Una crisi peggiore del 1929: arriva lo tsunami [1 video]

Dopo la crisi fi­nan­zia­ria è ar­ri­vata quella pro­dut­tiva. Ne­gli Usa, dove tutto è co­min­ciato con le bolle spe­cu­la­tive, in molti par­lano di ca­ta­strofe, di uno tsu­nami in ar­rivo. Del re­sto in soli quat­tro mesi i sen­za­la­voro sono cre­sciuti di 2 milioni.

Ci sono Stati dove il tasso di di­soc­cu­pa­zione su­pera ab­bon­da­mente il 10 per cento. Il ceto me­dio è a ri­schio scom­parsa. Per strada si ve­dono lun­ghe file di col­letti bian­chi o blu in at­tesa di un sus­si­dio: senza aiuti po­treb­bero per­dere an­che la casa. In­tanto in in­ter­net si mol­ti­pli­cano le voci con­tro i pri­vi­legi dei banchieri.

Fanno scan­dalo le no­ti­zie ri­guar­danti i bal­letti rosa, i di­ri­genti fi­nan­ziari che usano al­le­gra­mente le carte di cre­dito azien­dali per pa­garsi le pro­sti­tute. Sotto ac­cusa è un si­stema in cui un su­per­ma­na­ger è pa­gato 433 volte un di­pen­dente. Il Pre­si­dente Obama, fra le po­le­mi­che de­gli in­te­res­sati, ha fis­sato in mezzo mi­lione di dol­lari lo sti­pen­dio dei di­ri­genti di quei gruppi che hanno ri­ce­vuto aiuti dallo Stato.

Sce­nari pro­pone un di­bat­tito col Pre­mio No­bel Paul Krug­man, l’uomo che aveva pre­vi­sto il crack, e che ora dice che la crisi è peg­giore del pre­vi­sto. Ci vo­gliono in­ter­venti pub­blici mi­rati a far cre­scere l’occupazione, bi­so­gna es­sere de­cisi, so­stiene. Da de­stra lo con­te­stano di­cendo che così au­menta il de­bito pubblico.

Per il mo­mento co­mun­que mi­sure ade­guate non se né ve­dono. Tutto il mer­cato, su scala pla­ne­ta­ria, sta per­dendo colpi, a co­min­ciare dalle auto e dalla casa.

Una crisi peggiore del 1929: arriva lo tsunami

Una crisi peg­giore del 1929: ar­riva lo tsunami

E an­che il ri­torno al pro­te­zio­ni­smo pare una ri­cetta as­sai de­bole. In Rus­sia sta pro­vando que­sta so­lu­zione il Pre­mier Pu­tin ma le sue scelte hanno avuto un solo ef­fetto: far scen­dere la gente in piazza, pro­vo­care una mo­bi­li­ta­zione po­po­lare. Un viag­gio sulla Rete mette in guar­dia gli ita­liani: c’è ve­ra­mente poco da stare allegri.

I pros­simi anni si an­nun­ciano terribili.

[Fonte vi­deo: Sce­nari — Rai]



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