Il signor Silvio Berlusconi, a tuttora ancora cavaliere della Repubblica Italiana (e persino presidente del Consiglio dei Ministri), con la recente sentenza Mills (copia allegata nel file pdf più sotto) è stato ancora una volta giudicato dal Tribunale della Repubblica compartecipe di corruzione aggravata.
Di recente compianto, ma non perdonato, dalla moglie Veronica per i profondi, forse eccessivi interessi pedologici (sempre al cospetto di genitori ossequienti al bene delle figlie, s’intende) il Silvio nazionale ha professato la propria immacolata innocenza, e non ha mancato di vaticinare plumbee giustizie sui giudici, che ha definito con logica impeccabile «sinistroidi, ergo falsi e spergiuri».
Già in passato il signor Berlusconi soverchiò le leggi del popolo italiano per scongiurare che le sentenze dei Tribunali della Repubblica, definitive e per reati anche più gravi, lo portassero alla galera.
Sporge spontaneo domandarsi per quanto ancora il signor Berlusconi riuscirà a menare per il naso (ci si perdoni l’eufemismo, altra sarebbe la parte anatomica) i suoi stessi elettori. Per quanto ancora il popolo italiano tollererà le innumeri soperchierie di un cesarismo così anacronistico, e per questo così tragico in questo Terzo Millennio.
Sentenza Corruzione Mills Berlusconi
Altri articoli su: Crimini