Disastro nucleare Giappone: Fukushima peggio di Chernobyl

Il go­verno giap­po­nese ha esteso la sua va­lu­ta­zione sul di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima, met­ten­dolo alla pari con l’esplosione di Cher­no­byl del 1986, ri­co­no­scendo che le con­se­guenze umane e am­bien­tali del di­sa­stro nu­cleare giap­po­nese po­treb­bero es­sere molto gravi e di lunga du­rata. Ma di­versi esperti di­cono che è peg­gio, e che il go­verno giap­po­nese sta na­scon­dendo i dati veri.


La de­ci­sione di al­zare il li­vello di al­lerta a 7, dal 5 della scala, an­che con la su­per­vi­sione della Agen­zia in­ter­na­zio­nale dell’energia ato­mica (In­ter­na­tio­nal Ato­mic Energy Agency, IAEA), si basa su nuove stime da parte delle au­to­rità giap­po­nesi che sug­ge­ri­scono che il va­lore to­tale dei ma­te­riali ra­dioat­tivi ri­la­sciati fi­nora da Fu­ku­shima dall’inizio della crisi ab­bia or­mai rag­giunto tale soglia.

Hi­de­hiko Ni­shiyama, Vice Di­ret­tore Ge­ne­rale della Nu­clear and In­du­strial Sa­fety Agency, aveva af­fer­mato che la quan­tità to­tale di ma­te­riali ra­dioat­tivi ri­la­sciati fi­nora in se­guito al di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima era pari a circa il 10 per cento di quella ri­la­sciata nel di­sa­stro di Chernobyl.

Ma in una con­fe­renza stampa se­pa­rata, un fun­zio­na­rio della To­kyo Elec­tric Po­wer Com­pany ha di­chia­rato che il ri­la­scio di ra­dia­zioni da Fu­ku­shima po­trebbe, nel tempo, su­pe­rare i li­velli vi­sti nel 1986.

«La fuga di ra­dia­zioni non si è fer­mata com­ple­ta­mente, e la no­stra pre­oc­cu­pa­zione è che si possa alla fine su­pe­rare Cher­no­byl», ha detto Ju­ni­chi Ma­tsu­moto, un di­ri­gente di quell’azienda.

La quan­tità di ra­dia­zione ri­la­sciata po­trebbe es­sere fino a tre volte su­pe­riore ri­spetto alle stime del governo

I fun­zio­nari hanno con­ve­nuto che de­cine di mi­gliaia di te­ra­bec­que­rels di ma­te­riali ra­dioat­tivi sono sfug­giti della cen­trale, un li­vello di molto su­pe­riore a quello ri­co­no­sciuto fi­nora da parte delle au­to­rità giap­po­nesi. Al­cuni esperti del set­tore nu­cleare af­fer­ma­vano da set­ti­mane che l’incidente aveva ri­la­sciato quan­tità molto mag­giore di ra­dia­zioni, ma i fun­zio­nari giap­po­nesi mi­ni­miz­za­vano que­sta pos­si­bi­lità. (Un te­ra­bec­que­rel è un’unità di mi­sura che rap­pre­senta un tri­lione di mi­cro di­sin­te­gra­zioni nu­cleari al secondo).

Un mem­bro di una com­mis­sione go­ver­na­tiva che so­vrin­tende quell’agenzia nu­cleare, la NISA, ha detto che que­sti li­velli po­treb­bero es­sere in er­rore di un fat­tore 2–3. Ciò si­gni­fica che la quan­tità di ra­dia­zione ri­la­sciata po­trebbe es­sere fino a tre volte su­pe­riore ri­spetto alle stime del governo.

Test per le radiazioni a Koriyama, prefettura di Fukushima, nel nord del Giappone, a 44 km dai reattori nucleari danneggiati.

Test per le ra­dia­zioni a Ko­riyama, pre­fet­tura di Fu­ku­shima, nel nord del Giap­pone, a 44 km dai reat­tori nu­cleari danneggiati.


Ni­shiyama ha sot­to­li­neato che, a dif­fe­renza del di­sa­stro di Cher­no­byl, dove il reat­tore esplose e il fuoco sven­ta­gliò il ma­te­riale ra­dioat­tivo, i con­te­ni­menti ai quat­tro reat­tori di Fu­ku­shima sono ri­ma­sti in­tatti. Ni­shiyama ha an­che detto che il ri­la­scio di ra­dia­zioni di Cher­no­byl co­strinse ad i la­vo­ra­tori ad ab­ban­do­nare le ope­ra­zioni. A Fu­ku­shima in­vece i la­vo­ra­tori sono ri­ma­sti sul po­sto e con­ti­nuare gli sforzi per con­te­nere la crisi. Ha però af­fer­mato: «Stiamo cer­cando di man­te­nere le per­dite di ma­te­riali ra­dioat­tivi nell’ambiente al mi­nimo, ma in una certa mi­sura con­ti­nuano tuttora».

Sulla scala in­ter­na­zio­nale, un li­vello di in­ci­dente nu­cleare pari a 7 com­porta «ef­fetti di am­pia por­tata per la sa­lute e l’ambiente» e la «li­be­ra­zione all’esterno di una parte si­gni­fi­ca­tiva del noc­ciolo del reat­tore.» La scala, svi­lup­pata dalla IAEA e dai paesi che uti­liz­zano l’ener­gia nu­cleare, la­scia che sia il paese in cui si ve­ri­fica l’incidente a cal­co­larne il grado, ba­san­dosi su cri­teri com­plessi. Il pre­ce­dente grado as­se­gnato dal Giap­pone era al 5 li­vello, po­nendo il di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima alla pari con l’incidente di Th­ree Mile Island in Penn­syl­va­nia, nel 1979. Il li­vello 7 è stato si­nora ap­pli­cato solo al di­sa­stro di Cher­no­byl, in Ucraina.

«Que­sta è una am­mis­sione da parte del go­verno giap­po­nese che la quan­tità di ra­dia­zioni ri­la­sciate nell’ambiente ha rag­giunto un nuovo or­dine di gran­dezza», ha detto Te­tsuo Igu­chi, pro­fes­sore nel di­par­ti­mento di in­ge­gne­ria quan­ti­stica all’università di Na­goya. «Il fatto che ora si sia con­fer­mato al mondo in­tero che que­sto è in as­so­luto il se­condo in­ci­dente a li­vello 7 avrà con­se­guenze enormi per l’industria mon­diale del nu­cleare. Ciò di­mo­stra che gli stan­dard di si­cu­rezza at­tuali sono ter­ri­bil­mente inadeguati».

Più di un mese per sve­lare al pub­blico il li­vello delle radiazioni

Mi­chael Fried­lan­der, ex operatore-capo di cen­trali nu­cleari ne­gli Stati Uniti, ha detto che la sor­presa più grande nella ri­va­lu­ta­zione giap­po­nese è che ci sia vo­luto un mese per sve­lare al pub­blico che sono state ri­la­sciate così tante radiazioni.

Il primo mi­ni­stro del Giap­pone, Naoto Kan, ha di­feso la de­ci­sione del go­verno nel ri­la­sciare in­for­ma­zioni ve­ri­tiere, di­chia­rando: «Quello che posso dire per le in­for­ma­zioni che ho ot­te­nuto — ov­via­mente il go­verno è molto grande, quindi non ho tutte le in­for­ma­zioni — è che nes­suna in­for­ma­zione sia stata mai sop­pressa o na­sco­sta dopo l’incidente».

Se­condo la Japan’s Nu­clear Sa­fety Com­mis­sion, un gruppo go­ver­na­tivo, da 370 mila a 630 mila te­ra­bec­que­rels di ma­te­riale ra­dioat­tivo sono stati ri­la­sciati in aria dai reat­tori 1, 2 e 3 della centrale.

«Si po­trebbe af­fer­mare che, in quel caso, sa­rebbe tre volte peggio»

Seiji Shi­roya, com­mis­sa­rio e ex di­ret­tore del Re­search Reac­tor In­sti­tute all’Università di Kyoto, ha detto che gran parte della ra­dioat­ti­vità è sfug­gita dalla ca­mera di sop­pres­sione del reat­tore n. 2, che si pensa ab­bia su­bito una esplo­sione di idro­geno il 15 marzo, quat­tro giorni dopo il terremoto.

Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, durante la conferenza stampa organizzata a Tokyo

Hi­de­hiko Ni­shiyama, por­ta­voce dell’Agenzia per la si­cu­rezza nu­cleare, du­rante la con­fe­renza stampa or­ga­niz­zata a Tokyo

Shi­roya ha an­che sug­ge­rito: «Se tutto ciò che era all’interno del reat­tore è uscito, il di­sa­stro su­pe­rerà Cher­no­byl. In Ucraina c’era solo un reat­tore, men­tre noi né ab­biamo al­meno tre dan­neg­giati se­ria­mente. Si po­trebbe af­fer­mare che, in quel caso, sa­rebbe tre volte peg­gio». Ma a Fu­ku­shima, ha af­fer­mato, la mag­gior parte de­gli ele­menti ra­dioat­tivi dei reat­tori è ri­ma­sto all’interno del reat­tore. «Que­sta fa una grande differenza».

Shi­roya ha di­feso il se­greto im­po­sto dal go­verno di­cendo: «Al­cuni de­gli stra­nieri sono fug­giti dal paese an­che quando sem­bra­vano es­serci po­chi ri­schi. Se si fosse im­me­dia­ta­mente de­ciso di eti­chet­tare la si­tua­zione a li­vello 7, avremmo po­tuto in­ne­scare una rea­zione di panico».

Si spera però che, in ter­mini di ef­fetti sulla sa­lute, l’incidente di Fu­ku­shima ri­manga in­fe­riore di quello di Chernobyl.

A Cher­no­byl al­meno 31 per­sone mo­ri­rono nell’incidente e nel pe­riodo im­me­dia­ta­mente suc­ces­sivo, so­prat­tutto co­loro che cer­cano di lot­tare con­tro gli in­cendi. Fi­nora a Fu­ku­shima, circa 20 la­vo­ra­tori sono stati fe­riti. [Si veda an­che una te­sti­mo­nianza di­retta de­gli ef­fetti del di­sa­stro di Cher­no­byl]

Le au­to­rità hanno già or­di­nato l’evacuazione per chi vive en­tro un rag­gio di 12 mi­glia [circa 20 Km] dalla cen­trale, e ha rac­co­man­dato a chi vive en­tro un rag­gio di circa 19 mi­glia [30 Km] di ri­ma­nere chiuse in casa e che evi­tino la zona interna.

La de­ci­sione del go­verno di am­pliare la zona di eva­cua­zione è ve­nuta che le mi­sure delle ra­dia­zioni si sono ri­ve­late pre­oc­cu­panti (da più di un mese) in al­cune co­mu­nità ben ol­tre quell’area.

La ra­dia­zione fuo­riu­scita dai reat­tori non è dif­fusa in modo uni­forme, ma in­vece si è di­retta verso al­cune aree e non al­tre, per le con­di­zioni me­teo­ro­lo­gi­che e il ter­reno. Ad esem­pio, Ii­tate, una delle co­mu­nità de­si­gnate all’evacuazione, si trova ben ol­tre il rag­gio di 19 mi­glia, ma i venti del mese scorso hanno avuto la ten­denza a sof­fiare da nord-ovest, dalla cen­trale di Fu­ku­shima verso Ii­tate. Il che po­trebbe spie­gare per­ché ele­vati li­velli di ra­dia­zioni sono stati ri­le­vati an­che là.

Disastro nucleare di Fukushima

Di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima. L’unità 1 è sulla destra.

I fun­zio­nari sono pre­oc­cu­pati che le per­sone di que­ste co­mu­nità siano espo­sti a ra­dia­zioni equi­va­lenti ad al­meno 20 mil­li­sie­vert all’anno, che nel lungo ter­mine sono gra­ve­mente dan­nose per la sa­lute umana. Ol­tre a Ii­tate, gli or­dini di eva­cua­zione sono stati di­ra­mati per Ka­tsu­rao, Na­mie e parti di Mi­na­mi­soma, e Ka­wa­mata, ha di­chia­rato Yu­kio Edano, il se­gre­ta­rio capo di ga­bi­netto. Al­tre aree sono Hi­rono, Na­raha, Ka­wau­chi, Ta­mura e le al­tre se­zioni del Minamisoma.

Edano ha an­che detto che le donne in­cinte, i bam­bini e i de­genti in ospe­dale de­vono ri­ma­nere fuori dall’area di 19 mi­glia e che le scuole in quella zona ri­mar­ranno chiuse.

Fino ad ora il go­verno giap­po­nese aveva ri­fiu­tato di am­pliare la zona di eva­cua­zione, no­no­stante il sol­le­ci­ta­mento dall’AIEA. In se­guito al di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima, gli Stati Uniti e l’Australia ave­vano già da tempo con­si­gliato ai loro cit­ta­dini di stare al­meno 50 mi­glia [80 km] di di­stanza dalla centrale.

L’agenzia in­ter­na­zio­nale AIEA, con sede a Vienna, ha af­fer­mato che una loro squa­dra ha mi­su­rato ra­dia­zioni da 0,4–3,7 mi­cro­sie­verts per ora a di­stanze da 20 a 40 mi­glia dalla cen­trale dan­neg­giata — ben al di fuori della zona di eva­cua­zione iniziale.

[Fonte vi­deo: Sce­nari R. Reale — Rai]

Col­le­ga­menti esterni:

[Ar­chi­viato in: DISASTRO NUCLEARE GIAPPONE]



Altri articoli su: Ambiente, Chernobyl, Disastro nucleare, Fukushima, Segreti, Video
8 Responses to Disastro nucleare Giappone: Fukushima peggio di Chernobyl
  1. 1
    Gianluca Bonangeli scrive:

    PAZZESCO! Sono senza pa­role. Non me la sa­rei mai aspet­tata dai giapponesi.

    Ma a quanto pare, tutto il mondo è paese!

    >  |  »  |  Ri­spondi  |  Cita
  2. 3
    Antonio Bontempi scrive:

    Non rag­giun­gere il quo­rum nel re­fe­ren­dum sa­rebbe ve­ra­mente paz­ze­sco. Bi­so­gna spe­rare in mi­lioni di sig. Leo, che sono di­spo­sti a dei sa­cri­fici per met­tere la pro­pria croce su un pezzo di carta. Dob­biamo dare vita ad un passa pa­rola gi­gan­te­sco. Dai me­dia ab­biamo solo il si­len­zio. Avete no­tato come non si parli più di Giappone?

    «  |  <  |  >  |  »  |  Ri­spondi  |  Cita
  3. 4
    Iacopo scrive:

    Se non ri­cordo male ho letto che il Giap­pone esporta solo il 20% dei pro­pri pro­dotti ali­men­tari poi­ché l’80% è de­sti­nato al mer­cato in­terno. Di que­sto 20% la parte che ar­riva in Ita­lia credo sia minima.

    L’altro ieri ho vi­sto un vi­deo di 2 gior­na­li­sti giap­po­nesi che si ad­den­trano fino a 1,5 km da Fu­ku­shima. a quella di­stanza la ra­dioat­ti­vità è di 112 msv/h.

    Sul sito di Le­gam­biente ho letto che con una dose tale di ra­dioat­ti­vità gli ef­fetti sull’uomo sono im­me­diati e gravi (mi­dollo os­seo, mu­cosa in­te­sti­nale, cel­lule ba­sali della pelle, quelle parti del no­stro corpo più sen­si­bili alle ra­dia­zioni)… Quindi i 2 giornalisti??????

    Ho poi una do­manda: un test nu­cleare mi­li­tare (come quelli fatti du­rante la guerra fredda) di 30 me­ga­toni fa più o meno danni di quello che sta suc­ce­dendo in Giap­pone, il pa­ra­gone regge e si può fare?

    «  |  <  |  >  |  »  |  Ri­spondi  |  Cita
  4. 6
    Marco I. scrive:

    Pur­troppo la tra­ge­dia an­cora non si è ma­ni­fe­stata del tutto. Fra qual­che mese ini­zie­ranno le prime morti per ra­dioat­ti­vità e di quelle nes­suno par­lerà (Cher­no­byl docet).

    Le cen­trali nu­cleari sono si­cu­ris­sime… Si certo, spe­cial­mente se ven­gono co­struite come la casa dello stu­dente e l’ospedale di quella città abruz­zese di cui non si sente più parlare…

    «  |  <  |  >  |  »  |  Ri­spondi  |  Cita
  5. 7
    R. Tohm scrive:

    Af­fer­mare che l’incidente di Fu­ku­shima fosse di li­vello INES 5 si­gni­fi­cava dire che era EQUIVALENTE ad un in­ci­dente av­ve­nuto in Sud Ame­rica ove dei cri­mi­nali ir­re­spon­sa­bili aveva ab­ban­do­nato in una di­sca­rica delle ap­pa­rec­chia­ture me­di­cali ra­dioat­tive… e dei po­ve­racci le ave­vano ma­neg­giate con­ta­mi­nan­dosi in modo letale.

    Il che è sem­pli­ce­mente ridicolo.

    Qui ci sono 30 km di rag­gio eva­cuati pre­su­mi­bil­mente per i pros­simi 300 anni… non si può dire con cer­tezza per­ché nes­suno si prende la briga di dirci con­ta­mi­nate DA COSA… io­dio, ce­sio, tracce di plutonio…

    Pre­sto qual­che agen­zia in­di­pen­dente, ma­gari i tanto odiati am­bien­ta­li­sti (odiati dai nu­clea­ri­sti poi­ché non con­sen­tono di po­ter so­ste­nere le men­zo­gne) pub­bli­cherà i pro­pri dati… al­tri di­ranno che sono falsi, dopo poco tempo si sco­prirà che sono veri… SOLITO COPIONE.

    In­tanto te­nete pre­sente che l’unione eu­ro­pea, come buona mi­sura, ha in­nal­zato di 20 volte i li­velli di CESIO 137 am­messi ne­gli alimenti.

    Tanto per es­sere si­curi che non scat­tino al­larmi su ciò che fino a IERI era con­si­de­rato con­ta­mi­nato e no­civo per la salute.

    «  |  <  |  >  |  »  |  Ri­spondi  |  Cita
  6. 8
    Tony G. scrive:

    Cri­mi­nali, cri­mi­nali, cri­mi­nali. Non ci sono al­tre pa­role per de­scri­vere que­sti grandi af­fa­ri­sti (ita­liani prin­ci­pal­mente) che si ar­ric­chi­scono a di­smi­sura fot­ten­do­sene della di­stru­zione del pia­neta e de­gli es­seri vi­venti, uomo in primis.

    Voi gior­na­li­sti do­vete porre in primo piano QUESTA di no­ti­zia (che è la più grave) e igno­rare quasi com­ple­ta­mente le spa­rate del mo­stro af­fetto da sa­ti­riasi che è (an­cora) il pre­si­dente del consiglio.

    «  |  <  |  Ri­spondi  |  Cita
Leave a Reply


Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.