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EDITORIALE

Non sono pazzo.
Riconvertiamo il nostro esercito. Disarmiamoci.

E’ tanto tempo che mi chiedo come mai sul tema guerra/eserciti non ci sia mai stata una cam­pa­gna na­zio­nale uni­ta­ria e ge­ne­rale per un di­sarmo uni­la­te­rale.

Ci sono cam­pa­gne per la ri­du­zione delle spese mi­li­tari, con­tro al­cune basi, per il con­trollo del com­mer­cio delle armi, pra­ti­che come l’obiezione alle spese mi­li­tari o al­tro. Tutte ini­zia­tive che non af­fron­tano di petto il si­stema mi­li­tare vi­gente in Ita­lia, ma solo pro­po­ste di con­te­ni­mento. Quasi sem­pre non coör­di­nate.
Parlo di Ita­lia per­chè prima di pen­sare al Mondo do­vremmo pen­sare a noi stessi.

Il pen­siero che mi “frulla” nella te­sta è il se­guente: “… fin quando ognuno di noi non si scan­da­liz­zerà per chi ostenta e so­stiene l’uso delle armi per la ri­so­lu­zione dei con­flitti in­ter­na­zio­nali o na­zio­nali le Guerre non sa­ranno un ter­ri­bile ri­cordo del pas­sato, ma un eterno pre­sente.
Ogni volta le Guerre ven­gono de­fi­nite giu­ste e agli eser­citi ven­gono creati alibi di ferro per po­ter in­ter­ve­nire da eroi giu­sti che com­bat­tono il male.
Ab­biamo con­sta­tato che è av­ve­nuto sem­pre al di fuori del prin­ci­pio di leg­git­tima di­fesa. Il no­stro ar­ti­colo 11 della Co­sti­tu­zione.
Quindi il ra­gio­na­mento è semplice.

“To­gliamo ogni alibi alle Guerre.
To­gliamo ogni alibi agli Eser­citi.
Ri­con­ver­tiamo le spese mi­li­tari, in spese di Pace.”

Pro­po­sta troppo grande per noi
Pen­sa­vamo già agli slo­gan:
disARMIamoci
Ren­diamo CIVILE il no­stro si­stema MILITARE
Cam­pa­gna per la ri­con­ver­sione dell’ Eser­cito Ita­liano

Per que­sto ave­vamo fatto gi­rare in rete un ap­pello “…VOI CHE POTETE per­chè non pro­po­nete e con­cor­date (as­so­cia­zioni, par­titi, sin­goli cit­ta­dini, ecc) una CAMPAGNA NAZIONALE per chie­dere che in Ita­lia l’esercito venga ri­con­ver­tito, TUTTO, in un sog­getto CIVILE de­dito alla coo­pe­ra­zione in­ter­na­zio­nale, pro­te­zione ci­vile, ecc (pen­siamo ai re­parti del ge­nio mi­li­tare, per­so­nale me­dico, mense di campo, tra­sporti, co­mu­ni­ca­zioni, ecc.) ? “

Pa­ra­fra­sando l’Art. 9 della Co­sti­tu­zione Giap­po­nese (non ri­spet­tato in pa­tria … ma que­sta è un’altro pro­blema) si po­trebbe pro­porre una mo­di­fica co­sti­tu­zio­nale ren­dendo pie­na­mente coe­rente e co­gente il no­stro art. 11, mo­di­fi­can­dolo così:

Il po­polo Ita­liano ri­nun­cia per sem­pre alla guerra come di­ritto so­vrano della na­zione e alla mi­nac­cia di un uso della forza per ri­sol­vere le di­spute in­ter­na­zio­nali. I po­ten­ziali di forze ter­re­stri, ae­ree o na­vali sa­ranno sman­tel­lati e ri­con­ver­titi in un ser­vi­zio Ci­vile di coo­pe­ra­zione in­ter­na­zio­nale“.

Siamo pazzi?

Im­ma­gi­niamo dei dia­lo­ghi, tra i tanti pos­si­bili, per ar­ri­vare a con­vin­cerci che la so­lu­zione all’esistenza de­gli eser­citi, è solo una, la loro eliminazione.

Gino: - Esi­stono Guerre giu­ste?
Pino: - … se guar­diamo ai no­stri TG le no­stre sono sem­pre giu­ste.
Gino: - Tutte le Guerre sono giu­ste per chi le fa. … Chi la vince né avrà la certezza.

Gino: - Siamo con­tro la pena di morte, per­chè cre­diamo che uno Stato non possa ri­spon­dere alla morte con la morte. Per­chè non ap­pli­chiamo lo stesso prin­ci­pio alle Guerre?
Pino: - Per­chè, ci di­cono, ser­vono a pre­ve­nire al­tre morti. Men­tre la pena di morte è un atto di ven­detta.
Gino: - Al­lora se guar­diamo alla Guerra come stru­mento di le­git­tima di­fesa o di con­te­ni­mento di ar­mate che spar­gono morte, do­vremmo ri­co­no­scere il di­ritto di tutti gli stati alla rin­corsa agli ar­ma­menti, per­chè solo ar­man­dosi ci si può ga­ran­tire que­sto di­ritto di di­fesa, di dis­sua­sione o re­pres­sione del “pe­ri­colo esterno”. Que­sto di­ritto do­vremmo ga­ran­tirlo a tutti !
Pino: - No, per­chè noi siamo i buoni. Solo i cat­tivi de­vono di­sar­marsi.
Gino: - Mi sem­bra pre­po­tente ed ar­ro­gante que­sta pre­tesa di de­ci­dere chi siano i buoni (che si pos­sono ar­mare) e i cat­tivi (che non lo pos­sono fare)… Così ra­gio­nando ci in­vi­schiamo in una lo­gica senza uscita. E’ come vo­ler dis­sua­dere even­tuali pi­ro­mani ac­ca­ta­stando ta­ni­che di ben­zina in un bo­sco.
Lino (fi­glio di Gino): - Quindi, se si è pa­ci­fi­sti, non ri­mane che chie­dere di to­gliere la ben­zina da quelle ta­ni­che e met­terci dell’acqua. Ri­con­ver­tiamo gli eser­citi. Par­tiamo dal no­stro per di­mo­strare che è possibile.

E’ vero. Ri­con­ver­tiamo il no­stro eser­cito per li­be­rare enormi ri­sorse eco­no­mi­che e tec­ni­che per fare del bene, in modo au­ten­tico. E il bene porta sem­pre al­tro bene, an­che a chi lo fa.

A que­sta pro­po­sta, a parte ca­te­go­rici “non è pos­si­bile farlovi è stata una ri­spo­sta in­te­res­sante:

pro­po­sta to­sta, ci si è pro­vato già in modi di­versi. Il pro­blema è cosa fare in caso di at­tacco mi­li­tare al no­stro paese, per­chè gli al­tri non sta­reb­bero fa­cil­mente a guardare …

E’ pro­prio que­sto il punto.

E’ pro­prio que­sto il punto

Le ri­spo­ste sono due:

1) Fin quando non si farà se­ria­mente pre­ven­zione, come in tutti gli al­tri campi in cui si usa que­sto ter­mine, le de­ge­ne­ra­zioni sa­ranno sem­pre nu­me­rose.
In que­sto tema si ri­col­le­gano le cam­pa­gne per il con­trollo del com­mer­cio delle armi, il di­sarmo mon­diale (par­tendo da casa no­stra), so­ste­gno ai pro­cessi de­mo­cra­tici au­ten­tici, per po­li­ti­che non ipo­crite, ma ba­sate su prin­cipi di giu­sti­zia e non di po­tere, ecc, ecc.
Quando una guerra scop­pia è troppo tardi per intervenire.

2) La se­conda è una ri­spo­sta che dob­biamo dare prima a noi stessi.
Se pren­diamo l’ipotesi di man­te­nere un eser­cito per la di­fesa mi­li­tare, lo dob­biamo man­te­nere ef­fi­ciente, quindi mo­derno e agres­sivo. Quindi dob­biamo in­ve­stire.
In tal senso un eser­cito che si li­miti ad ope­rare solo sul pro­prio ter­ri­to­rio, nelle guerre mo­derne, non è ef­fi­cace come stru­mento di di­fesa.
At­tac­care il ne­mico prima che lo fac­cia lui è di­fesa.
Im­pe­dire al ne­mico di ar­marsi, an­che con la forza, è di­fesa.
Im­pe­dire al ne­mico solo di pen­sare ad at­tac­carci è di­fesa…. Il con­trollo po­li­tico è di­fesa.
… ogni ne­fan­dezza può es­sere giu­sti­fi­cata come atto di difesa …

La ri­spo­sta che chi scrive da non si basa su va­lori mo­rali, ma etici e in parte uti­li­ta­ri­stici.
Il po­polo ita­liano non è mai stato un po­polo guer­riero: era­vamo for­te­mente con­trari alla prima e alla se­conda guerra mon­diale. Il ré­gime è ca­duto su que­sto.
Non sap­piamo es­sere duri, si­ste­ma­tici, agire senza farci do­mande.
Quindi è me­glio ri­nun­ciarci e “ven­derci” per quello che sap­piamo fare: al­le­gria, in­ge­nio, fan­ta­sia, uma­nità.
La parte etica della fac­cenda è che diamo il buon esem­pio.
La parte uti­li­ta­ri­stica è che nel ruolo di me­dia­tori e coo­pe­ranti ab­biamo solo da gua­da­gnarci in tutti i set­tori e sensi.

Se ci at­tac­cano? Fac­cia­moci in­va­dere. Meno di­stru­zioni e morti.
Quando sa­ranno qui, li con­ver­ti­remo alla moz­za­rella, alla po­lenta, all’allegria.
Se non sarà suf­fi­ciente boi­cot­te­remo, fa­remo guer­ri­glia (ecco per­chè la mia po­si­zione per­so­nale non può es­sere mo­rale, di non vio­lenza as­so­luta).
Non credo che oggi, nel mo­mento in cui l’economia non ha bi­so­gno della gurra per con­trol­lare i paesi, ci sia il pe­ri­colo di es­sere in­vasi da po­poli stra­nieri.
E’ molto più pro­dut­tivo e utile sot­to­met­tere un paese eu­ro­peo dal punto di vi­sta eco­no­mico.
Pie­garlo al pro­prio vo­lere po­li­tico con gli stru­menti “ci­vili”, da al­leato, non da conquistato.

Con­clu­sioni

Ognuno di noi deve tro­vare una po­si­zione per­so­nale che deve es­sere ge­ne­rale e coe­rente.
Poi però si de­vono unire le forze per ot­te­nere dei ri­sul­tati e rom­pere gli schemi men­tali con­so­li­dati che ve­dono in tutto ciò che è mi­li­tare una “cosa un po’ sporca ma ne­ces­sa­ria ed eroica

Si dice: “C’è già l’art. 11 della no­stra Co­sti­tu­zione che im­pe­di­sce l’uso im­pro­prio del no­stro eser­cito”.
Se guar­diamo agli ul­timi con­flitti a cui ab­biamo par­te­ci­pato non si vede un solo esem­pio di guerra che po­tesse rien­trare nel con­cetto di le­git­tima di­fesa del no­stro Stato.

Quindi af­fer­miamo con con­vin­zione e senza re­mora che con­si­de­riamo gli eser­citi (dal Ge­ne­rale al sol­dato sem­plice) stru­mento di morte isti­tu­zio­na­liz­zata, chi fab­brica armi da guerra (dal di­ret­tore all’operaio) stru­mento di morte in­du­stria­liz­zata.
Ogni ri­sorsa e spesa mi­li­tare è spre­cata in modo igno­bile.
Non mi im­ba­razza dirlo.

An­to­nio

Ul­tima prima della “stampa” dell’articolo.
Que­sta as­so­cia­zione … link … pro­pone un di­scorso si­mile con la cam­pa­gna “ar­ti­colo 9 della Co­sti­tu­zione Giap­po­nese per tutti”
Forse non siamo pazzi.

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