vi prendete una vacanza e tornate a casa, anche solo per il fine settimana?
In «bocca al lupo» a tutti.
Ciao, io ho la residenza in un’altra regione rispetto a quella in cui vivo. Per motivi di studio non potrò assolutamente spostarmi. Qualcuno sa dirmi se mi sarà possibile cmq votare???
Vorrei fare una considerazione. Se vado al mare ed il quorum non si raggiunge, quanto spendo? Sicurametne i soldi della benzina, quelli dell’ombrellone e della sdraio, quelli degli sfizi ed inoltre avrò per sempre una cambiale da pagare di 300 o più euro l’anno. Nei comuni dove è stata affidata la gestione dell’acqua a privati, il costo della stessa acqua (erogata con le stesse modalità e disservizi di prima) è lievitata in maniera esorbitante agiungendo peraltro al prezzo esagerato dell’acqua il noleggio contatore che in moltissimi casi è di proprietà di chi uscufruisce dell’acqua.
Mi domando: mi conviene andare a mare o facendo un sacrificio forse provo a risparmiare qualche euro?
Scusate tanto, ma sono assalito da numerosi dubbi. Ho l’impressione che qualcono pensi che io sia uno stupido, incapace di dare un giudizio sui fatti. Fa bene il Governo a prendermi per mano e guidarmi passo passo, rimandando la legge sul nucleare ad una data successiva. Sono talmente stupido ed incapace che valuterei la questione sotto lo tsunami dell’emotività e dato che gli italiani si sono spaventati degli ultimi accadimenti nipponici, giustamente da buon padre di famiglia il Presidente del Consiglio (usando il pluralia maiestatis) ha esternato che “abbiamo deciso” di aspettare “uno o due anni perché si tranquillizzino”, attendendo così “che ci sia un’opinione pubblica più consapevole della necessità di tornare al nucleare”.
Grazie Onorevole Presidente del Consiglio che ti prendi cura amorevolmente di gente stpida ed impedita come me, ma sappi che comunque io andrò a votare per i referendum anche se sarai riuscito a cancellare quello sul nucleare, anche solo per dimostrarti che sono talmente stupido da non voler capire che lo fai per il mio interesse.
Caro Presidente Silvio. Scusami se ti do del Tu, ma mi piace molto pensarti vicino a me. Certo, il leggittimo impedimento può salvare l’Italia perchè avrai molto più tempo per dedicarti a sfornare leggi che possano tutelarti dagli attacchi legali ai quali sei esposto ma io sono egoista ed egocentrico e purtroppo guardo solo a ciò che mi interessa da vicino. Non arrivo più a finemese con la pensione che ho e ad ogni mese non so quale bolletta posticipare, e già per due volte mi hanno staccato la luce e mi stavano anche per interromere l’erogazione del gas. Non te né volere a male, ma per il leggittimo impedimento andro a votare «SI», so che non è giusto ma penso che se si saggiunge il quorum e vincono i «SI» forse avrai il tempo di dedicarti anche ai miei problemi dato che ti verrebbe vietato dagli itali di pensre solo ai tuoi di problemi.
Grazie della Tua comprensione, e sappi che ti voglio bene «menomale che Silvio c’è»
Credo che una Repubblica (R maiuscola) sana debba incentivare e tutelare il più possibile il quesito referendario, perchè al di là dei giochi di palazzo, esso rappresenta il termometro reale della rappresentatività di chi siede in Parlamento. Avere quindi il conforto di un referendum dà lunga vita e rafforza una coalizione politica di governo. Se questa fa bene… Mi sembra che questa maggioranza stia facendo tutto e di più per delegittimare il referendum che pure rappresenta il popolo che tanto decantano ogni voltà che si parla d maggioranza. A VOI LE LOGICHE CONCLUSIONI!!! votiamo. non sprechiamo soldi e democrazia non raggiungendo il quorum!!!
Come vedete in non ho paura di dire il mio nome sapete perchè? perchè non ho nulla da perdere come molti Italiani. Sapete quale è la differenza tra una nazione sottosviluppata (dove si dice ci siano i dittatori) e quelle cosidette democratiche (dove ci sono i governi corrotti)? che in quelle sottosviluppate alcuni paesi occidentali vogliono infilzare i dittatori ma in alcuni paesi «democratici» non si trovano le forche. Alcune forze politiche, oltre a evidenti interessi personali, vogliono far credere che i referendum sono un voto politico; non hanno capito un tubo, perchè io ritengo che vinceranno a larga maggioranza i SI e alle prossime politiche NON vinceranno le sinistre. Purtroppo come da altri detto, molta stampa e televisione non è più libera ma di potere e sappiate che per ogni giornale prodotto ricevono anche dei (contributi) pagati dai cittadini Italiani
Giriamo questa lettera pervenutaci da Anna
«Per motivi familiari dal 2 al 26 giugno sarò in una cittadina lontana dalla mia residenza oltre 1500 Km. ma sempre in Italia. Con disappunto apprendo — dall’ufficio elettorale del mio comune — che mio marito ed io, al difuori della nostra città, non potremo esprimere la nostra volontà sui quesiti referendari. Eppure non si tratta di votare x un candidato o per un partito che è strettamente legato al territorio ma di consentire, al popolo, di esprimere la propria volontà su argomenti di fondamentale importanza generale. Penso che, almeno x i referendum, icittadini debbano potersi esprimere , in ambito nazionale, anche al di fuori della propria residenza: così il governo non avrebbe pù motivo di sperperare denaro pubblico (date referendarie diverse da quelle delle amministrative) x impedire il raggiungimento del quorum. Con tutti i progressi informatici raggiunti, noi continiuamo a votare facendo lunghe file ai seggi elettorali. Non possiamo pretendere di cambiare?»
Giriamo questa richiesta pervenuta da Sophie:
«Buongiorno, sono cittadina francese ma vivo in Italia da 23 anni, volevo sapere se posso andare a votare ai referendum. Sono venuta finalmente a conoscenza del diritto al voto per i cittadini comunitari per le elezioni comunali e quelle del parlamento europeo ma non vengono mansionati i referendum. Potete darmi informazioni? Grazie.Saluti.Sophie»
La nostra risposta è stata che, mentre i cittadini comunitari residenti possono votare per le elezioni amministrative locali (Sindaci o Circoscrizioni) non lo possono fare per i referendum. Se siamo in errore correggetici. Grazie
ma come possiamo votare tutti se non mi permettono da cittadina italiana di votare in una regione italiana diversa da quella di residenza???? poniamo il caso che per motivi non gravi, ad esempio il biglietto aereo costa troppo ( lo stato rimborsa il 40% ma al max 40 €) e prendere il treno per recarmi nel mio comune di appartenenza mi porterebbe via un giorno intero ( circa 20 ore di viaggio)… io che voglio votare non posso farlo??? come faccio ad esercitare un mio diritto oltre che dovere civico ma diritto!!!! la sovranità appartiene al popolo????????
teresa ha scritto:
L’unico modo individuato è quello di farsi nominare rappresentante di lista (più difficile visti i tempi stretti Segretario o Scrutatore) da qualche comitato o partito accreditato a farlo. Comunque sia non ci sarebbe posto per tutti, ed inoltre se non si è conosciuti è molto difficile ricevere un incarico (sono volontari non retribuiti) che comunque è delicato.
Fabio ci ha inviato questa domanda, la riportiamo perchè ci segnala un piccolo gesto che potremmo fare tutti.
» Io ho pensato che il mio veicolo fin da oggi diventerà un veicolo «di pubblica utilità» mi spiego: ho affisso all’interno del lunotto tre fogli A4 rappresentanti la bandiera d’Italia con su scritto 12–13 GIUGNO SI VOTA. Volevo sapere, se quello che sto facendo e proponendo può essere oggetto di una qualche infrazione al codice civile e/o elettorale e se eventualmente ci possono essere suggerimenti in merito. Il mio unico scopo resta comunque informare visto che i maggiori organi di comunicazione hanno il bavaglio. In attesa di una risposta, ringrazio per l’attenzione. Fabio»
La nostra risposta: Sig. Fabio, non si preoccupi, la sua iniziativa non è legata ad una o all’altra «fazione» che si confronteranno nel referendum, essendo solo un bel modo per ricordare che in quelle date vi è una votazione da non perdere. Comunque sia vi sono dei limiti solamente nei seggi e fuori dai seggi, durante le elezioni, nel presentarsi, se non si è rappresentanti di lista, con simboli «di parte» oppure fare campagna attiva dopo la scadenza del periodo di campagna elettorale, come volantinare, ecc. Nessuno vieta però di girare anche in quel periodo con adesivi o cartelli interni alle auto. Basta non portare il simbolo nel seggio.
Sui cartelli in auto: bisogna solo stare attenti che non impediscano la vista al guidatore .… un vigile zelante potrebbe crearle qualche problema. Perchè non né fa qualcuno, anche non troppo grande, da regalare ai suoi amici o conoscenti? Buon voto.
@Andrea: La questione del nucleare è più complessa di quanto può sembrare e deve essere affrontata a livello europeo. Perchè pagando di più la nostra energia elettrica (importata dall’estero) comunque rischieremmo di essere coinvolti in altri (mi auguro di no ovviamente) disastri ambientali provocati dagli impianti francesi o di altri paesi europei vicini. Di fatto così pagheremmo di più per non essere sicuri di niente .…..
Premetto che anch’io un pò di tempo fà ero a favore dell’energia nucleare perchè poco costosa e, da quanto si può constatare, le centrali che si andrebbero a costruire sarebbero molto più sicure delle centrali costruite 20–30 anni fà; inoltre l’argomento «smaltimento delle scorie» si potrebbe sperare venisse trattato con le dovute precauzioni. Tuttavia poco tempo fà, navigando nel web, ho trovato informazioni circa un’invenzione, fatta da un italiano in Italia, riguardante un nuovo metodo assolutamente innovativo per fare energia elettrica. Potete andare a vedere con i vostri occhi! L’invenzione è stata denominata E-Cat e l’inventore è Andrea Rossi. E’ vero che questo signore è famoso anche per altre storie non molto belle ma stavolta sembra abbia fatto qualcosa di positivo. http://youtu.be/ZGI12A3SWJ4
@A. Badoino: Eh no, perchè quelle non fanno fare soldi. Ma il petrolio dovrà pur finire.
Ho letto tutti gli interventi e devo dire che ho trovato alcuni interventi interessanti, altri invece di una ovvietà abbastanza deludente. Premetto che voterò SI a tutti e 4 i quesiti, ma è deludente, per chi come me ha un’opinione «formata», pensare di essere accostato nella scelta a persone che formulano discorsi qualunquisti come quelli rinvenuti in alcuni interventi e nell’articolo redazionale. Quesito 1) La norma sul legittimo impedimento è stata dichiarata parzialmente incostituzionale, quindi di cosa stiamo parlando? E’ logico votare si e non servono faziosismi o massime in merito al superamente del principio secondo cui la legge è uguale per tutti per decidere: la legge infatti palesemente NON è uguale per tutti! I primi sono i giudici e i PM, i quali non pagano per gli errori, non pagano per esempio per inchieste fondate sul niente che costano ai cittadini in termini di tasse (giacchè i loro stipendi sono pagati da noi), non pagano per inchieste che finiscono inevitabilmente in prescrizione a causa di rinvii di oltre 1 anno tra un’udienza e l’altra, non sono uguali a noi gente comune di fronte alla legge. Se il SI vince sarà perchè è scontato che sia così, ma noi continueremo a essere non tutti uguali di fronte alla legge. Perchè chi si fa in quattro per il referendum poi non si fa in quattro per riformare la magistratura???
2)Quesito 2 Voto SI perchè l’energia nucleare non è il futuro: è un sistema produttivo sostanzialmente vecchio, non sostenibile data, innanzitutto, la incapacità di smaltire il carburante esausto radioattivo per centinaia di anni (con allegata necessità di sotterrare le scorie sotto i fondali oceanici). Ma cosa c’entra il rischio? In Europa abbiamo centrali nucleari ovunque…per chi vive nel nord Italia per esempio sarebbero molto più pericolose le nubi radioattive emesse da centrali francesi rispetto a quelle eventualmente emesse da centrali nucleari italiane installate in Puglia (l’esempio è casuale, non c’entrano i rapporti nord-sud): il moto terrestre infatti fa sì che le correnti d’aria prevalenti siano di direzione ovest-est, pertanto una centrale più a ovest di noi è più pericolosa di una più a est. Insomma il pericolo non aumenta, resta uguale. Il problema è decidere in merito al nucleare avendo coscienza dei veri rischi e dei veri problemi! Sapete quante persone muoiono ogni anno in incidenti stradali? Non per questo facciamo un referendum per abrogare l’uso delle auto. Ho anche letto un commento di una persona che preferiva pagare di più l’energia pur di non avere centrali nucleari… mossa astuta! Scusa ma dove pensi che gli altri stati vadano a prenderla l’energia da vendere a noi? Altre centrali nucleari a 100 km dal nostro confine! OOhh, ora si che mi sento molto più al sicuro!!!
Quesiti 3–4) Faccenda seria in quanto io credo che determinati servizi primari e beni primari debbano essere di competenza dello stato, come unico ente garante degli interessi dell’intero popolo. Tra questi vi è sicuramente l’acqua. Sulle tariffe però occorre fare una piccola riflessione. La tariffa dell’acqua, così come quella di molti altri beni e servizi gestiti dallo stato è parzialmente occultata: la gestione dell’acqua è sostanzialmente in perdita (come un pò tutti i settori statali), ciò vuol dire che il prezzo non remunera i costi totali del sistema acqua. E chi paga l’eccesso? Chi copre la perdita? I cittadini con maggiori tasse. Ecco che la tariffa statale dell’acqua è composta dalla tariffa vera e propria e da una fetta delle nostre tasse che va a remunerare in gran parte il costo del personale statale impiegato nel settore che, almeno in parte, è assolutamente improduttivo. Allora direi di mantenere il servizio statale con tariffe certe e sostenibili, ma di affrontare contestualmente il problema dei dipendenti pubblici improduttivi che pesano sulle tasche di chi lavora davvero.
Io voterò SI ai quattro quesiti, ma dopo essermi fatto un’opinione ben costruita. Spero che tanti altri facciano lo stesso e che non si voti solo «contro Berlusconi», perchè andare a votare a favore o contro una persona svuota il significato del voto medesimo e porta, alla lunga, all’assenteismo che ha caratterizzato negli ultimi anni il rapporto tra italiani e urne. Avendo scritto di getto e di corsa spero mi perdonerete errori vari ed eventuali. Saluti a tutti.
ho letto tutti i commenti e richieste penso
ci siano parecchi ammalati non solo ma altre
patologie gravi di protagonismo.
@Mauro: In effetti, sì. Ma a volte anche i malati vanno bene, specialmente se sono malati per mancanza di discernimento e giustizia a livello di popolo.
Forse sarebbe il momento di far capire anche agli altri che dovrebbero cambiare direzione e non aumentare di più i rischi.
Ho letto la maggior parte dei commenti e su tutti condivido a pieno il commento di Iacopo (commento 104) e in merito al referendum vorrei dire anch’io la mia, partendo dal presupposto che voterò si ai 4 quesiti. Per il primo non commento, perchè basti pensare che la norma è parzialmente incostituzionale.…ragazzi sveglia la costituzione è il simbolo della democrazia e della nostra repubblica nonchè le fondamenta. Per il secondo: mi ritengo una persona che cerca sempre di ragionare con la propria testa senza vedere schieramenti politici e in merito a questo è giusto precisare alcune cose a favore del nucleare. Innanzitutto le centrali hanno una percentuale di efficienza e sicurezza quasi del 100%, basti pensare che dopo chernobyl non ci sono stati più disastri nucleari in europa e l’incidente di chernobyl stesso è stato causato da un errore umano e dalla palese infrazione delle più elementari norme di sicurezza durante alcuni test, in più non dimenticate che in giappone il disastro è stato causato dallo tsunami e non dal terremoto. Il nucleare è assolutamente energia pulita DAL PUNTO DI VISTA DI GAS TOSSICI COME LA CO2.….peccato che ci siano dei contro a questa energia. Il nucleare era una soluzione migliore sul fronte ecologico ed economico 30–50 anni fa; adesso, confermato e sostenuto dai maggiori scienziati ed economisti del mondo, non lo è più. Veniamo al caso italiano: le centrali saranno pronte tra 10–15 anni (sperando che non fanno la fine della salerno-reggio calabria) per un costo di circa 7 miliardi di euro ciascuna (su questo dato non né sono certo ma comunque sempre dell’ordine di miliardi si tratta)…ma quando pensate che si avrà il riscontro economico considerando che dovremo aspettare appunto 10 anni prima che le centrali entrino in funzione e poi non so quanti anni prima che ammortizzino il costo? nel frattempo i soldi chi li uscirà? è vero noi…non solo ma pensate che se le costruzioni iniziassero e al governo salga la sinistra i lavori continuerebbero?ma per favore, si causerà così uno slittamento del termine e altro che 10 anni. Questo era l’aspetto economico; per quanto riguarda l’ambiente le scorie dove le mettiamo? qui in italia non abbiamo scrupoli a gettare amianto nelle campagne e rifiuti altamente tessoci nei fiumi per fare più soldi e pensate che non ci saranno i disonesti con le scorie? E poi possiamo avere migliori benefici con le rinnovabili. L’energia solare e quella eolica sono il futuro altro che nucleare. Poi chi sarebbe disposto ad avere una centrale nucleare a pochi chilometri da casa? Siamo l’unico paese che ha tolto gli incentivi e il sostegno alle rinnovabili.
Per quanto riguarda l’acqua il discorso è un pò delicato perchè si potrebbero fare considerazioni differenti a secondo di dove ci si trova; è evidente che privatizzare l’acqua al sud significa darla in mano alla mafia (premetto che sono siciliano), invece al nord potrebbe essere la soluzione a qualche problema (per esempio l’efficienza della rete idrica). Comunque rimango del parere che l’acqua è troppo preziosa per privatizzarla.
Con questo vi saluto e mi piacerebbe sapere un vostro parere in merito a ciò che ho scritto, ovviamente sono ben accetti pareri sia critici che a favore
Forse non c’entra al 100% ma mi son sempre chiesto: se l’acqua è un bene essenziale ( e non si discute ) perchè paga l’iva al 20% ( acqua minerale da bere ) al pari di beni superflui e non il 4% come i beni essenziali?
ma l’autorizzazione per votare in un comune diverso da quello di residenza, la devo richiedere al sindaco del mio comune o a quello del comune dove mi troverò durante le elezioni?
Vi giriamo una proposta pervenutaci da Teresa
CIAO A TUTTI!!!
sono Teresa dalla Svizzera, data la scarsa o nulla pubblicita’ che avra’ il referendum ho una proposta che se realizzata in massa potebbe attire l’attenzione che non accedono ad intenet per informarsi. L’idea e’ la seguente:
Fare lenzuoli e striscioni con il seguente messaggio:
» 12–13 GUGNO ANDIAMO A VOTARE PER I REFERENDUM!!! La DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE
SI per AQUA PUBBLICA SI per FERMARE IL NUCLEARE SI PER ABBOLIRE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO »
DAi facciamolo in tanti cosi’ teniamo viva l’attenzione!!!
La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili 2 dei 3 quesiti referendari posti da varie associazioni inerenti la Riforma del Servizio Idrico Integrato (SII), in particolare i quesiti n.1 e 3. Nella retorica referendaria, è come se la società civile avesse segnato un goal nella sua partita contro la speculazione finanziaria. Eppure, qualcosa non torna – oltre al fatto che sono stati decenni di gestione pubblica a creare un sistema ove mediamente 35 litri, su 100 immessi, si perdono lungo la strada.
L’analisi della Riforma del SII, con particolare riferimento al caso della Sicilia (regione ove sono situati 4 dei 5 ATO che hanno affidato a privati la gestione) è l’oggetto del Briefing Paper “Un sistema che fa acqua da tutte la parti: la gestione del Sistema Idrico Integrato in Sicilia”, redatto da un di noi. Una sintesi dello studio, con alcune considerazioni più generali, è disponibile qui.
Purtroppo il nostro esercizio di valutazione della gestione “privata” in Siciia è fallito per due ordini di motivi: il primo è la colpevole assenza di dati e statistiche nonostante gli obblighi relativi alla loro comunicazione (peccato mortale non solo dell’Italia ma anche dell’Europa: si parla tanto di acqua, energia, rifiuti ma non ci sono numeri ufficiali). Basta sfogliare i rapporti della Commissione di vigilanza sui servizi idrici per rendersi conto di quanto sia esteso il deficit conoscitivo sul settore: un deficit pienamente riconducibile non all’avidità dei privati, ma all’inefficienza del pubblico e all’inadeguatezza delle regole.
In secondo luogo, l’esperimento “naturale” è stato abortito con la recente legge regionale 11/2010 (che recepisce leggi e orientamenti nazionali). In sintesi, non ci sono i dati e qualcuno ha pensato bene di chiudere baracca e burattini prima ancora di poter dire se né valeva la pena. E’ un tipico vizio italico, simile per certi versi alla storia del nucleare di cui conosciamo le conseguenze, in termini di costi e di ritardi per il nostro paese.
Stupisce la sicurezza dei referendari e come abbiano identificato nel mostro-mercato e nei cattivi capitalisti i colpevoli di questa situazione; per parte nostra, abbiamo provato a capire se effettivamente, un’apertura verso privati, ha comportato un qualche vantaggio in una regione ove ancora dei cittadini ricevono l’acqua solo poche ore a settimana. Come anticipato, non siamo giunti ad una conclusione né a favore né contro, vista l’assenza delle più elementari statistiche (qualcuno direbbe “su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere”).
Invece, dimostriamo che “l’origine di tutti i mali” è determinata da un fallimento regolatorio: l’attuale impianto delle regole, che priva di veri poteri gli enti preposti, e l’assenza di una vera Authority (la CONVIRI non ha infatti nessun potere sanzionatorio e non è indipendente) inficiano profondamente il funzionamento del sistema. La politica non è stata in grado di fare scelte coraggiose, catturata da interessi contrastanti e dalle forti pressioni di parte dell’opinione pubblica, con il risultato di regole poco chiare e scarsa capacità di enforcement.
Concludiamo con le stesse parole dei referendari “E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso”. Siamo perfettamente d’accordo e siamo pronti alla pugna. I fautori dello statalismo idrico no pasaràn.
di Luciano Lavecchia e Carlo Stagnaro da CHICAGO BLOG
Segnaliamo questa iniziativa per cercare di far votare i fuorisede (cioè chi vuole votare fuori dal comune di residenza) tramite nomina a rappresentante di lista. A breve sarà attivato un meccanismo di iscrizione on-line nei siti www. acquabenecomune.org – www. referendumacqua.it per poter segnalare la propria disponibilità a svolgere la funzione di rappresentante dei promotori in un determinato seggio. Successivamente coloro che hanno segnalato la propria disponibilità riceveranno una delega dai promotori.
Questa notizia non è verificata. Quindi tenete d’occhio i siti sopra riportati se siete interessati.
ciao ancora non sono riuscito a capire se, per il REFERENDUM, si può votare fuori dal comune di residenza. grazie
A. Bontempi ha scritto:
Non capisco la caccia alle strege contro una legge che si propone di togliere dalle mani per politici (e degli amici, e degli amici degli amici, e …) l’Ente che gestirò l’acqua, bene di tutti. Non capisco come si possa volere una gestione politica dell’acqua quando è sotto gli occhi di tutti il fallimento della gestione politica di Tirrenia, Alitalia, etc, etc. Non capisco come si possa affidare a centri politici l’Ente-acqua quando gli stessi politici non saprebbero nemmeno controllare gli stessi enti.
Risposta ad Andrea: normalmente non è possibile votare fuori comune di residenza se non nei casi previsti dalla legge e spiegati nei vari commenti precedenti (scrutatori, militari in servizio presso i seggi, rappresentanti di lista, ecc ecc)
@andrea:
Rispondo ad @Antonio:
Gli amministratori e i tecnici di una ditta sono tutti uomini ( o donne) sia che la proprietà sia pubblica, sia che sia privata. Possono essere onesti o disonesti, capaci o incapaci, gentili o scorbutici, lesti nel lavoro o fannulloni. Non cambia. Cambiano gli obiettivi economici e sociali tra il soggetto «privato» e il «pubblico». Il tema dell’efficienza delle varie forme organizzative pubbliche è un altro problema, e NON è assolutamente una verità il ritornello che vuole il «privato» sempre e comunque efficiente, onesto, produttivo. Infatti ci sono gestioni pubbliche di eccellenza, come gestioni private disastrose … e viceversa. Il fatto di continuare a ripetere che tanto sono tutti dei ladri .… che non c’è nulla da fare, che è nel dna dei politici e dei funzionari o impiegati pubblici il «menefreghismo» e il «latrocinio» è come dire che non vale neppure la pena controllarli e punirli. Invece se torniamo ad indignarci ogni volta che uno di loro la combina sporca, forse la smetteranno di sentirsi impuniti. Siamo noi cittadini che abbiamo accettato che taluni si comportino in tal modo, non rendendo loro mai conto di quello che hanno combinato.
Antonio B.
ps: .… inoltre non sono i politici che gestiscono direttamente l’ azienda o il consorzio o .…. , ma i funzionari da loro incaricati o assunti .…. come in un ente privato.
Rispondo ad @Antonio:
Gli amministratori e i tecnici di una ditta sono tutti uomini ( o donne) sia che la proprietà sia pubblica, sia che sia privata. Possono essere onesti o disonesti, capaci o incapaci, gentili o scorbutici, lesti nel lavoro o fannulloni. Non cambia. Cambiano gli obiettivi economici e sociali tra il soggetto «privato» e il «pubblico». Il tema dell’efficienza delle varie forme organizzative pubbliche è un altro problema, e NON è assolutamente una verità il ritornello che vuole il «privato» sempre e comunque efficiente, onesto, produttivo. Infatti ci sono gestioni pubbliche di eccellenza, come gestioni private disastrose … e viceversa. Il fatto di continuare a ripetere che tanto sono tutti dei ladri .… che non c’è nulla da fare, che è nel dna dei politici e dei funzionari o impiegati pubblici il «menefreghismo» e il «latrocinio» è come dire che non vale neppure la pena controllarli e punirli. Invece se torniamo ad indignarci ogni volta che uno di loro la combina sporca, forse la smetteranno di sentirsi impuniti. Siamo noi cittadini che abbiamo accettato che taluni si comportino in tal modo, non rendendo loro mai conto di quello che hanno combinato.
Antonio B.
ps: .… inoltre non sono i politici che gestiscono direttamente l’ azienda o il consorzio o .…. , ma i funzionari da loro incaricati o assunti .…. come in un ente privato.
Per i «NO» si schiera chi accetta, soprattutto per coerenza ad una «logica» di mercato, sia la speculazione sull’acqua (pur sapendo che sia un bene pubblico essenziale per la vita); sia la speculazione sul nucleare (pur sapendo che questo sia giocare d’azzardo con il disastro nucleare a spese del pianeta e delle tasche dei contribuenti); sia la «libertà» di farla sempre franca, in quanto potenti, nei palazzi di giustizia.
Per i 4 «SI» voteranno quei cittadini intervistati che credono in un’Italia pulita, solidale, giusta e libera dai tentacoli anche politici della malavita. Che credono che la giustizia, per essere tale, deve essere assolutamente uguale per tutti, anche per i ricchi e i potenti, e soprattutto per i propri amministratori (presidenti del consiglio inclusi). Cittadini che, previdenti se non per sé, per i propri figli, vogliono vivere in un’Italia al sicuro dai disastri nucleari (la «peste radioattiva»), al riparo delle speculazioni dei pochi sulla vita dei molti. E che reclamano l’acqua come un bene inestimabile, proprietà irrinunciabile di ogni italiano
…Come a dire che chi vota NO è un cretino e chi vota SI è un genio. Questo sito oltre ad essere MOLTO di parte, considera quella parte dei cittadini che voteranno NO, come degli Idioti senza chiedergli neanche il motivo delle loro scelte al referendum.
Bell’esempio di disinformazione e campagna elettorale spicciola, ma qui’ nessuno e’ fesso.
ANDARE A VOTARE NO SIGNIFICA AIUTARE QUESTI CRETINI, SE SU 100 ITALIANI 26 VOTANO SI E 25 VOTANO NO I 25 CHE HANNO VOTATO NO AIUTANO QUESTI DEMAGOGHI A VINCERE.
IL MODO MIGLIORE PER DIRE NO A STA BAGGIANATA E’ NON ANDARE A VOTARE!!!!
@G. Zanardi: Buonasera a tutti, io voglio votare per il referendum, ma lavoro ad Ibiza per tutta l’estate, e non ho la residenza, quindi non posso iscrivermi al Aire…come posso fare per votare NO!!!!
Rispondiamo al commento di @paolo:
Ognuno di noi è «di parte» perchè ha delle idee, dei progetti, che si irradiano dalla propria sensibilità, cultura, esperienze di vita. Diversamente vorrebbe dire non avere idee o averle non ancora ben formulate. Quindi non ci offende che ci si dica che il sito è di parte. Speriamo solo di non risultare faziosi, cioè dire cose solo per tornaconto, per mettersi in bella mostra, dire cose in cui non crediamo per consapevole inganno, populismo, per accontentare chi ci ascolta. Cosa che oggi fanno in molti. Quindi ben vengano critiche di questo tono. Tono che si concretizza in una inesattezza: nessuno da del «cretino» a chi vota NO. Solo che, chi vota NO, non può dire di farlo in nome di determinati principi e ragionamenti che porterebbero per coerenza a votare SI. Ad esempio non si può affermare di votare NO per il referendum sul Nucleare perchè si vuole incentivare una risorsa energetica sicura. Se mai, bisognerebbe avere il coraggio di dire, che si vuole incentivare una risorsa energetica nonostante un margine di rischio, che può essere raro, ma non impossibile e comunque estremamente pericoloso. E’ solo un piccolo esempio. Solo questo.
Behhh io credo che votare sia un diritto ed il NON andare a votare, significa rifuitare un nostro diritto!!!già ce né sono rimasti pochi, buttiamoli pure!!!!!
@Nello S.: mi dispiace constatare che tu ti sia gia arreso e sono stato li li per cascarci pure io ma se rinunciamo al pensiero di un mondo pulito,e il sole lo è il vento pure,ecc… cosa ci rimane?
salve… qualcuno saprebbe dirmi se una donna incinta può votare nel comune di non residenza… tra le clausole si parla di persone con difficoltà deambulatorie, ma non si parla nello specifico di donne in attesa… grazie
Salve, una domanda..ma noi che per il Referendum del 12–13 giugno siamo in vacanza all’estero, come possiamo fare? Grazie
L’informazione che avete dato in primis e poi la spiegazione approfondita dei quesiti referendari, rende i cittadini in special modo gli anziani pienamente consapevoli della loro scelta.
Proviamo a dare una risposta a @Dani:
In teoria se ci fosse un certificato medico che dichiari l’impossibilità della gestante di muoversi, quindi l’impossibilità di spostarsi per votare … poi ci vorrebbe il parere dell’ ASL che confermi … insomma un po’ di pratiche. Anche se fosse possibile farlo i tempi sarebbero lunghi. Crediamo che sia un’ipotesi poco praticabile. Bisognerebbe avere la fortuna di trovare qualche funzionario ASL molto gentile che verifichi molto in fretta la cosa.
ERRATA CORRIGE VOGLIO VOTARE SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
Utile questa pagina a parte una piccola cosa… A tratti si propone di essere imparziale, a tratti non potrebbe essere più parziale di così. Non dico che sia scorretto essere parziali ma la coerenza sarabbe desiderabile. Avessi scritto io avrei preferito la via della mera descrizione degli effetti del voto e non delle implicazioni che si considera che tale voto abbia. Mi spiego meglio. L’ultimo quesito è molto importante. Un conto è dire cosa succede se si vota si e cosa se si vota no, inteso a livello legislativo e quindi privo di ogni riferimento all’opinione pubblica. Tutt’altro conto è dire che se si vota una cosa si lotta contro l’ingiustizia e che se si vota l’altra si vuole proteggere una politica corrotta. Sia nel caso dell’imparzialità che nel caso della parzialità però avrei voluto vedere una migliore spiegazione oggettiva degli effetti del voto.
@G. Zanardi: Ho una domanda per una mia amica che è momentaneamente all’estero (programma erasmus) e per questo impossibilitata a votare in italia. Può votare anche se non è residente all’estero (essendo, lo ripeto, temporaneamente all’estero per motivi di studio)? è importante, spero di ricevere una risposta chiara e univoca. grazie mille!!!!!
@Cicciopasticcio: I4 si sono indipensabili!!!!!votiamo tutti!!!!purtroppo c è gente troppo ignorante,non sa che ci sono i referendum,e per che servono!questa è l italia dell ignoranza!!!!istruiteci in materia!
@Ary: fate più informazione,è importantissimo,per la riuscita del referendum,andiamo tutti a votare!!!!!!
4 quesiti utili per vivere bene!!andiamo a votare in massa il referendum è il segno che l uomo non è sottoposto a dittatura!è un nostro diritto per migliorare la nostra vita!i midia facciano di più per spiegare meglio i quesiti e come bisogna votare.votiamo4 grossi SI.
gli italiani come segno di civilta dovrebbero andare il 12-e-il-13 giugno a votare i referendum,poichè sono segno della nostra liberta!!!!!!
Buongiorno a tutti, ho letto la maggior parte degli interventi perchè sto cercando di fare un pò di chiarezza nella mia testa sulle motivazioni che possano spingere una persona a votare si o no al prossimo referendum. Anche se il sito è chiaramente di parte (come qualcuno ha fatto notare), lo trovo molto democratico, in quanto la redazione sostiene semplicemente, ma con forza, le proprie idee senza attaccare chi ha idee contrarie. Mi sembra un modo molto corretto di gestire un forum. Sto cercando di distinguere le posizioni del SI e del NO e ho vari dubbi sui tutti i quesiti: 1. Legittimo impedimento: da quanto ho capito chi è per il SI è perchè, giustamente, dice che la norma è incostituzionale, e quindi non dobbiamo dare modo ai politici di poter, sostanzialmente, fare i propri comodi. Chi è per il NO invece dice che questo sarebbe quantomento uno strumento anche per la gente comune di difendersi al pari della gente «NON» comune, in quanto la legge NON è uguale per tutti. Se sono davvero queste le posizioni io sono per il SI perchè sono dell’idea che bisogna sempre lottare per migliorare le cose, e non adagiarsi perchè «non possiamo fare nulla per cambiare la situazione. 2. Nucleare: chi vota SI perchè dice che sostanzialmente il gioco non vale la candela. L’investimento a lungo periodo non porta benefici nell’immediato, il rischio è troppo elevato ed è una risorsa obsoleta. Chi vota NO è per far sì che venga eliminata l’indipendenza dagli altri paesi ed il rischio non è così elevato rispetto ai tempi di Chernobyl in quanto oggi le centrali sono più sicure. Dal mio punto di vista il voto è inutile in quanto le centrali in Italia comunque non si faranno mai. Non riescono a partire neanche le nuove centrali a carbone tipo Porto Tolle che sono dei «gioiellini» ambientali, figuriamoci le nucleari (non credo che il sole e il mare possano risolvere il problema energetico mondiale: magari fosse così!). Io voterò SI soltanto perchè in questo modo si spera che diano il via libera agli investimenti già pronti in Italia, e bloccati da qualche «scienziato», il quale sta rischiando di far fallire oltre 3.000 aziende in Italia. Oltre a quelle già fallite nel 2009 e 2010. 3. Acqua: chi vota SI lo fa per evitare speculazioni, chi vota NO ancora non l’ho capito. In effetti si tratterebbe di far diventare le aziende da pubbliche a pubbliche con partecipazioni privatistiche fino al 40%. Sinceramente non vedo quale sia il problema. Se ciò significa che i manager, in caso di errori o sprechi, vengono cacciati via dopo un anno, come si fa nelle aziende private, allora voto NO. Alcuni hanno detto che in questo modo al Sud (e io sono del Sud) la gestione andrebbe in mano alla mafia. Beh, non è che essendo pubblica ci sia tanta differenza. Sulla questione acqua, avrei tanto da scrivere ancora, ma già mi sono molto dilungato. Sinceramente su questo punto sono ancora incerto, ma più propenso per il NO. Vi ringrazio se potesse darmi una vs impressione critica su quanto ho scritto sopra e mi scuso in anticipo se c’è qualche errore in italiano perchè ho scritto di getto! Grazie Luigi
Buongiorno a tutti! ho una domanda: io ho diritto di voto?? sono una cittadina italiana,la settimana prima del referendum, sarò costretta a recarmi a Marsiglia per lavoro.Non ci sono collegamenti decenti dall’Italia per il sud della Francia, basti pensare che un volo da Bologna a Marsiglia costa minimo 400€, sono minimo 4 ore effettive di volo con minimo uno scalo o a Madrid, o a Barcellona o a Parigi!Quindi ho deciso di prendere un bellissimo pullman per l’andata 60€ per 14 interminabili ore di viaggio. Questi in effetti sono problemi miei..ma come fare a tornare a votare il 12 giugno e ritornare a Marsiglia entro il 17 giugno per completare il mio lavoro? Non ho abbastanza disponibilità finanziarie..in tutto il viaggio mi verrebbe a costare su gli 800€.. e lo stato mi aiuterebbe?? non ho residenza all’estero… ma nenanche per il tratto di viaggio in Italia? Qualcuno di voi sa rispondermi??
Risposta per @micol:
Alleghiamo il comunicato stampa integrale delle ferrovie dello stato per lo sconto del 60% sui biglietti dei treni. Non è chiarissima, ma sono indicati i riferimenti per approfondire.
Comunicato Stampa
FS, ELEZIONI: SCONTO DEL 60% PER CHI SI SPOSTA IN TRENO Roma, 22 maggio 2009
Sconto del 60% per chi sceglie il treno, dall’Italia e dall’estero, per andare a votare. In occasione delle prossime elezioni europee e amministrative del 6 e 7 giugno, nonché per gli eventuali ballottaggi amministrativi e per i referendum che avranno luogo il 21 e 22 giugno, sarà possibile richiedere tale riduzione sulla tariffa ordinaria dei biglietti di andata e ritorno, sia di 1ª che di 2ª classe, per treni Espressi e Regionali.
Per i treni AV Fast, Alta Velocità, ES Fast, Eurostar City, Eurostar, IC Plus, Intercity, IC notte, e per il servizio cuccetta o vagone letto è invece necessario pagare la differenza tra la tariffa ordinaria e quella del treno di categoria superiore scelto. Identico sconto del 60%, con la tariffa “Italian Elector”, anche per gli elettori residenti all’estero che decideranno di raggiungere l’Italia su un treno internazionale.
Per usufruire delle riduzioni riservate agli elettori è necessario esibire: • un documento di riconoscimento; • per il viaggio di andata, la tessera elettorale o, per i soli elettori residenti in Italia, l’autocertificazione*; • per il viaggio di ritorno, la timbratura sulla tessera elettorale che dimostri l’avvenuta votazione.
Per i viaggi nazionali I biglietti, acquistabili nelle biglietterie di Trenitalia e nelle Agenzie di Viaggio autorizzate, hanno un periodo di utilizzazione di 20 giorni, pertanto il viaggio di andata non potrà essere effettuato prima del 29 maggio 2009 mentre quello di ritorno non potrà avvenire oltre il 17 giugno (per il secondo turno di votazione e per il referendum, invece, il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 13 giugno 2009 e quello di ritorno oltre il 2 luglio 2009). I ticket per treni Regionali, Espressi, IC ed ICN devono essere convalidati prima di iniziare il viaggio di andata e quello di ritorno ed avranno una validità oraria in funzione della percorrenza del viaggio.
I biglietti con assegnazione del posto (AV, AV Fast, ES, ES Fast, ES city, IC Plus, servizio VL e cuccette) sono validi, nell’ambito del periodo di utilizzazione di venti giorni, solo per il giorno ed il treno prenotati e non devono essere convalidati.
Per i viaggi internazionali L’eventuale biglietto di A/R, necessario per raggiungere dalla stazione di arrivo del treno internazionale quella del Comune elettorale, può essere acquistato in Italia nelle biglietterie, nelle agenzie oppure in treno con la riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria.
I biglietti a tariffa “Italian Elector” sono validi esclusivamente per il treno e per il giorno prenotati e non devono essere convalidati prima della partenza. Il viaggio di andata può essere effettuato al massimo un mese prima del giorno di apertura dei seggi elettorali e quello di ritorno al massimo un mese dopo il giorno di chiusura degli stessi.
Informazioni dettagliate per usufruire della riduzione sono disponili sul sito http://www.ferroviedellostato.it nella sezione dedicata a Trenitalia, e possono essere richieste al Call Center di Trenitalia 89.20.21, alle biglietterie di stazione e alle agenzie di viaggio convenzionate.
Per @Luigi:
Il nostro sito sul tema referendum non pretende, non potrebbe farlo, di essere esauriente. Consigliamo di leggere prima di tutto i siti dedicati dei comitati referendari. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a concentrare l’attenzione dei lettori su alcuni fatti, ragionamenti e quindi prese di posizione. Lentamente (a causa delle forze disponibili) e umilmente cerchiamo di fare questo.
NEL CASO SPECIFICO ci chiediamo che cosa è » CIVILTA’ » in relazione ai temi referendari:
Di fronte ad evidenti problemi del sistema giustizia (lentezza, costi, mancanza di tutele reali per i non danarosi, ecc) è «civiltà» introdurre nuove forme di immunità per chi è al potere ed è accusato di reati comuni?
La tendenza che vuole l’acqua come una merce qualsiasi e non come un bene che deve essere garantito a prescindere dai discorsi economici (quindi fuori dalle logiche di mercato che vanno bene su altre merci), è «civiltà»?
Di fronte alla dimostrazione che forme di produzione energetica sostenibili, sempre e comunque sicure e più democratiche, perchè diffuse, in aggiunta a concrete politiche di risparmio e di miglioramento delle prestazioni del sistema distributivo, possono evitare l’utilizzo di altri sistemi molto costosi e molto pericolosi come quello nucleare, insistere con quest’ultimo è «civiltà»?
Noi pensiamo di no e quindi, invitiamo a votare 4 SI’.
@Paola, concordo pienamente con il tuo pensiero, e stò facendo di tutto per divulgare le info, e l’importanza di questo referendum, soprattutto ora che sembra qualcosa stia cambiando il mio problema purtroppo è che lavoro fuori, ma non ho la residenza, e non sò come fare per poter votare, purtroppo non posso rientrare perchè lavoro nell’ambito turistico!!!!che malasuerte!!!!!!votate si anche per me!!!!
Per@Davide: La tua amica non può votare all’estero. Se vuole farlo deve tornare a casa.
Andiamo a votare tutti!!!!
Non lasciamo che si decida sulla nostra pelle perché non si raggiunge il quorum!
http://www.yoga-kundalini.it/referendum/
Ho una domanda per i residenti all’ estero (iscritti AIRE): avete ricevuto il plico elettorale per posta? Io no, e come me tanti amici regolarmente iscritti. C’e’ tempo fino al 29 maggio per ricevere il plico elettorale per posta, dopo quella data bisogna «recarsi di persona all’ ufficio consolare per verificare la propria posizione elettorale». Comincia a venire il dubbio che non ci si voglia far votare…
Non credo che questo sito sia di parte, ma che ci voglia soltanto aprire gli occhi in merito a questa situazione!!! A mio parere non si dovrebbe parlare di «essere di parte», ma bisogna dare peso alle conseguenze negative che ci sarannò ad una possibile conferma di queste leggi, di certo superiori ai vantaggi. In particolare per noi, semplici cittadini.
Il 12 giugno cambia l’orario di Trenitalia e se siete fuori per lavoro/studio o altro e vorrete rientrare per andare a votare, ad oggi vi troverete impossibilitati a prenotare il viaggio di ritorno in quanto «l’orario non è ancora disponibile». Inoltre guardando al 2010, l’orario non sarà disponibile fino a 2–3 gg prima! Così se vorrete votare avete solo una scelta: non usufruire dello sconto del 60% previsto per legge, o aspettare l’ultimo giorno per acquistare il biglietto. Una riflessione: è noto dallo scorso anno che l’orario cambia il 12 giugno, quando si è scelta la data del referendum nessuno l’ha pensato o è stata scelta apposta?
Ho anche io una domanda, ma persone della comunità europea con residenza in ITALIA non possono partecipare al referendum?
non ho ancora una idea chiara sul da farsi, mi sembra fazioso però descrivere «pulita e onesta» la scelta dei «si»
e «malavitosa» dei «no»
detto questo, il nucleare può essere utile e può essere uno sviluppo importante, i rischi ci sono, ma sono più per lo smaltimento dei rifiuti che della centrale in se, gia non siamo capaci di smaltire i normali «rsu»!!! in ogni caso se scoppiasse una centrale in francia di quelle giusto al confine sarebbero guai altro che «gli effetti ricadrebbero nelle immediatezze»
per il leggittimo impedimento, bisognerebbe votare si, perchè siamo davvero tutti uguali!!!
per l’acqua i due quesiti dicono cose separate, una che si lascia la gestione ai privati e la seconda che si aggiustano le tariffe, mi chiedo perchè non votare no al primo e si al secondo?
perchè 4 si o 4 no? perchè non votare: 1ºno 2ºsi 3ºno 4ºsi
saludos
Non sono residente a Roma ma ci vivo. Voglio votare, e se fosse possibile a Roma.
Come faccio ad avere l’attestazione del sindaco di ammissione al voto? A chi mi devo rivolgere?
grazie
Risposta a@Cary:
Non ci risulta che i comunitari residenti possano votare i referendum, mentre possono votare per i sindaci.
Risposta a@Giovanni:
E’ possibile ritirare anche una sola scheda volendo. Oppure votare quello che si vuole. Bisogna avere un po’ di pazienza, documentarsi, farsi un’idea ed esprimerla. La Partecipazione richiede impegno e assunzione di responsabilità.
Anche per chi pone quesiti sulla possibilità o meno di votare fuori comune di residenza si chiede un attimo di pazienza e di leggere i diversi commenti presenti sul tema e gli altri articoli inseriti nel sito. Grazie
Ritengo che non sia un tabù la privatizzazione della distribuzione dell’ acqua, fermo restando la proprietà pubblica di tutte le acque; infatti una corretta gestione con logiche e metodi da impresa privata è sicuramente più efficace di una pubblia; a patto però che il pubblico eserciti un rigoroso controllo; inoltre lo Stato non dispone delle risorse necessarie per rinnovare reti di distribuzione ed impianti. Sono pertanto per il NO sul Qusito n. 1. Il capitale privato investito deve essere remunerato. Nessuno investirebbe senza remunerazione. Il problema è che deve esserlo in misura equa e non indefinita. Il mio orientamento per il Quesito n. 2 è per il SI.
Dal 6 giugno al 13 giugno sono a Bruxxelles per viaggio di piacere organizzato da tempo; vorrei comunque votare il referendum. Come posso fare? (il rientro è previsto alle 13,50 del 13 all’aereoporto di Ancona, ritardo permettendo.. ) Qualcuno può aiutarmi?
Salve, sono uno studente fuori sede che tornerà nel proprio paese di reisdenza per recarsi alle urne in occasione del referendum.Vorrei chiedere qual’è la procedura per richiedere il rimborso parziale del biglietto di viaggio, e se, anche eventuali spostamenti in pulman possano essere presi in considerazione per la richiesta di rimborso
Grazie, Giuseppe
mi sembra che l’art. 23 bis privatizzi solo la gestione dei servizi idrici, non l’acqua, per la quale tra l’altro è già prevista la forma privata altrimenti non berremmo acque di marche diverse. La gestione potrebbe essere anche + efficiente di quella pubblica a patto che non si ribaltino i costi sul popolo (per questo sono d’accordo invece a votare NO sulla scheda gialla). Affidare la gestione ad un privato non la vedo negativa a patto che i prezzi siano «pubblici», un po’ come per le strutture sanitarie convenzionate con il SSN, prestazioni pubbliche rese da private al costo del ticket mi sbaglio?
i miei saranno 4 SI,senza ombra di dubbi. Questo Paese sta andando alla rovina ma credo che anche in questa occasione, dove l’opinione pubblica dovrà dettare legge…FARANNO COMUNQUE CARTE FALSE!!!!!! Spero che sia solo una mia brutta sensazione.….
@Giuseppe: … dovresti chiedere alle FS, vedi commento 138
per BEPPE: una cosa è l’acqua degli acquedotti, l’altra l’acqua imbottigliata per la quale valgono concessioni di solito di 30 anni (concesse dalle regioni ai privati a prezzi ridicoli). Infatti io, viste le previsioni di scarsezza d’acqua potabile, cancellerei anche quelle concessioni. Nel mio paese né hanno da poco rinnovata una senza dire niente a nessuno. UN PRIVATO deve per forza alzare le tariffe del servizio acquedotto se vuole guadagnarci sopra (quindi togliendo i costi gestionali e di investimento), anche se fosse il più «pio» degli investitori del mondo, deve guadagnarci, se no lo farebbe per filantropia .… raro a vedersi tra le multinazionali e le SPA in campo. Basta leggere qualche giornale economico per vedere come questa gente vede il problema: guadagni, guadagni, guadagni.
Ciao a tutti, In queste notti di fastidio per la fiducia sul decreto ammazza referendum (omnibus) ho creato un semplice sito dove simulare il referendum che probabilmente non ci lasceranno votare.…
Venite a vota virtualmente qui: http://www.ireferendum.net
Facciamo sentire la nostra voce anche a chi non ci vuole ascoltare!
per prima cosa volevo esprimere la mia gratitudine per quello che forumcivico si impegna a scrivere, dato che in rete è difficile trovare articoli chiari come questo… Io non voto a causa della mia età ma prego tutti coloro che possono di andare a votare, come è scritto nel paragrafo a riguardo. Ricordate che le prime 3 schede non sono solo un voto, ma un modo per salvare la terra. In particolare il 3 voto, sull’energia nucleare: non avere centrali nucleari è una cosa di cui ci possiamo vantare e che possiamo sputare in faccia agli altri importanti paesi europei (francia, spagna…). Volete che l’Italia perda la sua importanza EUROPEA e MONDIALE anche in questo?
@Stella: Io ho ricevuto oggi le schede dal Consolato Italiano in Londra, bisogna essere iscritti all A.I.R.E. (Associazione Italiani Residenti all’Estero) per ricevere la scheda elettorale a casa.
Avrei preferito tornare dalle mie parti, vedere la mia famiglia e votare, ma visto che non era possibile, sono comunque felice di poter dire la mia!
@Emanuela: Ho appena ricevuto il Plico con le schede.
Grazie per l’informazione sul referendum. Vorrei esprimere la mia indignazione sulla non informazione da parte del governo attuale e vi propongo(se non lo avete già fatto) di publicizzare via facebook o altri siti il vostro forum civico per far arrivare l’informazione al maggior numero di cittadini.
Votiamo si e dimostriamo che il cervello lo teniamo saldamente in testa e non lo lasciamo certo a casa!!!
Ho appena ricevuto il plico per i residenti all’estero e devo dire che ho trovato la formulazione dei quesiti piuttosto astrusa, tant’e’ che sono dovuta andare su Internet per capire meglio. Personalmente credo che gli elettori andranno a votare, data l’importanza della questione nucleare, ma temo il rischio confusione.
ottimo articolo, grazie per la cristallina informazione!
p.s. anche io ho appena ricevuto le schede all’estero…il quesito n.3 é talmente lungo, assurdo!
Per quanto mi riguarda, il fatto di aver vissuto in vari paesi impatta sulle mie scelte.
Il legittimo impedimento lo trovo logico. Sicuramente perché sono cresciuto in Francia dove questa legge c’è da tempo.
Sono diventato contrario al nucleare mentre prima ero favorevole (perché la ritenevo una scelta obbligata). Ma adesso vivo in Svizzera e ho seguito i dibattiti qui. Ho capito che le alternative sono credibili e perché gli Svizzeri hanno deciso di uscire dal nucleare. Anzi, adesso fanno anche pressione alla Francia per chiudere le centrali alla frontiera. L’Italia potrebbe seguire anche questo esempio.
Per l’acqua invece, non privatizzarla è per me una scelta filosifica.
Ma visto che a quanto ho capito il divieto di parlare del referendum riguarda rai e mediaset, non potremmo in tantissime persone scrivere a parecchie radio famose (come radio deejay) e chiedere loro di parlare dell’argomento? non si può stare senza far niente!
Le quattro schede per i referendum sono gia‘ arrivate a molti dei cittadini italiani residenti all’estero che stanno votando per corrispondenza sui quattro quesiti.
Possono partecipare al voto anche i cittadini europei regolarmente residenti in Italia???
Grazie per questa pagina d’informazione. A leggere i testi delle schede per il referendum viene da ridere: più’ criptiche non potrebbero essere! Ma e’ possibile che non ci sia una legge in Italia che tuteli la trasparenza e che obblighi a redattare testi leggibili? Trasparenza non e’ fare la lista di tutti i codici e norme, ma dare delle informazioni chiare affinche’ i cittadini possono capire che votare senza dover avere una laurea in legge!
Vorrei che chiarissimo insieme una questione. Da tempo seguo la questione sul referendum e ho letto il parere del prof Rodota’ il quale ha fatto notare che il quesito sul nucleare e’ un bel pasticcio. Infatti alcune morme abrogano il nucleare, ma altre credo i commi 1,5,8 prevedono un suo ritorno in tempi » opportuni. Se i cittadini votano NO e’ chiaro che vogliono mantenere il nucleare. Pero’ fortunatamente credo che almeno il 70–80% sono contrari e votano SI. E qui sta l’inganno : il SI abroga le norme sulla costruzione di centrali nucleari , ma nello stesso tempo fa salva la possibilita’ al governo di ritornare al nucleare a piacimento. Ora spetta alla Suprema Corte di Cassazione risolvere il problema . Una soluzione potrebbe essere quella proposta dall’onorevole Paolo Brutti dell’ I.D.V., cioe’ fare abrogare solo gli articoli relativi alla reintroduzione del nucleare 1, 5, 8. Cio’ comportera’ perdita di tempo, perche’ bisognera’ stampare nuove schedee probabilmente il referendum sara’ rinviato. Ma secondo me , meglio rinviato che bocciato. Se il referendum non viene ammesso il comitato dei promotori adira’ la Corte Costituzionale per confitto di attribuzione tra i due organi costituzionali ( governo e comitato dei promotori )e se il ricorso e’ ammesso la Consulta potrebbe costringere la Cassazione a rendere valido il referendu, Auguriamoci buon esito e lottiamo uniti fino alla fine
@Andrea: Ci sono 159 centrali nucleari in Europa, di cui 58 in Francia, 5 in svizzera e 4 persino in slovenia. Non sei lontano, sei circondato. E poi cos’e questo atteggiamento, compro energia nucleare dalla francia cosi godo dei benefici ma non condivido al rischio? (o credo di non partecipare). Non sei che un NIMBY.
@Forum Civico: Non c’e’ cosa al mondo priva di rischio, e tutto ha un costo. Il nucleare e’ sulla via dell’obsolescenza, e purtroppo questo mio paese da operetta ha perso il tram dell’energia parecchi decenni fa, grazie anche alla miopia di benintenzionati che hanno preferito promuovere indirettamente il nucleare dei vicini o il fossile che respiriamo da settant’anni. Il voto no e’ per il paese e come per Fantozzi sedurre la signorina Silvani da pensionato: tardivo e imbarazzante. Il si e come uno di quei cartelli di comune denuclearizzato che si vedono in migliaia di giurisdizioni che nuclearizzate non sono state mai. E’ la pudicizia dei brutti, e’ il veganismo del pescatore incompetente. Triste e scontato. Qui nella culla del capitalismo selvaggio, nel regno del petrolio, (dove pure ci sono 104 centrali nucleari) io mi abbono alla fornitura elettrica 100% eolica (azienda privata ovvio) e pago la differenza. E voi che fate, a parte parlare?
Purtroppo non potrai votare personalmente, a meno che non tornerai in Italia. Pero
puoi aiutare a far votare qualcuno che eresidente all’estero: passa parola, fai qualche telefonata, scrivi ai giornali locali, scrivi nei blog ! Il tempo stringe: c’e‘ tempo solo fino al 7 Giugno ! (contando due giorni per la posta)All’estero abbiamo gia‘ ricevuto le 4 schede per votare.
Se evitassero il referendum sul nucleare ora, sarebbe come far votare 4 referendum domenica, e il lunedi solo per 3 e buttare a mare le urne. Come in Asterix in Corsica. @daniela7067:
Be
, non mi sembra: la Svizzera ha deciso di non costruire nuove centrali nucleari e non sostituire quelle che ha. Lo stesso per la Germania. La Francia ein posizione dominante in quanto a energia nucleare in questo momento, euna decisione strategica voluta tempo fa, ma non stanno costruendo nuove centrali. Il movimento contro il nucleare etrans-nazionale mi sembra. Sarebbe invece molto bello far partire una specie di «manhattan project» Europeo, ma sulle energie alternative. La cosa che piùmi spaventa nel mio orticello italiano ela corruzione: se non siamo capaci di smaltire i rifiuti normali di Napoli, o quelli speciali de La Maddalena, pensiamo davvero di essere in grado di maneggiare i rifuti nucleari ? Se a L’Aquila hanno messo la sabbia di mare nel cemento dell’ospedale, siamo poi sicuri che non faranno lo stesso per il cemento delle centrali ? Tutti a votare SI per dire NO al nucleare in Italia. I residenti all’estero stanno gia‘ votando! @Nazza:@Emanuela: Anch’io sono residente in Chile ma a tutt’oggi non ho ricevuto alcuna busta riguardante il referendum.Che devo fare il mio consolato sta a Santiago oltre 120Km di distanza. Grazie.
@celine: No, purtroppo il referendum e‘ riservato ai cittadini italiani maggiorenni, non ai cittadini europei residenti.
@Andrea: Grande Andrea!! Condivido quanto scritto su FB che fa sempre bene!! ;)
@Carmelo: Manda un e-mail al consolato, magari mettendo in cc un deputato di tua scelta Suggerimenti (IdV): niccolo
rinaldi-office
europarl
europa
eu
rota_i
camera
it
Rinaldi ha parlato con Napolitano sulla mancata consegna delle schede del referendum. http://www.italiadeivalori.it/home/news/latest/5301-referendum-rinaldi-idv-da-italiani-nel-mondo-appello-a-napolitano
Consolato di Santiago: Indirizzo: Calle Román Diaz 1270 — Providencia — Santiago Telefono: +56.2.4708.400 Fax: +56.2.4708.470 E-mail: consolato
santiago
esteri
it
@roberto: Il modo c’e‘: diventa rappresentante di lista:
http://www.sireferendum2011.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135&Itemid=88
@Andrea:
guarda che il tuo commento sul nucleare è sbagliato: se sei contrario vota NO
Io non pretendo di essere il più’ al corrente di questi dibattiti, ma essendomi informato un po’ sulle varie questioni io ho deciso di votare No, Si, No, Si.
il referendum è uno strumento democratico di altissima valenza ma, a mio avviso, scarsamente esplicato al popolo e reso per tanto, spesso, non utilizzato nè capito. D’altro canto condanno i nostri governanti che abusano regolarmente della loro autorità — dimenticandosi troppo spesso dei loro mandanti!essi infatti oltre a sperperare denaro pubblico chiamando al voto in due tempi distinti ( 400.000.000 di euro persi! ), scelgono come date utili i fine settimana estivi, non di certo quelli di novembre o febbraio! ciò significa che conoscono bene gli italiani e sanno che il richiamo del mare è più forte del senso di responsabilità dovuto per essere chiamati cittadini! e qui è un doppio oltraggio perchè non raggiungere il quorum e fare di tutto perchè ciò avvenga, è una beffa e un ulteriore spreco di denaro. Il mare non scappa, il nostro futuro si. Abbiamo bisogno di rinnovarci e non farci prendere più per il naso. Votiamo!
Salve a tutti, avrei bisogno di un’informazione. Io da agosto vivo a Londra dove frequento un master universitario.. Non sono iscritto all’AIRE e non ho la residenza qua in quanto resterò qua il tempo necessario x terminare gli studi e poi rientrerò in Italia.. inoltre non ho neanche un domicilio «ufficiale» (un contratto, tanto x intenderci) in quanto ho una stanza in sub-affitto in casa con altra gente. Ho però dei documenti bancari e universitari che qua in UK valgono come prova di domicilio… E’ possibile che io riesca a votare da qui? E nel caso cosa devo fare? Grazie, Federico.
Sono svedese e vivo in italia dal 1992 posso votare il referendum ?
.…per il SI o per il NO.…andiamo a votare…se votiamo SI, hai molti punti di vantaggio nei confronti di quelli che per partito preso.…possono anche decidere di «suicidarsi»…!! …io dico che è limitativo sostenere che «non vogliamo le centrali nucleari in Italia»…dopo i referendum…con la vittoria del Si…speriamo…!!!.ma anche se passerà il NO.…dovremo incominciare una battaglia,prima contro le centrali europee affinchè chiudano…TUTTE !!!! (come ha già deciso la Svizzera e la Germania)…per rivolgerci all’intero Globo.…o finireme tutti «arrostiti».…!!! Alle nostra generazione forse può non interessare.…ma quelli che verranno dopo di noi…non potranno che ringraziare i loro avi per il beneficio che avremo lasciato loro.…AUGURI a tutti noi…!!
Tutti i paesi più’ industrializzati del mondo (compreso gli emergenti) hanno costruito centrali nucleari! hanno usufruito di energia a basso costo e si sono resi indipendenti per il fabbisogno energetico! in italia, grazie alla sinistra abbiamo perso 30 anni di tempo, siamo dipendenti dagli antri paesi vicini, francia, svizzera, germania ecc… (tutta europa ha le centrali nucleari) abbiamo acquistato da loro le loro eccedenze produttive a caro prezzo! Pensate davvero che la ns. industria possa essere alimentata con i pannelli solari??? o con le pale eoliche??? siete poveri illusi! saremo sempre dipendenti dagli altri pagando a caro prezzo l’energia e rischiando come se avessimo le centrali sul ns. territorio. senza contare la deturpazione del paesaggio da nord a sud con distese di pale eoliche e di pannelli solari. il nucleare e’ necessario e va fatto! se tutti i paesi industrializzati hanno optato per il nucleare un motivo c’era; e che solo in italia siamo stati i più’ furbi di tutti nn ci credo. non perdiamo anche questo treno altrimenti si resta a piedi!!! il giappone stesso continuera’ ad utilizzare le centrali nucleari!! non vi chiedete come mai????
@Franco:
Sig. Franco, glielo vada a dire alle madri di Fukushima che stanno misurando il livello delle radiazioni (nascosto dal governo, che pure è meglio del nostro), perché sanno che fra venti trent’anni i loro figli moriranno tutti di cancro.
http://www.forumcivico.it/radiazioni-fukushima-essere-mamme-che-misurano-radiazioni-bimbi-479.html
Tutto va bene, finché i nostri bimbi non vengono messi nel reparto chemioterapia.
Le ha viste le foto di Chernobyl?
Vada un po’ qui (su questo stesso sito): http://www.forumcivico.it/disastro-nucleare-chernobyl-25-anni-dopo-34-foto
E se uno di quei poveri cristi fosse suo figlio, o un suo caro, cosa direbbe?
Se siamo degli esseri umani, la salute dei nostri cari è infinitamente più importante di qualsiasi logica economica o politica. Infinitamente.
Che pena, che vergogna. Possibile che non riusciate ad essere apartitici ma sempre e comunque schierati? Speravo di trovare, almeno una volta (e dico una sola) un sito che si limitasse ad illustrare i quesiti senza commentare.
Cittadina comunitaria (tedesca)da più di 25 anni residente in Italia e iscritta alle liste elettorali. Posso votare per il referendum?
sono rumena,ho la residenza italiana da 3 anni e ho gia’ votato per il consiglio europeo. posso votere per il referendum?
Io vivo in Francia ai 11 km di una centrale nucleare. finora, io non vivo nella paura di una catastrofe nucleare, sarebbe insopportabile. Ma c’è una recrudescenza del cancro. Si tratta di una causa ed effetto? Il fatto è che nonostante la mia presa di posizione contro il nucleare. I nostri paesi industrializzati, dipendono sempre più energia elettrica. I pannelli solari o eoliche non sono una risposta efficace a questa corsa al consumo, essi creano altri problemi ambientali. La Germania ha deciso di chiudere le centrali nucleari nel 2022 (rappresenta il 25% della loro produzione). Come faranno a sostituire quella di produzione? Con l’acquisto di questa energia elettrica all’estero, particolarmente in Francia. Quindi nessuno vuole il nucleare, ma tutti vogliono comprare l’energia nucleare. E ‘per me una contraddizione.
Perdonato prima del mio approssimativo italiano
possono votare i rumeni residenti in italia e nel caso affermativo cosa devono richiedere al Comune di residenza e in quali termini. grazie
Ho cercato su internet delle spiegazioni che fossero oggettive e sono finito su questo sito… chiaramente un errore visto che di «oggettivo» c’è ben poco.
Questo sito mi sembra decisamente schierato…
@G. Zanardi: @G. Zanardi:
«La legge n.470 del 1988 stabilisce che tutti i cittadini italiani che trasferiscono all’estero la loro residenza devono, entro 90 giorni dalla data di arrivo nel Paese di destinazione, fare apposita dichiarazione presso il competente Ufficio consolare. Anche chi è emigrato prima dell’entrata in vigore di questa legge deve iscriversi. »
Per @Federica: Purtroppo i residenti COMUNITARI possono votare per i sindaci e le europee, ma non per i referendum.
In questi casi convincere un altro elettore ad andare a votare è un po’ come votare .…
@Paolo:
Per un articolo «obiettivo» sarebbe meglio leggere WikiPedia. ForumCivico è una testata giornalistica, e come tale deve esprimere una posizione.
Sempre cercando però di distinguere tra posizione e parere, come il sig. Giovanni (commento n. 61) giustamente diceva.
Venite a vedere questa pagina: c’è ben spiegato il referendum e i quattro quesiti, assieme a video e link
http://mopc.altervista.org/referendum1213giu11/
@Federico:
FEDERICO non sono pienamente d’accordo con quello che dici…prima di tutto vorrei precisare, se non sbagli, che nel quesito 1 riguardante la privatizzazione dell’acqua si parla anche di privatizzare i mezzi di trasporto pubblico!!! vorrei dirti che in alcuni paesi in cui è stata privatizzata l’acqua ora stanno messi veramente male (mi sono contenuto)…Per cui io voterò SI al 1 e 2 quesito, visto anche che i mezzi pubblici che ci sono da me (periferia di roma) sono pivati e fanno ogni volta come gli pare!!! Infine IL TUO NO al NUCLEARE pensi veramente male!!! immaginati i soli costi per riconvertire le ex centrali nucleari e per costruirne di nuove!!! esistono molte energie rinnovabile utilizzabili in italia come quella GEOTERMICA!!! sfruttando la sola isola/vulcano di stromboli sfameremmo di energia tutto il mezzogiorno!!! quindi non venitemi a dire che non ci sono alternative ad un’energia sporca, nociva e ingestibile come quella nucleare!!! IO VOTO SI!!!
Avrei una domanda…ho sentito dire che dopo quanto deciso dalla cassazione il quesito sul nucleare cambierà il modo in cui verrà esposto ai cittadini «cambiando» cosi il suo significato e che votare si o no alla fine non cambierebbe nulla ! è vero??? cosa è cambiato? CMQ a tutti coloro che dicono che non ci sono alternative plausibili al nucleare e che tanto siamo circondati da paese nuclearizzati, che in italia abbiamo un terreno tra i più fertili per sviluppare un’energia rinnovabile di ultima generazione! un esempio??? l’ENERGIA GEOTERMICA sfruttando l’isola/vulcano stromboli e grazie ad essa si sfamerebbe il fabbrisogno dell’intero mezzogiorno!!! altro che nucleare!!! poi vogliamo parlare dei costi per riconvertire le ex-centrali nucleari e per costruirne di nuove???!!!! UN’ultima cosa il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica se non sbagli riguarda anche la privatizzzione dei mezzi pubblici di trasporto! e fatevelo dire da me (periferia nord di roma) abbiamo il servizio dei trasporti privato e fanno come gli pare!!! e cmq coloro che dicono che voteranno NO al primo quesito gli consiglierei di andarsi a informare di quei paesi e di quelle città italiane che hanno l’acqua privata e si sono ritrovati i rubinetti chiusi!!! poi non parliamo della situazone che si è trovata nella mia borgata!!! ora vi spiego: a causa di una perita d’acqua dai tubi si è creata una voragine enorme e le persone che abitavano nelle case vicine sono dovute andarsene e ora sono senza casa! sono più di 3 anni che la situazione è ferma e quelle persone non possono tornare a casa loro! e nessuno si prende le proprie responsabilità!!! il privato non è sempre meglio del pubblico!!!
Finalmente uno che dice una cosa sensata… a chi non vuole il nucleare, potrei dire «preparate le candele»… non potete avere la botte piena e la moglie ubriaca SVEGLIATEVI
Proviamo a rispondere a @Patrick:
L’energia in effetti non è un tema semplice da spiegare in due parole. Però come spesso accade su altre questioni i discorsi «ufficiali» o le ricette che vengono proposte dalle persone che «contano» sono «drogate» da logiche molto spicce, ad esempio economiche di gruppo. In America, in modo trasparente, le chiamano lobby. Evidenziamo solo un aspetto: pensate al petrolio. Pensate a quanti anni sono stati persi per fare ricerca ed investire su altre forme energetiche e sul tema ancora più trascurato dell’aumento dell’efficienza energetica o la riduzione del consumo energetico. Provate a rispondere a questa domanda: nel passato eravamo impegnati ad affrontare il tema ENERGIA con razionalità e senso di responsabilità per le sorti delle future generazioni od eravamo (erano) impegnati a vendere petrolio? La Germania ha deciso di abbandonare le sue numerose centrali. Sono pazzi? Forse vogliono invece imporsi come paese «esemplare» (alcuni dicono in inglese leader) capo fila di nuove tecnologie che da anni sono viste come una concreta soluzione anche in vista degli sviluppi occupazionali che può dare.
Comunque la discussione è aperta. L’importante e porsi domande. Ognuno trovi la propria risposta, informandosi e studiando i problemi.
Ho letto che per motivi di malattia si puo’ votare a casa se fatto domanda entro 20 giorni. Chi si e’ ammalato dopo? X esempio io mi sono operato lunedì e fino al 15luglio non posso muovermi dal letto deduco che non potro’ esercitare il mio diritto di voto? E allora dove sta questo diritto. Chiedo gentilmente conferma della mancanza di possibilità grazie. Leonello
@Franco: ed @Patrick: non c’è bisogno di candele nè di nucleare..le energie alternative,le rinnovabili bastano ed avanzano in un Paese come il nostro dove si può ricavare un sacco di energia dal sole,un sacco di energia dall’eolico ed un sacco di energia geotermica dai vulcani:perchè non sfruttarle? Vediamo i problemi sollevati da chi vuole il nucleare(o comunque critica le rinnovabili): 1)«i pannelli fotovoltaici distruggono il paesaggio»:vero,ma basterebbe metterli sui tetti o sulle pareti esterne dei palazzi per evitare le distese di pannelli.Questo renderebbe ogni palazzo indipendente quindi non ci sarebbe bisogno di creare «centrali solari».Inoltre i condomini non pagherebbero l’energia quindi non credo che sarebbero contrari a farlo. 2)«le pale eoliche distruggono la bellezza di un paesaggio»:perchè,una centrale nucleare la esalta?personalmente preferisco avere una distesa di pale eoliche-innocue-piuttosto che una centrale nucleare-dannosa a lunghissimo termine-. E poi sì,le industrie possono essere alimentate con tali risorse,basta utilizzare sistemi di efficenza energetica. Inoltre la questione che mi preoccupa più di tutte è:come e dove smaltiremo le scorie,visto che abbiamo problemi a smaltire le bucce di banana? Comunque credo che la nostra salute,la salute dei nostri figli e dei loro figli sia la cosa più importante,solo questo ci deve guidare quando voteremo! Infine:dove le mettiamo le centrali nucleari in un Paese,come l’Italia,ad alto rischio sismico?Le uniche zone «tranquille» sarebbero la sardegna e zone vicino alle alpi(date un’occhiata alla classificazione sismica sul sito della protezione civile),e mi è sembrato di capire che i governatori di tali regioni non vogliono le centrali:come la mettiamo?
Rispondendo a @Radix57: Anche io vivo in Francia, ho votato ai referendum italiani. Svizzera e Germania hanno deciso di non costruire nuove centrali. La Francia ha puntato tanto tempo fa sul nucleare, potrebbe fare altrettanto. L’Uranio utilizzabile tra 40 anni finira
, anche la Francia dovrariconvertirsi. Abbiamo una bellissima centrale a fusione nucleare da 3.8×1017 GigaWatt, e‘ di tutti e si chiama Sole. A noi in Europa arrivano «solo» circa 200 W in un solo metro quadro. Cerchiamo di usarlo bene e di riconvertirci al solare.Giriamo questa lettera di Dario
«Salve, premesso che il 12 Giugno andrò certamente a votare e che per tre dei quattro quesiti senz’altro voterò «SI», vorrei esprimere i miei dubbi relativi al primo di questi. Condivido senza riserve l’idea di chi ritiene l’acqua il bene pubblico o comune per eccellenza, essenziale com’è per la vita. L’accesso al servizio idrico, data la natura del bene di cui si tratta, dovrebbe essere tenuto al di fuori delle logiche di mercato; il prodotto acqua dovrebbe essere fornito a tutti e nella migliore qualità possibile (non dovrebbe forse essere così anche per il cibo?). L’attuale sistema è capace di garantirci tutto questo? Assolutamente NO! Controlli carenti, rete idrica «colabrodo», gestione dei consorzi idrici (partecipate pubbliche) affidata a personaggi inetti e incompetenti dai soliti politici a fini clientelari… Questo modo di gestire non ci tutela al pari, se non più, di quanto farebbe un sistema privato. Perché le opposizioni mirano a politicizzare questo tema? Perché non viene fatta una proposta di legge che miri a modificare il sistema di gestione attuale, mantenendolo pubblico ma assicurando i controlli necessari? A malincuore voterò NO al primo dei quattro quesiti, e non perché ritenga giusto l’affidamento a privati dei servizi idrici che si paventa; il mio sarà un voto di protesta contro l’immobilismo… qualcosa deve cambiare e se fin’ora non siamo stati capaci di farlo garantendo la pubblicità (come carattere del servizio) del sistema , forse quello che meritiamo è un servizio privato, con tutto ciò che comporta. Grazie»
Scusate ma io nom ho capito se l’acqua tutt’ora e privatizzata o no e poi quali «rischi» comporta la privatizzazione dell’ acqua pubblica?
Giriamo questa lettera del Sig. Saverio D’Auria:
Informazione per gli elettori all’estero:
Noi elettori all’estero abbiamo votato (per chi era informato), ma altri non sanno ancora di cosa si parla.
Potreste dare la notizia che si ha tempo per votare fino al 7 Giugno, in modo che la lettera arrivi al Consolato entro il 9 Giugno ore 16?
È così difficile informare gli italiani, figuriamoci quelli all’estero! ma non demordiamo. Votare e‘ un diritto fondamentale, come l’informazione, che deve essere semplice e chiara:
Deve arrivare al Consolato entro il 9 Giugno ore 16
Tradotto. I buoni e veri ambientalisti voteranno SI. I cattivoni che vogliono che si speculi su tutto voteranno NO. Avete presente il significato della parola parzialità? Ci entrate in pieno.
[Sig. Formaldeide (ma è davvero questo il suo vero nome?) il suo parere è simile ad alcuni altri (per esempio, il Sig. «CiccioPasticcio», al commento n. 2). Se vuole, legga, tra i molti contributi al riguardo, le osservazioni ai commenti n. 3 e n. 4]
Ciao, i miei nonni sono molto anziani e fanno fatica a camminare,anche se non presentano nessun tipo d’invalidità grave (amputazione, paralisi, handicap…). Ho deciso d’accompagnarli presso il seggio in modo che possano esercitare il loro diritto al voto. Ma il loro seggio si trova al secondo piano di una scuola priva d’ascensore e non se la sentoni di fare le scale. Quali soluzioni esistono per farli votare? Possono farsi accompagnare dal presidente di seggio e votare in un seggio diverso dal loro?
cosa né fanno dei voti di quelli che hanno già votato prima che la corte costituzionale modificasse il referendum? Le fanno contare come quorum? dato che il consolato ci ha inviato le schede troppo presto, e mi stupirebbe che possa avere il tempo di mandarci delle nuove schede.
Buongiorno, vorrei fare 4 domande «pro-NO» alla redazione, una per referendum. Vuole essere uno spunto di dibattito e non sterile polemica; 1) la legge oggetto di abrogazione garantisce il concorso tra pubblico e privato. vincerà il più efficente. perchè bisognerebbe abrogarla? 2) perchè bisognerebbe abrogare la remunerazione di un servizio reso?(fermo restando che la parte di norma non abrogata contiene quanitficazioni non misurabili come «qualità» e «adeguamenti necessari« 3) la norma prevede il nucleare come possibilità e non come unica alternativa. perchè abrogarla? 4) la norma prevede la sospensione della prescrizione in caso di utilizzo del legittimo impedimento, in sostanza i ministri ed il presidentre hannoi la possibilità di ritardare(magari col tempo emergono anche nuove prove a loro carico) ma non di evitare il processo. è così necessaria l’abrogazione?
*Rispondiamo in calce per chiarezza .…. i commenti sono ormai molti. 1) e 2) Si vuole abrogare la parte di legge che IMPONE la privatizzazione, non la gara tra publico e privato, e garantisce un margine di utile (oggi al 7%) da caricare sulle tariffe nonostante nel mercato libero l’impresa non abbia mai garantiti gli utili. I promotori del referendum partono da una proposta di legge di iniziativa popolare rimasta inascoltata. Si veda articolo specifico. Quello che si afferma è che il servizio idrico non possa essere visto e gestito come un qualsiasi servizio offerto dal mercato. Prima di tutto perchè è un monopolio naturale (la rete idrica è una e quindi non può esistere la «concorrenza»: chi mette le mani sul servizio alla fine fa il «buono o cattivo tempo». A questo si aggiunge la convinzione che per il tipo di «bene» di cui si tratta (l’acqua considerato bene essenziale non mercificabile) non si debba applicare una logica «industriale», ovvero di semplice merce, ma una logica di servizio pubblico da garantire a prescindere dalla capacità economica del cittadino di pagarlo (di fronte alla drammatica possibilità di scarsità d’acqua la daremo a chi offre di più?). Già ora, con servizi idrici gestiti da spa (cioè figure giuridiche che guardano ai dividendi come una ineluttabile necessità) anche se a maggioranza pubblica, si hanno casi di chiusura dei contatori per morosità. Se è un bene vitale, un minimo deve essere comunque garantito. Alcuni questa logica la marchiano con il termine «economia da Soviet» altri la considerano solo un fattore di «civiltà» o «umanità» o «solidarietà» o «giustizia» o «buon senso» che dir si voglia (vedi anche posizione della Chiesa in merito). Quindi gestione pubblica (legata al territorio e alla partecipazione dei cittadini) ed escludendo la possibilità di poter fare «la cresta» sul servizio, ovvero non deve produrre margini di guadagno che qualcuno intasca e non reinveste nel servizio stesso. Pubblico o privato che sia. 3) Il referendum nasce dal concreto intento del governo di rilanciare il nucleare in Italia. L’obiettivo è non solo di fermare questo programma, ma di impedirne lo sviluppo anche per il futuro, stante l’attuale quadro tecnologico e di problemi irrisolti (vedi scorie). 4) Il suo ragionamento non tiene conto di un sistema in cui le prescrizione dei reati, nonostante alcuni definiscano i tempi concessi alla magistratura eccessivi, siano una realtà imbarazzante. Per non parlare delle enormi difficoltà per una persona comune, anche se innocente, di districarsi e di sostenere i costi di un sistema giudiziario che spesso solo a parole garantisce una legge uguale per tutti.
Di sicuro un semplice referendum non basta per cambiare le cose, ma serve per dare segnali forti, di indirizzo.*
@formaldeide:
Guardati ben bene questo video: Menzogne e verità nascoste sul disastro nucleare di Fukushima
Io darò un SI netto sul nucleare e sul legittimo impedimento, ma vorrei capire meglio la questione dell’acqua perchè i due punti non mi sono molto chiari e vorrei che qualcuno me li spiegasse meglio.
Il primo quesito sull’acqua parla di «Modalità di affidamento e GESTIONE dei servizi pubblici locali di rilevanza economica», si vota quindi per affidare la gestione dei servizi idrici a privati, quindi la PROPRIETÀ resterebbe pubblica, o sbaglio?
Ora mi chiedo, se per questo quesito passasse il NO, in che modo inciderebbe sul nostro paese? Quali sono i pro e i contro?
Riguardo al secondo quesito sull’acqua, questo recita «Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma». Ecco questo è il punto che mi è davvero poco chiaro. Dico se al primo quesito passasse il NO e a questo il SI, non pagheremmo alcuna tassa?
E poi mi chiedo ancora, se una tassa del genere, che se non ho capito male cambia da persona a persona in base al consumo dell’acqua che ognuno di noi fa, non andrebbe a risanare in parte il debito pubblico che incombe su ognuno di noi?
Ammetto di non essere molto ferrata in materia e mi scuso nel caso abbia scritto delle cavolate, ma votare è prima di tutto un dovere che un diritto, e per questo vorrei capire bene per cosa sono chiamata a votare.
Vi ringrazio in anticipo e vi chiedo gentilmente di fornirmi delle risposte che non riflettano la vostra presa di posizione.
Molly
Salve.… relativamente alle centrali nucleari ‚a tutt’oggi ‚sono contraria per questa serie di motivi: 1)La centrale costruita con le attuali tecnologie,dovrà comunque essere dismessa,noi abbiamo il problema di eliminare i rifiuti urbani, figurati quelli radioattivi Ricordo che noi abbiamo due centrali nucleari una a Latina ed un’altra non ricordo dove, che non funzionano da tanti anni. 2) Il Giappone ha 22 centrali nucleari e solo una è stata distrutta dallo tsunami. Sicuramente, e ‚lo abbiamo visto tutti in tv ‚le abitazioni e le aziende in Giappone, sono costruite con tutti gli accorgimenti possibili ed immaginabili.Cosa che da noi non sempre avviene.
@molly: Penso che già dal commento #210 hai una prima risposta. Comunque da quello che ho capito non abrogando questa legge c’è chi potrebbe trarre un profitto dall’acqua, invece di compensare semplicemente i costi per la distribuzione. Ad esempio è l’acqua potrebbe avere un costo come quello del petrolio che varia nel tempo a seconda di quello che succede nel mondo. Quello che non so è se l’acqua non viene privatizzata (Vince il SI al 1°), ma rimane questa legge(Vince il NO al 2°) chi potrebbe guadagnarci i comuni?
una domanda… mi spiegate per quale motivo un referendum che rispetti il sacrosanto diritto di liberta’ democratica, debba tener conto, per il raggiungimento del quorum di validita’, (25 milioni di votanti come sopra riportato)anche di coloro che democraticamente liberi per diritto hanno scelto di votare no? per essere valido il referendum abbisogna del raggiungimento del quorum per cui sia valido e nel numero dei 25 milioni di votanti non deve essere calcolato anche coloro che votano no…se il referendum non raggiungera’ il quorum dei 25 milioni di votanti (me lo auguro di tutto cuore) decade il tutto, ma allora fate prima a dire a chi vota no di non andare a votare perche’ e’ assurdo e incoerente , oltre che in contrasto con i principi di liberta’ e democrazia, dire a una persona che sia per diritto legettimo, democraticamente contraria al referendum e che quindi voterebbe no, ma comunque col suo voto favorira’ la validita’ dello stesso per cui successivamente possa essere approvato a maggiornaza dei si eventuale cio’ che esso propone…siamo sul serio il paese delle banane e più’ che ridere facciamo piangere…se l’erba del tuo vicino ha il nucleare e tu non puo ifarci nulla (vedasi la francia) e poi fai un referendum per disapprovare i cio’ cche il tuo vicino ha installato nel giardino, almeno non essere vergognoso da acquisttargli cio’ che lui produce grazia a quello che hai ampiamente disapprovato…siamo contrari al nucleare .… ok né abbiamo il diritto, ma almeno poii non acquistare la corrente elettrica da chi dla nucleare la produce! e ci fat epure propaganda pro referendum??? io la farei piuttosto propaganda contro chi acquista energia prodotta dal nucleare…prima siamo li sovvenzioniamo pagandogli energia prodotta dal nucleare e poi facciamo i referendum contrari, semmai un referendum serio sarebbe dovuto essere: «volete voi, che il vostro arrogante e indecente paese, che ti ruba soldi tutti i giorni, la smetta di prenderti in giro comprado energia elettrica prodotta dal nucleare??» sarebbe stato meno infantile direi…qualsiasi referendum e’ antidemocratico…quindi sia chi vota si che soprattutto chi vota no non dovrebbe andarci perche’ rispetta soltanto una volonta’ , in quanto non ha senso andare oer votare no ha solo senso per andare a votare si ma allora se sei un democratico non dovresti neppure andare a votare per il si perche’ sai che i diritti di chi voterebbe no non sono rispettati in maniera democratica…io non ci gioco a calcio contro chi e’ indebitamente sfavorito essendo privato di un giocatore sin dall’inizio della partita e’ antisportivo al massimo…siete contrari al nucleare? ma non sapete neppure quante vittime ha fatto? in giappone non e’ colpa del nucleare lo sanno pure i sassi, se un terremoto del genere fosse avvenuto qui, e potrebbe accadere benissimo dato che siamo una zona ad alto livello sismico quasi come il giappone sarebbe successa una strage e forse molti di noi non avrebbero neppure potuto scrivire su questo lecito forum…allora prima di criticare il governo giapponese perche’ non andiamo a vedere come hanno fatto a convivere giorno e notte con slancio e normalita’ in condizioni di terremoti tipo quello recente che abbiamo avuto all’aquila e che se capitato in giappone li avrebbero fatti ridere…andate a dirlo a questi se gli interessano di più’ le centrali nucleari o quelle idroelettriche? il 9 ottobre 1963, ad una frana caduta dal versante settentrionale del monte Toc, situato sul confine tra le province di Belluno (Veneto) e Udine (all’epoca dei fatti, ora Pordenone, Friuli-Venezia Giulia), staccatasi a seguito di un inopportuno innalzamento del lago artificiale oltre quota 700 metri (slm), che combinato a una situazione di abbondanti e sfavorevoli condizioni meteo (forti precipitazioni), e sommato a forti negligenze nella gestione dei possibili pericoli dovuti al particolare assetto idrogeologico del versante del monte Toc, innescò il disastro. Alle ore 22.39 di quel giorno, circa 270 milioni di m³ di roccia (un volume quasi triplo rispetto all’acqua contenuta nell’invaso) scivolarono, alla velocità di 30 m/s, nel bacino artificiale sottostante (che conteneva circa 115 milioni di m³ d’acqua al momento del disastro) creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda di piena tricuspide che superò di 100 m in altezza il coronamento della diga e che, in parte risalì il versante opposto distruggendo tutti gli abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso, in parte (circa 25–30 milioni di m³) scavalcò il manufatto (che rimase sostanzialmente intatto seppur privato della parte sommitale) riversandosi nella valle del Piave, distruggendo quasi completamente il paese di Longarone e i suoi limitrofi[2]. Vi furono 1917[3] vittime di cui[4] 1450 a Longarone, 109 a Codissago e Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 originarie di altri comuni[5]. Tra i più piccoli comuni per popolazione del Veneto Erto e Casso (Pordenone) , è noto soprattutto per la presenza di un’importante centrale idroelettrica funzionante grazie alla diga che forma il lago artificiale della Val Galina…Per soddisfare la necessità di elettricità di industrie nazionali si fece avanti l’idea della costruzione di una diga. Venne scelta come zona per ospitare il progetto la Valle del Toc situata fra il Friuli ed il Veneto e di cui fa parte il paese di Longarone nel Bellunese VI DICE NIENTE? Direte voi .. «ma questo è un caso isolato di 50 anni fa… ok .… però trovatemi qualcosa di drammaticamente almeno simile causato da una centrale nucleare perchè quel bacino serviva principalmente per alimentare la centrale idroelettrica.
@molly: molly ha scritto:
Ti copio il link dove puoi trovare il testo integrale dell’art. 23-bis, cioè quello che il primo quesito referendario vorrebbe abrogare: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
La risposta alla tua prima domanda è NO. Le risorse acquifere rimarrabbero pubbliche. Un po’ come le spiaggie, il cui diritto di gestione è stato recentemente esteso ai privati per vent’anni, ma rimangono di proprietà dell’Agenzia del Demanio.
La risposta alla tua seconda domanda è NO. Si rimarrebbe alla situazione attuale, in cui ogni utente paga in proporzione alla quantità d’acqua che usa. Naturalmente, parte dei guadagni verrà versato allo Stato sottoforma di imposte. Il quesito n°2 permette solo ai privati di incrementare il prezzo dell’acqua per ottenere un guadagno aggiuntivo sul capitale investito. Per come la vedo io, è un provvedimento che favorisce solo le rendite da capitale e non comporta alcun miglioramento del servizio.
Eccoci ritrovati al referendum. La destra per il no e la sinistra per il sì. Ma la ragione… Dove l’abbiamo messa?
Lasciando perdere cartelloni, slogan e qualsiasi tipo di pregiudizio, analizziamo ciò che sta accadendo. Secondo voi il governo è così ostinato a promulgare un referendum sull’acqua privatizzata per intralciare ancor di più l’economia e il reddito degli abitanti? Credo proprio di no… Tutti sono allarmati:«L’acqua non sarà più un bene comune… è una cosa che appartiene a tutti…» e via discorrendo. Infatti la moltitudine pensa che i costi aumenteranno, ma… Ricordiamoci che praticamente tutti i paesi dell’UE possiedono l’acqua privatizzata. Ma cos’è allora l’acqua privatizzata? Non è altro che l’affidamento a società private della gestione dell’acqua con i relativi bandi di gara. Quindi questi bandi di gara presuppongono addirittura un abbassamento del costo (seppur minimo) per agevolare i comuni. Inoltre si andrebbero a cancellare quella moltitudine di illeciti che sono presenti nella gestione dell’acqua e il sistema diventerebbe più «ordinato» e sicuro.
A voi l’ardua sentenza!
Intervento ben fatto e utilissimo. Lo condivido volentieri. Grazie
volevo sapere…se io decido di votare per uno ‚due ‚tre quesiti…chiaramente un mio si o un mio no non influisce sugli altri?per esempio se voto si per il nucleare e decido di non votare un altro quesito quel mio si li’ non influisce su l’altro vero?
[(Nota da ForumCivico): No, un voto non influenza gli altri, né come quorum, né come risultati]
Salve a tutti, volevo fare un paio di considerazioni,partendo dalle questione che mi sta più a «cuore» e che secondo me,è anche quella di maggior rilevanza..dicasi «privatizzazione della gestione del servizio idrico»..questa,a mio avviso,è una cosa da evitare ASSOLUTAMENTE.Signori..qui parliamo di ACQUA..un bene primario di assoluta necessità.E rabbrividisco nel vedere tante persone cosi ben disposte a lasciar un simile bene in mano ad ignoti e non meglio precisati investitori privati,ad ignote e non meglio precisate condizioni..non so voi,ma da quello che ho letto io in proposito né deduco che il risultato sarebbe quello «non di privatizzare l’acqua in se,ma SOLO la sua distribuzione»..concetto che onestamente,per me non vuol dire NULLA,se non che «vuoi acqua?Paga come quando e quanto dico io,a seconda di come mi gira e/o conviene.» Siamo sicuri di voler fare diventare una risorsa indispensabile una merca da supermercato???Perchè gente di questo si tratta,né più né meno..soprattutto,è un bene a differenza di altri,che non presenta alternative possibili,e che se ci pensate,è pure tra i più utilizzati..non c’è che dire,sarebbe davvero una mossa GENIALE,a mio modesto parere..a chi dice «meglio il privato,per evitare che nel pubblico si infiltrino i parenti amici amicici e conoscenti vari del politico x o Y» vorrei chiedere..e secondo voi questo non sarebbe possibile con l’inserimento di privati?Curiosità mia..ma credo proprio non cambierebbe nulla da quel punto di vista..non scherziamo sull’acqua,potremmo davvero pentircene amaremente,ed a vuoto,a quel punto.Per concludere,invito tutti i favorevoli al NO ad informrsi sulla situazione della privatizzazione nelle zone di Latina e dintorni,tanto per dirne una,tanto per farsi un’idea concreta ad oggi delle possibili conseguenze,giusto un’idea,ma che ad oggi secondo dovrebbe valere molto più di mille ipotesi di cui AD OGGI,non si sa nulla.Detto ciò,l’altra mia considerazione riguarda il nucleare..sono totalmente d’accordo con la maggior parte dei pareri espressi CONTRO la realizzazione di tali impianti..nucleare in Italia=SUICIDIO.Domanda..vedreste di buon occhio una centrale nucleare che so..in Abruzzo,ad oggi..?O in Campania..?Senza offesa per le regioni nominate,è solo che sono tra le più tristemente note per diversi fatti di cronaca odierna e non e per diversi fattori,vi fidereste?Io,manco se scendessero i Santi a costruirle..li,come ovunque sul restante territorio italiano..e poi,in ogni caso,sarò ignorante a porre questa domanda,ma siamo SICURI e CERTI che tali impianti ci garantirebbero,oltre alla sicurezza degli stessi e nello smaltimento dei rifiuti,anche un vero e concreto risparmio sull’energia?Io non né sono cosi sicuro..
@G. Zanardi: Ciao, abito all estero, non mi sono ancora iscritta all AIRE e sembra che se mi iscrivo oggi anzi se mi iscrivevo ieri, lun 6 giugno non avrei potuto comunque votare da qua. Questo dettomi con estrema arroganza dall’ impiegata al consolato. C’e’ qualche altro modo? Grazie,
Roberta
[(Nota da ForumCivico): No, purtroppo non c’è altro modo, tranne tornare in Italia, anche solo per il voto. Esistono tariffe agevolate. Ci sono informazioni su questa pagina.]
Ciao! Scrivo qui per le persone che si trovano nella mia stessa situazione. Sono iscritta all’AIRE presso il Consolato di Stoccarda e, dato che i registri elettorali sono aggiornati al dicembre 2010, ma io ho traslocato, le mie schede per il referendum sono state spedite all’indirizzo sbagliato. Se è capitato così anche a voi, non disperate! Come è già stato scritto in questo sito, basta passare al Consolato muniti di carta d’identità (basta davvero solo quella). Nel caso specifico di Stoccarda, arrivati al Consolato non troverete nemmeno l’ombra di una segnalazione: comunque, NON mettetevi in coda all’accettazione, il primo e unico ufficio che si vede salendo la scalinata esterna (di fianco al bar). Ci rimarreste almeno un’ora per non ottenere niente. Dovete andare invece direttamente all’Ufficio di Stato Civile. Entrate per la prima porta a destra (senza targhette) dopo la scalinata e salite al primo piano, è di fianco all’Ufficio Notarile. Bussate e, se non vi aprono, entrate (io ho fatto così e non si è lamentato nessuno, anzi, sono stati tutti molto gentili). In questo modo avrete sbrigato tutto in un quarto d’ora. Dato che le schede devono arrivare entro giovedì, io ho infilato la busta direttamente nella cassetta della posta (serve un paio di forbici per staccare il tagliando elettorale, poi le schede si possono compilare sul posto con una biro blu o nera). Spero di aver aiutato qualcuno a risparmiare almeno un po’ di tempo! Giulia
sono residente a barcellona da anni e non ho ricevuto nessuna scheda, a chi mi posso rivolgere per sapere che è successo?? voglio votare !!
[(Nota da ForumCivico): Veda commento Signora Giulia]
Perché votare SÌ ai due referendum sull’acqua: Referendum acqua: alcune linee di riflessione
Quesito n. 1 – referendum acqua pubblica – abrogazione affidamento servizio ad operatori privati.
Col referendum, gli italiani sono stati chiamati a dare il loro parere per la gestione dei spl che con l’art. 23 (Ronchi) dovevano andare a finire in mano ai privati. Il popolo ha detto no ai privati, si alla gestione dei servizi pubblici locali alle istituzioni pubbliche e non altro. Ora dato che l’art. 23 (Ronchi) è stato abrogato, devono fare riferimento a norme europee, che in maniera più larga permettono ai privati di poter gestire insieme alle istituzioni pubbliche il servizio pubblico locale. Ma il referendum è stato chiaro, non deve esserci mano dei privati nei spl, quindi di conseguenza la normativa europea in qualche modo va contro il referendum. Il SPL deve essere gestito e di proprietà delle istituzioni pubbliche e nientre altro. Questa è la volontà popolare, sovrana a qualsiasi altra istituzione. Saluti Alfio
ciao a tutti volevo chiedere si potrebbe fare un referendum per abbassare lo stipendio a tutti i politici del tipo dare uno stipendio di massimo 5000 eruo per tutti e basta visto che loro ci caricano di tasse e ci stanno mangiando vivi e noi poveri italiani dobbiamo stringere la cinta e ancora un po non mangiare né anche per dare da mangiare a questi dittatori perche per me non sono politici ma dittatori visto che siamo in crisi io sono d’accordo di fare sacrifici ma anche loro devo stringere la cinta adesempio iniziare a eliminare dai porta borse ai sottosegretari alle auto blu e i loro stipendi di tutti quanti ai riborso spese ecc ecc ecc.……